INSIEME A FRANCESCO

Roma: questo spazio è curato dalla Redazione de IL VATICANESE.IT  del Gruppo ComunicareITALIA di proprietà della Fondazione Culturale “Paolo di Tarso. INSIEME A FRANCESCO raccoglie immagini fotografiche, video e testi di particolari momenti vissuti dalla comunità cristiana insieme a Papa Francesco. Lo scopo è semplicemente quello di riunire in un solo spazio tante emozioni che qui potrai trovare sempre ordinate e a portata di un semplice click per approfondire e meditare le parole di Santa Madre Chiesa.
Un “grazie” per esserti collegato a questa pagina da parte del Direttore Responsabile Viviana Normando del Direttore Editoriale Fabio Gallo, dalla Coordinatrice di Redazione Eleonora Cafiero, da Fabio Pignata (Reporter ufficiale della Testata) da Salvatore Pignata. Ringraziamo la Direzione della Sala Stampa Vaticana e tutte le fonti citate all’interno della Testata come Radio Vaticana, News.va, Osservatore Romano, Avvenire, che ci consentono di offrivi una comunicazione tutta dedicata a Papa Francesco.

LITURGIA DELLA PAROLA PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE: GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO
Roma – 1 Settembre 2015 – Basilica Vaticana - 
In comunione e in contemporanea con i fratelli ortodossi, ma anche con tutte le persone di buona volontà, la Chiesa cattolica, per volere del Papa, si è riunita nel pomeriggio per la prima volta per celebrare la Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato. Papa Francesco ha presieduto in San Pietro una speciale liturgia della Parola.
Omelia di Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap. PREDICATORE DELLA CASA PONTIFICIA – Clicca QUI

VENERDI’ SANTO PASSIONE DEL SIGNORE: VIA CRUCIS PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE FRANCESCO
Roma – 3 Marzo 2015 –
Le prime parole che Papa Francesco ha pronunciato alla conclusione della Via Crucis che ha presieduto al Colosseo sono state: “Cristo crocifisso e vittorioso. La Via Crucis è l’icona della Tua obbedienza al Padre. La realizzazione del Tuo infinito amore per noi“. Il santo Padre ha poi ricordato che cosa vediamo guardando Cristo, la sua sofferenza, il suo corpo “dilaniato”, il suo volto “schiaffeggiato e sputato”. “In Te – ha detto tra l’altro ricordando i cristiani perseguitati – vediamo i nostri fratelli decapitati e crocifissi sotto i nostri occhi complici“. Il Papa ha chiesto anche di potere mantenere “un ricordo vivo del Tuo volto sfigurato per non dimenticare l’immane prezzo che hai pagato per liberarci“. Ma anche: “Insegnaci che la croce è via verso la risurrezione“. E: “Insegnaci di non stancarci mai di chiedere perdono confidando nella tua misericorda divina“.
Testo integrale delle meditazioni della Via crucis

VIDEO VIA CRUCIS 2015

VIDEO CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE VENERDI’ SANTO 

MESSA CRISMALE GIOVEDI’ SANTO: PAPA FRANCESCO CELEBRA A SAN PIETRO E PARLA AI SACERDOTI
Roma – 2 Marzo 2015 - 
Nel Giovedì Santo che precede la Pasqua, Papa Francesco sceglie di stare, come lo scorso anno, “dalla parte degli ultimi”. Imparare ad essere stanchi e imparare a riposare: è l’esortazione di Papa Francesco ai sacerdoti nell’omelia per la Messa del Crisma presieduta nella Basilica di San Pietro in questo Giovedì Santo. Durante la celebrazione i sacerdoti del clero secolare e religioso della Diocesi di Roma e dei Collegi Romani, rinnovano le promesse sacerdotali. Durante il rito vengono benedetti gli Oli dei Catecumeni e degli Infermi e il Crisma. Gli Oli verranno poi portati a San Giovanni in Laterano, dove saranno distribuiti ai sacerdoti della Diocesi di Roma per l’amministrazione dei Sacramenti nel corso dell’anno. Il Giovedì Santo di Papa Francesco è proseguito nel carcere romano di Rebibbia, con la Messa in Coena Domini. Bergoglio, in un rito dal forte valore simbolico, ha lavato i piedi a 12 detenuti del carcere, tra questi anche la ex showgirl Sylvie Lubamba.

GIOVEDI’ SANTO – MESSA CRISMALE: VIDEO OMELIA DI PAPA FRANCESCO BASILICA SAN PIETRO

IN COENA DOMINI MASS – VIDEO 2 APRILE 2015
Pope Francis celebrates the “In Coena Domini” Mass on Holy Thursday. Papa Francesco celebra la Messa del Giovedì Santo, in Coena Domini, con detenuti e detenute a Rebibbia, e laverà i piedi ad alcuni detenuti e detenute della vicina Casa Circondariale Femminile. 

