Nunzio Galantino lascia Cassano all’Jonio. Papa Francesco ai mafiosi: Convertitevi!

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Papa Francesco con S.E.Mons. Nunzio Galantino Segretario della CEI

A cura di Radio Vaticana/

Il Papa ha lanciato oggi un nuovo appello alla legalità e contro le organizzazioni malavitose ricevendo i fedeli della Diocesi di Cassano all’Jonio, accompagnati dal loro vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. Di seguito un’ampia sintesi del discorso di Francesco:

Francesco ha ringraziato i fedeli della Diocesi per aver lasciato a disposizione della Conferenza episcopale italiana mons. Galantino che ha dovuto fare spesso la spola con Roma: “Credo che sia il momento – ha detto – di pensare di darvi un altro Pastore”. I pellegrini rispondono: “No!”. Ha quindi salutato anche gli altri Vescovi presenti, tra i quali vi è anche l’Eparca di Lungro: “infatti, la Chiesa in Calabria accoglie tradizioni e riti diversi, che esprimono la varietà dei doni che arricchiscono la Chiesa di Cristo”. Ha salutato i rappresentanti della Comunità Emmanuel, nata dal desiderio di “mettere vita con vita” con quanti bussano alla sua porta: “incoraggio il vostro impegno – ha detto – nell’accoglienza del “Cristo sofferente”. Questa accoglienza è frutto di uno stile di apostolato fondato sulla preghiera fervorosa e su una vita comunitaria intensa. Da qui sono scaturiti i Centri di accoglienza e di ascolto, le case-famiglia, in Italia e all’estero, e le Associazioni, tra cui saluto i Volontari Emmanuel di Cerignola”.

“Il ricordo della visita alla vostra Comunità diocesana – ha detto il Papa – è ancora vivo nel mio cuore: gli incontri con i carcerati, con i malati, con i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi: quanti sono adesso i seminaristi? (rispondono: 8) Otto? Questo non va! Dobbiamo pregare di più per le vocazioni. D’accordo? D’accordo! Il Signore ci ha detto di pregare perché Lui mandi sacerdoti. Confido nella vostra preghiera e bussare al cuore di Gesù, perché mandi sacerdoti. Ricordo anche l’incontro con gli anziani; la visita alla Cattedrale e al Seminario; e poi la straordinaria presenza della gente nella piana di Sibari. Ma c’era tutta la Calabria lì! Ho toccato con mano la vostra fede e la vostra carità. Il Signore vi aiuti a camminare sempre uniti, nelle parrocchie e nelle associazioni, guidati dal Vescovo e dai sacerdoti. Vi aiuti ad essere comunità accoglienti, per accompagnare verso Cristo quanti fanno fatica a scorgere la sua presenza che salva”.

 “Vorrei riaffermare – ha proseguito – un pensiero che vi ho suggerito durante la mia visita: chi ama Gesù, chi ne ascolta e accoglie la Parola e chi vive in maniera sincera la risposta alla chiamata del Signore non può in nessun modo darsi alle opere del male. O Gesù o il male! Gesù non invitava a pranzo i demoni, li cacciava via perché erano il male. O Gesù o il male! Non si può dirsi cristiani e violare la dignità delle persone; quanti appartengono alla comunità cristiana non possono programmare e consumare gesti di violenza contro gli altri e contro l’ambiente. I gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e con la sua Chiesa. I gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e con la sua Chiesa. I gesti esteriori di religiosità non bastano per accreditare come credenti quanti, con la cattiveria e l’arroganza tipica dei malavitosi, fanno dell’illegalità il loro stile di vita. A quanti hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose rinnovo il pressante invito alla conversione. Aprite il vostro cuore al Signore! Aprite il vostro cuore al Signore! Il Signore vi aspetta e la Chiesa vi accoglie se, come pubblica è stata la vostra scelta di servire il male, chiara e pubblica sarà anche la vostra volontà di servire il bene”.

Cari fratelli e sorelle di Cassano – ha detto il Papa – la bellezza della vostra terra è un dono di Dio e un patrimonio da conservare e tramandare in tutto il suo splendore alle future generazioni. Pertanto occorre l’impegno coraggioso di tutti, ad iniziare dalle Istituzioni, affinché essa non sia sfregiata in maniera irreparabile da interessi meschini. Tra le “bellezze” della vostra terra vi è la Comunità Emmanuel, esempio di accoglienza e di condivisione con i più deboli. Giovani devastati dalla droga hanno trovato in voi e nelle vostre strutture il “buon samaritano” che ha saputo chinarsi sulle loro ferite e ha saputo ungerle con il balsamo della vicinanza e dell’affetto. Quante famiglie hanno trovato in voi l’aiuto necessario per tornare a sperare per la sorte dei propri figli! La Chiesa vi è riconoscente per questo servizio. Mettendovi al fianco di giovani e adulti soggiogati dalle dipendenze, voi avete abbracciato Gesù sofferente e avete seminato la speranza”.

“Il nostro tempo – ha proseguito – ha un grande bisogno di speranza! Ai giovani non può essere impedito di sperare: i giovani hanno bisogno di sperare! A quanti vivono l’esperienza del dolore e della sofferenza occorre offrire segni concreti di speranza. Le realtà sociali e associative, come pure i singoli che si adoperano nell’accoglienza e nella condivisione, sono generatori di speranza. Pertanto esorto le vostre comunità cristiane ad essere protagoniste di solidarietà, a non fermarsi di fronte a chi, per mero interesse personale, semina egoismo, violenza e ingiustizia. Opponetevi alla cultura della morte e siate testimoni del Vangelo della vita! La luce della Parola di Dio e il sostegno dello Spirito Santo vi aiutino a guardare con occhi nuovi e disponibili alle tante nuove forme di povertà che gettano nella disperazione tanti giovani e tante famiglie”.

Quindi ha concluso: “Su tutti voi qui presenti e sull’intera Diocesi di Cassano all’Jonio invoco la protezione di Maria Santissima, che voi venerate con i titoli di Madonna della Catena e Madonna del Castello. Vi accompagni anche la mia Benedizione. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.

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