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a cura di S.E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani/

Oggi la Chiesa è nel silenzio , il Re dorme nel sepolcro, ma la sua anima è scesa agli inferi a partecipare ai santi che sono in attesa che la redenzione è avvenuta e Gesù entrando nel luogo dell’attesa saluta tutti da Adamo fino al buon ladrone “La pace sia con Voi” e loro insieme rispondono “E col tuo spirito”E annuncia loro il Vangelo della Salvezza: dopo di Lui entreranno ormai nella Gloria.
Mentre Gesù è nel sepolcro la Madonna sostiene con la sua fede i discepoli preparandoli all’esperienza della Resurrezione. Ecco perché il Sabato è sempre il giorno della Madonna:il giorno della fede pura.
Anche noi prepariamo la resurrezione del Signore e lo facciamo nella maniera sacramentale, preparando il segno del Cristo risorto : il Cero Pasquale.
Anch’io oggi nella cappella del mio eremo sostituisco il cero pasquale vecchio con quello nuovo. Ogni volta che mi metto in preghiera nella mia cappella accendo il Cero Pasquale, come accenderlo è il primo gesto che compio ogni mattina pregando l’”Exultet” di Pasqua. Il cero della scorso anno è quasi finito, segna il tempo che ho trascorso in preghiera, ora accendo il nuovo che mi accompagnerà durante la preghiera di questo anno. E’ l’immagine del Cristo vivo che prega in me e con me e che si consuma illuminando per la Gloria del Padre.
Quando dovetti scegliere il mio motto di Vescovo non ebbi dubbio “Surrexit Dominus vere”Il Signore è veramente risorto, e quando porto il bastone pastorale ho sempre immaginato di portare il cero pasquale.
Perché se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede.

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