DOMENICA DELLE PALME: PAPA FRANCESCO: “QUESTA E’ LA VIA DI DIO, LA VIA DELL’UMILTA’. E’ LA STARDA DI GESU’, NON CE N’E’ UN’ALTRA. E NON ESISTE UMILTA’ SENZA UMILIAZIONE”.
Roma – 29 Marzo 2015 - 
Con la celebrazione delle Palme che “appare festosa” si apre la Settimana della Passione di Gesù. Sulla “via dolorosa e sotto la croce, – ci ricorda Papa Francesco – sentiremo gli insulti della gente e dei capi”. Lo vedremo, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Solo se anche noi “andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù – ci chiarisce il Papa – vivremo una Settimana davvero Santa. Papa Francesco ribadisce: “Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione”.

MESSA DOMENICA DELLE PALME

 DOMENICA DELLE PALME 2015: IMMAGINI A CURA DI FABIO PIGNATA PER IL VATICANESE.IT


IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA: PAPA FRANCESCO “LASCIAMO CHE DIO CI FACCIA DONO PER GLI ALTRI”
Roma – 8 Dicembre 2014 - 
Come Maria, tutti i cristiani sappiano offrire a Dio un “sì” pieno alla sua volontà e donarsi agli altri come “strumenti di accoglienza, di riconciliazione e di perdono”. È l’auspicio che Papa Francesco ha espresso all’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro nel giorno dell’Immacolata, solennità alla quale ha dedicato anche un tweet che dice: “Impariamo dalla Vergine Maria ad essere più coraggiosi nel seguire la Parola di Dio”. Nel pomeriggio, il Papa si recherà come da tradizione in Piazza di Spagna per la venerazione della statua dell’Immacolata. Di seguito il servizio di Alessandro De Carolis – News.va:

 

Un messaggero di Dio le si presenta con la notizia più straordinaria mai udita da un essere umano: sarai madre del Figlio di Dio. E la reazione della prescelta è un faro per ogni vita cristiana: si compia in me tutto ciò che Dio vuole. Papa Francesco si sofferma sulla scena dell’Annunciazione, proposta nella solennità dell’Immacolata, per una nuova considerazione della capacità di Maria di corrispondere alla volontà di Dio. “Maria è ricettiva, ma non passiva” perché, evidenzia, non dice “io farò secondo la tua parola”, bensì “avvenga per me…”:

Anche a noi è chiesto di ascoltare Dio che ci parla e di accogliere la sua volontà; secondo la logica evangelica niente è più operoso e fecondo che ascoltare e accogliere la Parola del Signore! Che viene dal Vangelo, dalla Bibbia. Il Signore ci parla sempre! L’atteggiamento di Maria di Nazareth ci mostra che l’essere viene prima del fare, e che occorre lasciar fare a Dio per essere veramente come Lui ci vuole. E’ Lui che fa in noi tante meraviglie”. Prima del Figlio, Maria “ha concepito la fede”, afferma Papa Francesco. Ma pure se eccezionale, “questo mistero dell’accoglienza della grazia, che in Maria, per un privilegio unico, era senza l’ostacolo del peccato, è – sostiene il Papa – una possibilità per tutti”: “Anche noi siamo stati da sempre ‘benedetti’, cioè amati, e perciò ‘scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati’. Maria è stata pre-servata, mentre noi siamo statisalvati grazie al Battesimo e alla fede. Tutti però, sia lei che noi, per mezzo di Cristo, ‘a lode dello splendore della sua grazia’, quella grazia di cui l’Immacolata è stata ricolmata in pienezza”. Dunque, Dio dona e Maria accoglie. Ma subito dopo, Maria dona ciò che ha ricevuto, come dimostra partendo rapidamente verso il villaggio di sua cugina Elisabetta, anch’ella in attesa di un figlio. In tale dinamica di grazia, “s’impone”, afferma Papa Francesco, una cosa “sola: lagratuità”: “Nessuno di noi può comprare la salvezza! La salvezza è un dono gratuito del Signore, un dono gratuito di Dio che viene in noi e abita in noi. Come abbiamo ricevuto gratuitamente, così gratuitamente siamo chiamati a dare (…) In che modo? Lasciando che lo Spirito Santo faccia di noi un dono per gli altri. Lo Spirito è dono per noi e noi, con la forza dello Spirito, dobbiamo essere doni per gli altri. Che ci faccia diventare strumenti di accoglienza, strumenti di riconciliazione,  e strumenti di perdono”. Dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Francesco ha salutato i vari gruppi presenti in Piazza San Pietro, riservando parole particolari per i membri dell’Azione Cattolica Italiana: che la Vergine Immacolata la “benedica”, ha detto, “e la renda sempre più scuola di santità e di generoso servizio alla Chiesa e al mondo”. Quindi, come ogni 8 dicembre, il Papa ha concluso invitando tutti a stringersi al suo atto di omaggio alla statua dell’Immacolata nel cuore di Roma, preceduto però da una variante: “Oggi pomeriggio mi recherò a Santa Maria Maggiore per salutare la Salus Populi Romani e poi in Piazza di Spagna per rinnovare il tradizionale atto di omaggio e di preghiera ai piedi del monumento all’Immacolata. Sarà un pomeriggio tutto dedicato alla Madonna (…) A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento con la guida della Vergine Maria. Per favore, non dimenticate di pregare per me”. (Da Radio Vaticana)

