Papa Francesco prega: si commuove per la Pace in occasione dell’Immacolata

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Giornata dell’Immacolata 2022. Papa Francesco, dopo avere pregato davanti all’immagine della Salus Populi Romani, è andato in piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all’Immacolata. Nei precedenti due anni, questo gesto di preghiera si era svolto non alla presenza del pubblico a causa della pandemia.

Ad accoglierlo, in piazza Mignanelli, il Sua Eminenza il Cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis, dal Sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, e dalla Presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi.

“Ti porto le preoccupazioni delle famiglie, dei padri e delle madri che spesso fanno fatica a far quadrare i bilanci di casa, e affrontano giorno per giorno piccole e grandi sfide per andare avanti”. È un passaggio della preghiera che Bergoglio ha appositamente composto e che ha recitato.

Ha poi invocato Maria per i giovani: “Ti raccomando specialmente i ragazzi che più hanno risentito della pandemia, perché piano piano riprendano a scuotere e spiegare le loro ali e ritrovino il gusto di volare in alto. Ti porto i sogni e le ansie dei giovani, aperti al futuro ma frenati da una cultura ricca di cose e povera di valori, satura di informazioni e carente nell’educare, suadente nell’illudere e spietata nel deludere”

Vergine Immacolata, avrei voluto oggi portarti il ringraziamento del popolo ucraino per la pace che da tempo chiediamo al Signore. Invece devo ancora presentarti la supplica dei bambini, degli anziani, dei padri e delle madri, dei giovani di quella terra martoriata che soffre tanto”, ha anche pregato, commuovendosi.

“Ma in realtà’ – ha continuato il Papa – noi tutti sappiamo che tu sei con loro e con tutti i sofferenti, così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio. Grazie, Madre nostra!”. “Guardando a te, che sei senza peccato, possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore, sulla menzogna vinca la verità, sull’offesa vinca il perdono, sulla guerra vinca la pace. Così sia!”, ha concluso.

Poi, seduto sulla sedia a rotelle, Papa Francesco non ha rinunciato a salutare i malati e i disabili presenti in piazza di Spagna al termine del suo Atto di venerazione davanti alla statua dell’Immacolata. Prima di fare il giro tra la folla per il suo congedo e ripartire per il Vaticano ha voluto anche fermarsi a stringere la mano e scambiare qualche battuta con alcuni giornalisti.

Fonte: Avvenire.

In occasione dell’Immacolata e della tradizionale deposizione dei fiori all’obelisco romano, fervida è stata la collaborazione tra Arciconfraternita di Odigitria dei Siciliani in Roma, guidata da mons. Renzo Giuliano e il Serra Club di Roma con il Presidente dott. Roberto Razzano ed il direttivo.

