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Sacro Cuore di Gesù: per la giornata di Santificazione Sacerdotale prima essere poi fare

Ordinazioni Sacerdotali 2014 in S. Giovanni in Laterano - foto Fabio Pignata - Il Vaticanese.it
Ordinazioni Sacerdotali 2014 in S. Giovanni in Laterano – foto Fabio Pignata – Il Vaticanese.it

In occasione della Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, si celebra da molti anni la Giornata di santificazione sacerdotale, occasione preziosa per ravvivare nei sacerdoti la consapevolezza del dono ricevuto. La Congregazione per il Clero esorta con una lettera i vescovi a promuovere nelle diocesi un momento di preghiera per i presbiteri, ricordando quanto ha detto Papa Francesco: “Nessuno è più piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze”. Sulla Giornata di oggi, Adriana Masotti ha sentito don Hubertus Blaumeiser, responsabile del Centro sacerdotale del Movimento dei Focolari:

R. – E’ una Giornata che sottolinea qualcosa di molto importante nel sacerdozio ministeriale. Sappiamo che il ministero è il servizio al Popolo di Dio attraverso i Sacramenti, l’annuncio della Parola, è il servizio alla comunione dalla comunità. Quindi tutta un’azione, però prima di questa azione, prima del fare, ci deve essere la vita: prima del ministero dei servizi da svolgere, ci deve essere l’essere del sacerdote. La Giornata di santificazione sottolinea appunto questo: il sacerdote deve essere intero, solo così è credibile.

D. – Che cosa si intende per questo essere, per questa interezza?

R. – Essere vuol dire, innanzi tutto, essere una persona che vive il Vangelo, un testimone. Essere discepolo, prima di essere ministro. In questo modo Gesù aveva pensato fin dall’inizio i suoi sacerdoti, quando affida a Pietro il suo popolo gli chiede: “Mi ami più di costoro?”. Quando invia gli Apostoli, prima di lasciarli nell’ultima cena, dice: “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli se vi amerete gli uni gli altri”. Essere vuol dire vivere il Vangelo della carità, vivere il Vangelo della donazione reciproca. C’è un’espressione molto bella del Curato d’Ars che dice: “Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù”. Allora, qui si capisce come mai questa Giornata si sia legata proprio alla solennità del Sacro Cuore di Gesù.

D. – Papa Francesco ha in mente proprio una Chiesa rinnovata e più vicina al Vangelo. Spesso sollecita i sacerdoti, i vescovi ad una profonda conversione… Continui sono i suoi richiami alla coerenza, alla semplicità, alla prossimità con la gente. Come accoglie lei, insieme ai sacerdoti con cui vive, queste sollecitazioni?

R . – Noi siamo molto grati al Papa di questo richiamo che ci porta continuamente all’essenziale, che ci porta a donarci veramente a tutte le persone, a non rischiare mai di essere funzionari, a non cercare il proprio bene, il proprio interesse, il carrierismo, ma essere veramente dei pastori, persone con una grande dedizione, una grande donazione appassionata. E il bello del Papa è che lui non solo parla di questo, ma innanzi tutto lo testimonia con i fatti. Un altro aspetto è quello che il sacerdote – il Papa ne ha parlato recentemente a Cassano – è chiamato a vivere una grande fraternità, a essere unito con gli altri ministri, con il vescovo, con i laici. Il Papa a Cassano ricordava appunto la Parola di Gesù: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”, una parola che Gesù ha detto a tutti, ma prima di tutto per i Dodici, prima di tutto per i suoi ministri.

D. – Sappiamo quanto male fa alla Chiesa il comportamento sbagliato di alcuni sacerdoti, ad esempio i casi di pedofilia, o a volte di truffe… Che cosa dire quando avvengono questi fatti e che cosa possono fare i fedeli perché i sacerdoti siano di più quello che devono essere?

R. – Innanzi tutto, penso che dobbiamo esser molto umili. Quando si verificano questi fatti, non dobbiamo nasconderli, ma riconoscerli, metterci in un atteggiamento di conversione, e il Papa ci richiama a questo. La prima cosa da fare è una grande preghiera. Questa Giornata non è infatti solo di santificazione dei sacerdoti, ma è una giornata di preghiera per la santificazione. Noi sacerdoti abbiamo bisogno che il popolo preghi per noi, perché ciascuno faccia la propria parte, perché ci impegniamo ma perché anche Dio ci doni la grazia della fedeltà e dell’autenticità. La migliore risposta a queste situazioni molto tristi e molto dolorose è una conversione ed una vita autentica.

Fonte, Radio Vaticana, www.news.va.

 

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