PAPA PAOLO VI E’ BEATO: “INSTANCABILE E UMILE APOSTOLO”
Roma – 19 Ottobre 2014 - 
A distanza di sei mesi dalla doppia canonizzazione di Roncalli e Wojtyla, Papa Francesco e il Papa Emerito Benedetto XVI si sono ritrovati insieme per rendere gloria a un altro loro predecessore Paolo VI, il Papa Giusto che meditava e decideva senza tornare indietro. Alla solenne cerimonia della Beatificazione di Paolo VI celebrata sul sagrato della Basilica di San Pietro da Papa Francesco,  presenti oltre 70 mila Fedeli. In questo giorno, nei confronti di questo grande Papa coraggioso cristiano, possiamo dire una parola semplice e grande nel suo significato: “GRAZIE”. Grazie nostro caro e amato Papa Paolo VI per la tua umile e profetica testimonianza di Amore a Cristo ed alla sua Chiesa. Grazie per le tue annotazioni personali e il tuo ruolo di timoniere. Tu dicevi: ‘Forse il Signore mi ha chiamato non tanto per fare da guida alla Chiesa ma perche’ io soffra qualcosa della Chiesa e che cio’ sia salvezza’. Paolo VI ha saputo vivere una societa’ secolarizzata e ostile, ha saputo condurre in solitudine la barca di Pietro, ha saputo dare, amando la Chiesa e guidando la Chiesa. La ricorrenza di Papa Paolo VI Beato verra’ celebrata ogni anno il giorno 26 settembre, anno della sua nascita.

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PAPA FRANCESCO IN CALABRIA: “NO ALLA ‘NDRANGHETA. MAFIOSI SCOMUNICATI”
Cassano allo Ionio – 21 Giugno 2014 - 
Si è conclusa con una solenne Messa celebrata sulla Piana di Sibari davanti a oltre 250 mila persone, la visita di Papa Francesco alla Diocesi di Cassano allo Jonio in Calabria. Appena nove ore, che hanno permesso al Pontefice  di incontrare e conoscere diverse realtà del territorio, a partire dagli ultimi: i carcerati, gli anziani, i poveri e i malati. Più volte la voce di Francesco si è levata contro il crimine, i mafiosi ha detto “sono scomunicati“. Un messaggio forte e chiarissimo quello di Papa Francesco durante la Messa, su peccato, violenza, mafia: “Quando all’adorazione del Signore si sostituisce l’adorazione del denaro, si apre la strada al peccato, all’interesse personale e alla sopraffazione; quando non si adora Dio, il Signore, si diventa adoratori del male, come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza. La vostra terra, tanto bella, conosce i segni e le conseguenze di questo peccato! L’Ndrangheta è questo! Adorazione del male e disprezzo del bene comune”. Francesco poi, in particolare si rivolge ai giovani e ribadisce il suo invito alla speranza: “Voi, cari giovani, non lasciatevi rubare la speranza! Lo ho detto tante volte e lo ripeto una volta in più: ‘Non lasciatevi rubare la speranza!’. Adorando Gesù nei vostri cuori e rimanendo uniti a Lui saprete opporvi al male, alle ingiustizie, alla violenza con la forza del bene, del vero e del bello”. Il carcere di Castrovillari è stata la prima tappa di questa intensa giornata in Calabria. Dal carcere, il Papa ha lanciato un appello perché “la pena non sia solo punizione e ritorsione sociale, ma apra al reintegro nella società”. Ha chiesto impegno concreto delle istituzioni per questo e ha poi invitato tutti a guardare a Dio, che ha definito Maestro di reinserimento, perché sempre perdona, ma anche accompagna nel riscatto. Un’altra espressione forte da ricordare, l’augurio di Papa Francesco che il tempo di detenzione non vada perduto, ma possa essere un tempo prezioso, prezioso per l’incontro con la grazia di Dio: “Così facendo contribuirete a rendere migliori prima di tutto voi stessi, ma nello stesso tempo anche la comunità, perché, nel bene e nel male, le nostre azioni influiscono sugli altri e su tutta la famiglia umana”. La seconda tappa è stata invece al Centro San Giuseppe Moscati, dove ha incontrato la sofferenza dei malati terminali. Ma c’è stato anche l’incontro con anziani, poveri, ex-tossicodipendenti. Tutti gesti concreti di quella solidarietà agli ultimi che Francesco chiede alla sua Chiesa. (Leggi anche: “Papa Francesco a Cassano per una Calabria Migliore scomunica i Mafiosi” – a cura de ILVATICANESE.IT). Servizio a cura di Fausta Speranza - Radio Vaticana 


