LA ‘ndrangheta è “l’antievangelo”, la Chiesa Calabrese contro i Clan

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Il presidente della Conferenza episcopale calabrese, monsignor Vincenzo Bertolone
Il presidente della Conferenza episcopale calabrese, monsignor Vincenzo Bertolone

“La ‘ndrangheta è l’antivangelo”. E’ il titolo di una pubblicazione di qualche anno fa (curata da don Filippo Curatola, don Enzo Gabrieli e don Giovanni Scarpino) che raccoglie i documenti e pronunciamenti della Chiesa calabrese in materia di contrasto alla criminalità organizzata a partire da una lettera pastorale per la Quaresima datata 1916. Il tema è ancora attuale da far ribadire, ancora una volta, al presidente dei vescovi della regione, monsignor Vincenzo Bertolone, che «la mafia non ha nulla a che spartire con il cristianesimo».

L’occasione è stata nel pomeriggio di martedì primo ottobre, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Castrovillari, per presentare la terza edizione del Corso annuale La Chiesa di fronte alla ‘ndrangheta voluto dalla Conferenza episcopale calabrese all’interno del percorso di studio dell’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale. Si tratta di un corso accademico la cui collocazione rientra nel piano di studi per gli alunni del V e VI anno, seminaristi diocesani e religiosi, membri di istituti di vita consacrata, laici e laiche. Un corso che i vescovi hanno voluto aprire a tutti colore che «in ragione del loro impegno nella Chiesa intendono introdursi nella conoscenza più pertinente del fenomeno ‘ndranghetista e dei connessi problemi sotto il profilo religioso ed ecclesiale». «Si può fare antimafia in tante forme. Ci impegniamo a formare sacerdoti con la schiena dritta. Capaci di dire sì e no”, ha aggiunto Bertolone durante la conferenza stampa, moderata dal direttore regionale delle comunicazioni Sociali, don Giovanni Scarpino e che  ha visto gli interventi anche del vicepresidente della Cec monsignor Francesco Milito, e del direttore dell’istituto Teologico calabro monsignor Gaetano Currà. «Che preti saremmo se noi ce ne andassimo da questo territorio…eppure in passato mi è stato sconsigliato di fare questo corso qui in Calabria. Racconto questo episodio per spiegare come la mentalità può e deve cambiare solo col tempo e con l’impegno di tutti», ha spiegato il presule che è stato postulatore della causa di beatificazione di padre Puglisi.

Bertolone ha quindi sottolineato che lo «Stato deve fare di più contro le mafie. La sola magistratura o le sole forze dell’ordine non bastano. Ci vuole altro. E ciò che bisogna risolvere, in primo luogo, è il problema del lavoro anche per non perdere le nostre migliori intelligenze». Per questo il presidente dei vescovi della Calabria ha annunciato che partiranno a breve alcuni progetti di promozione del lavoro giovanile.  La Conferenza episcopale calabrese, infatti, bandirà un concorso per i giovani della regione che presenteranno progetti di lavoro.

Il corso La Chiesa di fonte alla ‘ndrangheta comincia ufficialmente il prossimo 11 ottobre  a Lamezia Terme e si concluderà il 17 gennaio e vedrà oltre a diverse relazioni anche molte esperienze testimoniali di imprenditori, responsabili di cooperative sociali , magistrati, etc.

Là dove la “piovra” della criminalità organizzata «attecchisce e miete ancora vittime, la Chiesa – scrive il presule nel volume La ‘ndrangheta è l’antivangelo –  non si limita a far eco, ma dichiara di possedere l’antidoto al veleno mafioso, convinta che contro ogni mafia non basti denunciare, prevenire, punire, ma occorra annunciare da capo il Vangelo della misericordia, della pace e della conversione, in uno sforzo corale di nuova evangelizzazione».

Fonte Famiglia Cristiana.it

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