Storia: l’arte al servizio dell’Immacolata con Pio IX

Desideriamo ricordare nella solennità dell’Immacolata 2022 una curiosità artistica legata a Maria. La scultura del Mosè dell’obelisco di Piazza Mignanelli è stata eseguita da Ignazio Jacometti “scultore del Dogma dell’Immacolata Concezione” al servizio di Papa Pio IX. Originario di Anguillara Sabazia, cittadina in provincia di Roma, Jacometti ha realizzato tra le più belle opere scultoree della Capitale e non solo. “Un capitolo storico” che appartiene ad Anguillara Sabazia ma a tutti. Ignazio Jacometti (16 gennaio 1819-22 aprile 1883), figlio di Antonio Jacometti della famiglia Jacometti ramo Anguillara e di Anna Maria Lang e che ad Anguillara Sabazia ebbe possedimenti e dove ancora risiedono, anche nel Palazzo Jacometti, i suoi discendenti, scultore del dogma dell’Immacolata Concezione, presidente dell’Accademia di S. Luca e direttore delle Gallerie Pontificie, musei vaticani e lateranensi, che ha raccontato e rappresentato mirabilmente per tutti, indistintamente, tali momenti della vita di Gesù, con opere in gesso affidate all’Arciconfraternita di S. Giovanni in Decollato e site nella Chiesa di S.S. Maria Assunta o Collegiata ad Anguillara Sabazia (Roma), Parrocchia di S. Maria Assunta, Diocesi di Civitastellana. Dal Bacio di Giuda, oggi posto in marmo alla Scala Santa insieme all’Ecce Homo, alla Pietà mai realizzata in marmo ma esposta nelle più note mostre internazionali dell’epoca a Roma nella pinacoteca di S. Maria degli Angeli o a Londra nell’esposizione universale, a confronto con il panorama del purismo delle arti. “Il re della mansuetudine e il ceffo vero del traditore” fino a Pilato che presenta il re dell’innocente, schernito, Gesù al popolo con “aria di turbamento ed incertezza cinica”, fino alla deposizione della croce, alla Pietà, “all’espressione del dolore più potentemente sentito, colmo, nobile, arcano: un eco fedele dei sentimenti ispirati in chi riguarda della movenza e dei lineamenti del sembiante divino”, all’angelo di destra poi divenuto marmo a sostegno dello stemma di Pio IX per la porta della Basilica di S. Paolo fuori Le Mura, al bassorilievo con nostro Signore portato al sepolcro, di ascendenza raffaellesca, nella Collegiata ed eseguito in marmo per la cappella dei Gesuiti al Verano. Mistero e stupore neoclassico, “nulla di più Soave e commovente”, che ci potrà rincuorare negli itinerari tra Anguillara Sabazia, sulle rive del lago di Bracciano, sede di dimore storiche del Lazio, di beni artistici medievali rinascimentali e archeologici unici al mondo persino con più di 8000 anni di storia, Castrum millenario e Roma dalla stessa Scala Santa ai monumenti pubblici nelle piazze, come l’obelisco di San Bartolomeo all’isola Tiberina con le statue di San Bartolomeo, San Francesco d’Assisi, San Paolino da Nola, San Giovanni di Dio o il citato Mosè dell’obelisco monumento all’Immacolata a Piazza Mignanelli, alla Basilica di S. Maria Maggiore con il sublime Pio IX orante o il ritratto di Pio IX, alla Chiesa di S. Salvatore in Lauro con il bassorilievo Madonna tra quattro angeli per il Cardinal Pianetti, alla Chiesa di S. Maria sopra Minerva con il sepolcro dall’abate Pigiani e per la contessa Piccolomini Moroni Mozzi, alla Chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni con il sepolcro di San Luigi Lezzani, alla Chiesa di S. Maria in Via Lata con il monumento a Pio IX nella Cappella del Sacramento, alla Chiesa di S. Spirito in Sassia con la statua di San Luigi Gonzaga, alla Basilica di S. Paolo con la statua di S. Pietro, alla Basilica di S. Pietro con la statua di San Paolo della Croce fino al mondo con ad esempio l’Immacolata nel Parco di Santiago del Cile o il monumento della Concezione a Dublino.

Ignazio Jacometti dal Mosè a tutte le sue opere, di un’intimità religiosa straordinaria, è quella terza generazione del Neoclassicismo per lo più sconosciuta e contestualizzata anche nell’ambito dei preraffaelliti ed internazionale, come evidenziato dallo storico dell’arte Maria Stella Bottai.

Siamo certi che i gessi, così pregevoli siti nella cittadina lacustre, saranno presto adeguatamente restaurati da tecnici specializzati in questa tipologia di materiale, in un rapporto rinnovato di collaborazione tra Città di Anguillara Sabazia, oggi guidata dal Sindaco Avv. Angelo Pizzigallo e Diocesi di Civita Castellana, guidata da Sua Eccellenza il Vescovo Marco Salvi, grati a Sua Eccellenza mons. Romano Rossi, con la Parrocchia di S. Maria Assunta, oggi guidata da mons. Luigi Romano e con mons. Piero Rongoni Responsabile della Vicaria del Lago.

Indimenticabili ed uniche le parole di uno dei suoi figli Francesco Jacometti, che nel 1892 scrisse una biografia su padre, mettendo in risalto lo stato d’animo e le motivazioni dell’artista che lo hanno portato a delineare le sue opere, nelle sue diverse forme, fino a farne veri e propri capolavori da sottoporre ai suoi studenti, ancor prima che al mondo intero.     

Note

V. Normando, “Il neoclassicismo sconosciuto Ignazio Jacometti scultore”, 2002, Anguillara Sabazia, Ed. Tipo-Offset Anguillara;

V.Normando, P. Lorizzo, “Anguillara Sabazia racconto millenario”, ed. Gangemi, 2019.

V. Normando e autori vari monografia per il bicentenario della nascita; F. Jacometti, “La Vita di Ignazio Jacometti Scultore”, Vol. V dai Romani Illustri, Roma,1892.

Viviana Normando

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