21 GIUGNO 2014 PAPA FRANCESCO IN CALABRIA – FOTO DAL WEB

CORPUS DOMINI – PAPA FRANCESCO: “IL CIBO CHE CI SAZIA E’ SOLO QUELLO CHE CI DA’ IL SIGNORE”
Roma – 20 Giugno 2014 –
Imparare a “riconoscere il pane falso” che corrompe, il cibo che “ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore”. Questo il messaggio di Papa Francesco che ha celebrato la Messa nella Solennità del Corpus Domini, sul Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano. Nell’omelia Papa Francesco si richiama, infatti, alla Prima Lettura tratta dal libro del Deuteronomio quando Mosè esorta il popolo a non dimenticare i 40 anni nel deserto e la liberazione dall’Egitto: “L’invito è quello di ritornare all’essenziale, all’esperienza della totale dipendenza da Dio, quando la sopravvivenza era affidata alla sua mano, perché l’uomo comprendesse che ‘non vive soltanto di pane, ma … di quanto esce dalla bocca del Signore”. Al termine della celebrazione, il Santo Padre si è recato direttamente – in auto coperta – a Santa Maria Maggiore, dove ha atteso l’arrivo della processione con il Santissimo Sacramento. Quindi ha impartito la Benedizione Solenne. Servizio a cura di Debora Donnini - Radio Vaticana 

IMMAGINI A CURA DI FABIO PIGNATA PER IL VATICANESE.IT

MOMENTO STORICO: L’INCONTRO DI PREGHIERA PER LA PACE IN VATICANO CON FRANCESCO, PERES, ABBAS E BARTOLOMEO I
Roma – 8 Giugno 2014 – Casa Santa Marta
– Un momento storico, un’immagine indelebile: l’incontro di preghiera in Vaticano con Francesco e i presidenti israeliano e palestinese, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, alla presenza del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pizzaballa. Le invocazioni sono risuonate in lingue diverse, ma tutte rivolte alla richiesta di pace in Medio Oriente. Dopo i discorsi di Francesco e dei due presidenti, è seguito l’incontro privato. Chiedo a tutte le persone di buona volontà – aveva scritto il Papa nel tweet di oggi – di unirsi a noi nella preghiera per la pace in Medio Oriente. Servizio di Francesca Sabatinelli – Radio Vaticana

37° CONVOCAZIONE DI RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO – STADIO OLIMPICO ROMA
Roma 1-2 GIUNGO 2014 - Grande successo e incontenibile gioia per la 37° Convocazione di Rinnovamento nello Spirito che quest’anno, atteso il grande numero di fedeli (oltre 52000) si è tenuto nello Stadio Olimpico di Roma. Salvatore Martinez ha giustamente definito il grande evento che ha scritto una pagina di storia cristiana a Roma un “Cenacolo a Cielo aperto“. Giovani, famiglie, religiosi, musicisti, danzatori, tecnici, coreografi, registi, fotografi, tutti volontari che oggi possono dire “io c’ero“. Poi alle 17.00 del primo giorno arriva Papa Francesco e il boato dell’entusiasmo supera nello stadio ogni goal dei grandi campionati. Il capitan Francesco immerso in un pomeriggio di preghiera e di festa dedicato allo Spirito Santo. Poi un dono di Papa Francesco che definisce Rinnovamento «una corrente di grazia nella Chiesa». Canti, cori, danze e musica in un solo abbraccio che ha unito a Papa Francesco i 52000 fedeli presenti e i telespettatori di tutto il mondo collegate con RAI UNO e le Televisioni Vaticane. Dai giovani un dono giovane di musica, danza e preghiera come nella GMG 2013: il Flash Mob sulle note di “Gloria la Chiesa Canta” il cui successo è tale che in pochi giorni ha superato 100.000 visualizzazioni sui Social Network ed è destinato a crescere visto che il coreografo Fabio Gallo proporrà di farlo diventare itinerante in ricordo dell’evento storico che premia chi ha fede e alza le mani al cielo rivolte al Signore Gesù Cristo per dire “Alleluia“. Una esperienza molto forte e praticamente indescrivibile per chi non ha vissuto queste emozioni dall’interno dello Stadio Olimpico ma Fabio Gallo coreografo chiamato per la due giorni insieme a Fabio Pignata entrambi appassionati di fotografia hanno raccontato le emozioni vissute in una campagna fotografica dedicata a Rinnovamento nello Spirito che prende il nome di “Ma quanto mi sono divertito con Gesù“. Buona Visione! Alleluia, Gesù è il Signore!

