Salvatore Pignata

Continua il dialogo tra Oriente e Occidente: cordoglio per la dipartita di Al Jamil

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S.E. Jules Michael Al Jamil Procuratore di Antiochia dei Siri a Roma

S.E. Jules Michael Al Jamil Procuratore di Antiochia dei Siri a Roma

L’unione tra Chiesa di Oriente e di Occidente deve proseguire. La redazione de Il Vaticanese esprime profondo rammarico e cordoglio per la dipartita improvvisa del Procuratore di Antiochia dei Siri a Roma, Jules Michael Al Jamil, con l’auspicio che, nel rinnovo degli incarichi, il dialogo tra la Chiesa di Oriente e di Occidente, sostenuto da Papa Benedetto XVI, sia sempre più vivificato.

L’unione in Cristo di Oriente e Occidente è stato infatti il vigoroso messaggio dell’ultimo Sinodo dei Vescovi ed è stato così ben rappresentato anche dall’accoglienza al Papa data da Sua Beatitudine Youssif III nella visita apostolica in Libano o dalla scelta di nominare un Cardinale libanese nell’ultimo Concistoro, Sua Beatitudine Bechara Boutros Rai, O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano) nonchè dalla stessa recente nomina di S.E. Al Jamil a membro della Congregazione della Causa dei Santi.

Ora senza vanificare l’impegno profuso dall’Arcivescovo iracheno Al Jamil è necessario portare avanti la strada intrapresa.

Ricordiamo che Jules Michael Al Jamil  è nato a Karakosche il 18 novembre 1938 ed è morto alle 06,00 a Roma il 3 dicembre 2012, dopo essere stato ricoverato in gravissime condizioni per un’emorragia celebrale presso l’Ospedale Fatebenefratelli il 29 novembre scorso.
S. Ecc. Jules Michael Al Jamil, iracheno, serrano, risorsa per le vocazioni sacerdotali, tanto che nel Patriarcato di Antiochia dei Siri a Roma era allocata anche la sede ufficiale di Serra International, era stato di recente nominato membro della Commissione della Congregazione delle cause dei Santi.

Jules Michael Al Jamil  fu ordinato sacerdote il 7 giugno 1764, nominato il 1 agosto 1986 Arcivescovo Titolare dei Takrit dei Siri, consacrato il 9 novembre 1986 dal Patriarca Ignace Antoine II Hayek. A Roma svolgeva l’incarico di Patriarca di Antiochia dei Siri (Libano) e dal 7 giugno 1997 Rettore della Chiesa di S. Maria della Concezione in Campo Marzio. Tra i diversi incarichi, autore di innumerevoli pubblicazioni, è stato Accademico Ordinario dell’Accademia Teutonica “Enrico VI di Hohenstaufen” e familiare dell’Ordine Teutonico di recentissima nomina ed, in particolare, dal 2002 ha svolto con prezioso impegno l’incarico di Visitatore Apostolico per i fedeli Siri residenti in Europa Occidentale.

Sua Eccellenza lascia un grande vuoto nelle realtà ecclesiastiche e laiche che ispirava e benediceva in ogni loro iniziativa e che tuttavia andranno avanti forti dei suoi insegnamenti. Saremo anche memori di quel Padre Nostro in aramaico che ci ricorda cosi bene la preghiera che Gesù ci ha lasciata. Al Jamil infatti era una delle poche persone al mondo a parlare e a scrivere perfettamente in aramaico.

Si vedano i servizi effettuati in alcune iniziative in cui Sua Eccellenza Al Jamil è stato presente e di cui è stato promotore nelle pagine de Il Vaticanese, www.ilvaticanese.it, il portale di informazione delle attività della Chiesa Cattolica del Gruppo ComunicareITALIA e nelle pagine del portale di informazione del serra www.serraclubitalia.it.

“I rapporti tra le comunità cristiane e musulmane sono buoni “ – aveva detto S. Ecc. Michael Al Jamil , nella commemorazione dell’attentato nella Cattedrale di Baghdad, con parole che facevano memoria e risorsa ad “un seme di rinascita”. “Tra le comunità cristiane e musulmane – aveva detto Al Jamil – si cerca una via di dialogo, tra i numerosi interessi economici, che l’Occidente antepone all’incontro con i Popoli Orientali, e il terrorismo che inficiano la qualità delle relazioni. Attacchi per motivi politici, non rivolti ai cristiani”.

Parole dotte e sagge, gesti concreti pro unione Chiesa Orientale e Occidentale, che ha fatto giganteschi passi in avanti, che Al Jamil, anche Visitatore apostolico dei Siri in Europa Occidentale, ha pronunciato e per cui si è adoperato e di cui siamo testimoni e custodi nella comunicazione.

Fotografia: Cortesia Fabio Pignata

 

Salvatore  Pignata