LEGGI SU:
IL VATICANESE.IT: http://www.ilvaticanese.it/2014/06/stadio-olimpico-vince-lo-spirito-santo-con-il-papa-capitano/
IL VATICANESE.IT: http://www.ilvaticanese.it/2014/06/flash-mob-allolimpico-per-papa-francesco-52-000-esultano-di-gioia/
IL VATICANESE.IT: http://www.ilvaticanese.it/2014/05/ci-siamo-papa-francesco-e-rinnovamento-allolimpico-per-la-grande-festa-della-fede/
IL VATICANESE.IT: http://www.ilvaticanese.it/2014/06/insieme-con-lo-spirito-santo-unica-corrente-di-grazia-nelle-diversita/
ILVATICANESE.IThttp://www.ilvaticanese.it/2014/05/37-convocazione-di-rinnovamento-nello-spirito-con-papa-francesco/
RNS-ITALIA.IThttp://www.rns-italia.it/NuovoSito/page/standard/site.php?p=cm&o=vd&id=1429
RNS-ITALIA.IT: http://www.rns-italia.it/NuovoSito/page/standard/site.php?p=cm&o=vd&id=1444
RNS-ITALIA.IT: http://www.rns-italia.it/NuovoSito/page/standard/site.php?p=cm&o=vd&id=1445
RAINEWS.IThttp://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Stadio-Olimpico-gremito-per-Papa-Francesco-a5da5f2d-0496-459c-ac12-cd68efbdcead.html
RAINEWS.IT: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Papa-Le-nonne-i-nonni-sono-la-nostra-memoria-la-nostra-saggezza-13aaf52c-d12b-478f-aa46-22e31bfe9d04.html
RAINEWS.IT: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Papa-La-famiglia-una-chiesa-domestica-dove-cresce-Gesu-questo-i-demonio-attacca-7af79a06-8462-45f9-be70-7012de9d3ec1.html
RAI.TV – A SUA IMMAGINE: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-29608bbd-04f2-4f34-b954-85272f96ed94.html#p=0
RAI.TV: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-06-01&ch=1&v=372133&vd=2014-06-01&vc=1#day=2014-06-01&ch=1&v=372133&vd=2014-06-01&vc=1
TV2000: http://www2.tv2000.it/pls/s2ewtv2000/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=3234&rifi=guest&rifp=guest
TGCOM24.MEDIASET.IT: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/2014/notizia/roma-olimpico-pieno-per-papa-francesco_2048502.shtml
TG.LA7.IT: http://tg.la7.it/vaticano/papa-francesco-90-minuti-speciali-allo-stadio-olimpico-01-06-2014-84375
VIDEO.MEDIASET.IT: http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/465255/il-papa-allo-stadio.html
SKY.IT: http://video.sky.it/news/cronaca/il_papa_allo_stadio_olimpico_per_lincontro_con_carismatici/v201423.vid
SKY.IT: http://video.sky.it/news/mondo/papa_pensavo_ai_carismatici_come_a_una_scuola_di_samba/v201416.vid
VIDEO.CORRIERE.IT: http://video.corriere.it/papa-francesco-fa-tutto-esaurito-all-olimpico/877b9c68-e9b5-11e3-b53f-76c921903500
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/rinnovamento-spirito-convocazione–.aspx
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-rinnovamento-dello-spirito.aspx
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Papa_Francesco/Discorsi/Pagine/papa-francesco-discorso-convocazione-rinnovamento-nello-spirito-roma-olimpico-1-giugno-2014.aspx
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/cronaca-olimpico.aspx
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/un-angelo-custode-degli-ispanici.aspx
AVVENIRE.IThttp://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/rinnovamento-martinez-papa.aspx
COMUNICAREITALIA.IThttp://www.comunicareitalia.it/2014/06/flash-mob-allolimpico-papa-francesco-divertito-successo-dei-giovani/
ILGIORNALEDELTURISMO.IT: http://www.ilgiornaledelturismo.it/2014/05/roma-stadio-olimpico-tutto-pronto-per-per-la-grande-festa-della-fede-di-rinnovamento-con-papa-francesco/
ROMA SETTEhttp://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=12922
ROMA.CORRIERE.IThttp://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_giugno_01/francesco-all-olimpico-2565ed00-e99f-11e3-b53f-76c921903500.shtml
ROMA.CORRIERE.IT: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_maggio_31/i-90-minuti-papa-francesco-stadio-olimpico-df1a1524-e8ea-11e3-8609-4be902cb54ea.shtml
LASTAMPA.IT: http://www.lastampa.it/2014/06/01/esteri/vatican-insider/it/bergoglio-il-diavolo-vuole-distruggere-la-famiglia-u1w7LMCoME5xuqYOHIrhqI/pagina.html
LASTAMPA.IT: http://www.lastampa.it/2014/01/29/esteri/vatican-insider/it/francesco-allo-stadio-con-mila-di-rinnovamento-nello-spirito-1X1mytnFWaG2WQqxnMfZnK/pagina.html?exp=1
AGENSIR.IT: http://www.agensir.it/pls/sir/v4_s2doc_b.stampa_quotidiani_cons?id_oggetto=288154
ONLINE-NEWS.IThttp://www.online-news.it/2014/06/01/olimpico-ola-e-standing-ovation-per-papa-bergoglio-in-ginocchio/#.U5I97Pl_s1Y
MNEWS.IThttp://www.mnews.it/2014/05/rai-rinnovamento-dello-spirito-papa.html
TOPONOTIZIE.IThttp://www.topnotizie.it/2014/06/papa-francesco-oggi-1-giugno-2014-in-diretta-tv-e-streaming-dallolimpico/
ULTIMENOTIZIEFLASH.COMhttp://www.ultimenotizieflash.com/gossip-tv/2014/05/31/papa-francesco-per-la-prima-volta-allo-stadio-olimpico-la-diretta-su-rai-1/
ROMATODAY.IThttp://www.romatoday.it/cronaca/papa-francesco-stadio-olimpico.html
ILSECOLOXIX.IThttp://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2014/06/01/ARR40xW-rinnovamento_movimento_incontro.shtml
TISCALI.IThttp://notizie.tiscali.it/feeds/14/05/31/t_100_ADN20140531123127.html?ultimora
06BLOG.IThttp://www.06blog.it/post/110971/papa-francesco-allo-stadio-olimpico-attesi-52mila-fedeli
KORAZYM.ORGhttp://www.korazym.org/15358/papa-francesco-movimento-carismatico-non-ingabbiate-spirito-santo/
QN.QUOTIDIANO.NEThttp://qn.quotidiano.net/cronaca/2014/06/01/1073240-papa-francesco-stadio-olimpico.shtml#1
TEMPI.IT: http://www.tempi.it/papa-francesco-la-famiglia-e-il-luogo-in-cui-gesu-cresce-per-questo-il-diavolo-vuole-distruggerla#.U5JEv_l_s1Y
ILGIORNALEDITALIA.ORG: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/primopiano-focus/855400/Il-Papa-alla-folla-dell-Olimpico.html
AGI.IT: http://www.agi.it/politica/notizie/201406012234-pol-rt10054-papa_nella_chiesa_nessuno_si_puo_credere_il_capo
ROMACAPITALENEWS.COM: http://www.romacapitalenews.com/stadio-olimpico-papa-francesco-incontra-oltre-50-mila-fedeli/
FOTO.ILMESSAGGERO.IT: http://foto.ilmessaggero.it/papa/il_papa_allo_stadio_olimpico_foto_cecilia_fabiano_toiati/0-70998.shtml?idArticolo=721348
QN.QUOTIDIANO.NET: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2014/06/01/1073240-papa-francesco-stadio-olimpico.shtml#35

MOVIMENTI COREOGRAFICI A CURA DI FABIO GALLO SUL TEMA “LO SPIRITO SANTO E’ POTENZA DI CARISMI” 

PAPA FRANCESCO CANTA ALLO STADIO OLIMPICO CON RINNOVAMENTO “VIVA JESUS EL SENOR”

PAPA FRANCESCO A RINNOVAMENTO NELLA 37° CONVOCAZIONE ALLO STADIO OLIMPICO

IL DONO DI RINNOVAMENTO PER PAPA FRANCESCO: IL CANTO “INONDA IL SUO CUORE”

37° CONVOCAZIONE DI RINNOVAMENTO: I MESSAGGI DI PAPA FRANCESCO

STADIO OLIMPICO 37° CONVOCAZIONE DI RINNOVAMENTO: LA BENEDIZIONE DI PAPA FRANCESCO

PAPA FRANCESCO SALUTA I FEDELI DOPO LA BENEDIZIONE

PAPA FRANCESCO ALL’OLIMPICO CON RINNOVAMENTO

PAPA FRANCESCO: BELLISSIMO DISCORSO A RINNOVAMENTO

IL PAPA INCONTRA RINNOVAMENTO ALLO STADIO OLIMPICO: SLIDE SHOW CON LE FOTO PIU’ BELLE – AVVENIRE.IT

IL FLASH MOB PER PAPA FRANCESCO CONTAMINA LA RETE CON OLTRE 100.000 VISUALIZZAZIONI IN POCHI GIORNI

FLASH MOB PUBBLICATO DA RAFFAELE DI FRANCISCA

FLASH MOB PUBBLICATO SU CTV (CENTRO TELEVISIVO VATICANO)

FLASH MOB PUBBLICATO DA RAI UNO

FLASH MOB PUBBLICATO SU “ALETEIA.ORG”

FLASH MOB PUBBLICATO SU EGIOIASIATV

PROVA FLASH MOB PER L’ARRIVO DI PAPA FRANCESCO

FLASH MOB – SLIDE SHOW GIORNATA

ANTEPRIMA FLASH MOB PUBBLICATO DA RNS ITALIA

MESSA DI CANONIZZAZIONE DEI BEATI GIOAVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II
Roma Piazza San Pietro Domenica 27 Aprile 2014 - Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono Santi – Due Papi Santi, due Papi concelebranti. In queste sei parole è racchiusa tutta la straordinarietà di una giornata storica per la Chiesa, un festa della fede e della speranza per l’umanità. Fin dalle prime ore dell’alba, una moltitudine di fedeli – almeno 800 mila persone – si è radunata in Piazza San Pietro, in via della Conciliazione, nelle zone adiacenti fin oltre Castel S. Angelo per la Messa di Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, presieduta da Papa Francesco. Oltre 800 i concelebranti, tra questi – evento senza precedenti – il Papa emerito Benedetto XVI, accolto da un lungo applauso al suo ingresso sul Sagrato. Nell’omelia, Francesco ha sottolineato che sono proprio i “santi che fanno crescere la Chiesa”. Quindi, nella Domenica intitolata da Papa Wojtyla alla Divina Misericordia, il vescovo di Roma ha affermato che i due nuovi Santi non hanno avuto paura di chinarsi sulle piaghe di Gesù, quelle ferite che sono “il segno permanente dell’amore di Dio per noi”. (Radio Vaticana)

Il Cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, accompagnato dai postulatori ha chiesto al Papa la Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Papa Francesco subito dopo ha proclamato ufficialmente la santità dei due Papi tra gli applausi dei presenti.
ASCOLTA L’OMELIA DI PAPA FRANCESCO – “I SANTI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II DUE UOMINI CORAGGIOSI”

ORE 10.15 PAPA FRANCESCO PROCLAMA SANTI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II – AL SECOLO ANGELO GIUSEPPE RONCALLI E KAROL WOJTYLA. ECCO FORMULA DI CANONIZZAZIONE PRONUNCIATA DA PAPA FRANCESCO
«Ad onore della Santissima Trinità, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e li iscriviamo nell’Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».
Le reliquie dei due nuovi Santi sono state poi collocate accanto all’altare.

ASCOLTA LA FORMULA DI DI CANONIZZAZIONE PRONUNCIATA DA PAPA FRANCESCO

IMMAGINI A CURA DI FABIO PIGNATA PER IL VATICANESE.IT

  IMMAGINI TRATTE DAL VIDEO DEL CENTRO TELEVISIVO VATICANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA: DIRETTA STREAMING CANONIZZAZIONE GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

SANTA MESSA DELLA VEGLIA DI PASQUA DI PAPA FRANCESCO A SAN PIETRO
Roma Sabato 19 Aprile 2014 - Papa Francesco ha presieduto questa sera nella Basilica Vaticana la Veglia Pasquale. Nell’omelia ha commentato l’invito dell’angelo ai discepoli a tornare in Galilea, perché lì Cristo risorto li precede. “La Galilea – ha detto il Papa – è il luogo della prima chiamata, dove tutto era iniziato! Tornare là, tornare al luogo della prima chiamata” significa “riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana”, significa “tornare a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. E’ da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle” testimoniando Cristo Risorto con gioia umile e mite. Per Approfondimenti clicca qui

BASILICA VATICANA: PAPA FRANCESCO OMELIA VEGLIA PASQUALE

LA SECONDA VIA CRUCIS DI PAPA FRANCESCO A ROMA
Roma Venerdì 18 Aprile 2014 - Una grande scelta quella del silenzio per Papa Francesco. Quando tutti gridano e creano il caos – sembra voler dire il Santo Padre – il modo migliore per gridare più di tutti per farsi sentire, è fare silenzio: il silenzio di Dio Padre. Abbiamo tutti bisogno di essere guidati al silenzio in un momento in cui ogni parola non sembra avere più senso innanzi alle ingiustizie sociali che si manifestano giorno dopo giorno sempre più ingiustificabili e terrificanti. Quello di Papa Francesco è il silenzio che rigenera e vivifica la “parola” di verità di cui tutti noi abbiamo bisogno e sappiamo non potersi manifestare da bocca umana. Per approfondimenti clicca qui.

WAY OF THE CROSS – DIRETTA STREAMING SUL CANALE UFFICIALE DEL VATICANO

PAPA FRANCESCO DEDICA AI GIOVANI LA DOMENICA DELLE PALME
Roma Domenica 13 Aprile 2014 - 
Papa Francesco ha celebrato la Domenica delle Palme di fronte ad almeno centomila fedeli in piazza San Pietro. Papa Bergoglio ha compiuto un lungo giro in jeep tra la folla e si è spinto fino a metà di via della Conciliazione. Una giornata dedicata ai giovani, con la benedizione del passaggio della croce della Giornata mondiale della Gioventù dai brasiliani ai polacchi che la ospiteranno nel 2016. Un’edizione speciale perché, ha annunciato Bergoglio, Giovanni Paolo II, l’iniziatore delle Giornate mondiali della gioventù, ne sarà il grande patrono. Per Approfondimenti clicca qui

PALM SUNDAY AND ANGELUS – CANALE UFFICIALE DEL VATICANO

PAPA FRANCESCO NEL SUO PRIMO NATALE
Roma 25 Dicembre 2013Lasciamoci riscaldare il cuore dalla tenerezza di Dio che si è fatto bambino: è l’invito di Papa Francesco nel suo primo Messaggio natalizio in occasione della Benedizione “Urbi et Orbi” pronunciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, dopo gli inni vaticano e italiano suonati dalla Banda della Gendarmeria vaticana e dall’Arma dei Carabinieri. Circa 70mila le persone presenti in Piazza San Pietro.
Per approfondimenti clicca qui.

PAPA FRANCESCO OGGI COME FRANCESCO ALLORA:  CRONACA DI UN VIAGGIO IN ASSISI
Assisi – 4 Ottobre 2013 - La gioia del viaggio di Papa Francesco ad Assisi è grande. Tuttavia in queste ore viene macchiato dal sangue dei nostri fratelli con la pelle diversa dalla nostra ma uguali nelle aspirazioni e nei desideri di ciò che avrebbero voluto trovare insieme ai loro cari, cose e valori semplici, come dignità e protezione, in un Paese bello e accogliente come l’Italia. La soluzione sarebbe stata protezione internazionale dai conflitti e dalle situazioni di emergenza che spesso vivono nei loro Paesi, dalla Siria all’Africa. VERGOGNA! è il grido di dolore che il Papa ha lanciato oggi pregando ed invitando a pregare per le vittime di questo ennesimo naufragio, stavolta numerosissimo. Un grido di Pace che si leva dalle labbra del Pontefice, a ridosso del suo viaggio per conoscere Francesco di Assisi, per solcare le sue orme ed i suoi passi, ringraziando colui dal quale ha scelto di trarre il suo nome di Papa. A Francesco il Papa guarda con ammirazione ed umiltà, pronto ad accogliere tutti a braccia aperte che siano “lebbrosi” o peccatori, compito primo della Chiesa, con il ruolo vivificatore di Cristo e di Dio, che rende santa la Chiesa. Per approfondimenti CLICCA QUI

PAPA FRANCESCO AI MEMBRI DELL’ASSOCIAZIONE SANTI PIETRO E PALO:  SIATE MAGNANIMI CON IL PROSSIMO E AMATE TUTTI
Roma – Città del Vaticano - 23 Giugno 2013 - Gesù ci ha servito tutti e non ha chiesto nulla in cambio”. Fate anche voi le cose con gratuità, la vostra ricompensa sarà “la gioia di servire il Signore, e di farlo insieme“. E’ un saluto pieno di riconoscenza quello che stamani Papa Francesco ha rivolto ai membri dell’Associazione Santi Pietro e Paolo, formata da cattolici residenti a Roma che, al di là di impegni familiari e professionali, dedicano il proprio tempo a diverse iniziative di volontariato organizzato. “La carità, l’attenzione concreta verso gli altri - ha insistito il Pontefice – verso i più poveri, deboli e bisognosi è un segno distintivo del cristiano“. Di qui l’invito a conoscere sempre di più il Figlio di Dio, “con la preghiera”. Per approfondimenti – CLICCA QUI 

PAPA FRANCESCO – CELEBRAZIONE MESSA DI PASQUA – PRIMO MESSAGGIO URBI ET ORBI
Roma – Città del Vaticano - 31 Marzo 2013 - Domenica di pasqua - In Piazza S. Pietro, in questa Santa Messa, per la Resurrezione di Cristo, nella domenica di Pasqua, sono migliaia le persone provenienti da tutto il mondo. E’ la prima Messa pasquale del nuovo Vescovo di Roma, eletto alla Cattedra di Pietro il 13 marzo scorso. Papa Francesco nel suo primo messaggio “URBI et ORBI”: “Gesù è risorto, c’è speranza per tutti, e ogni zona d’ombra della vita, può rifiorire”.

MESSAGGIO URBI ET ORBI DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI PASQUA – I PARTE

Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Buona Pasqua!
Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c’è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri…
Soprattutto vorrei che giungesse a tutti i cuori, perché è lì che Dio vuole seminare questa Buona Notizia: Gesù è risorto, c’è la speranza per te, non sei più sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! Sempre vince la misericordia di Dio!
Anche noi, come le donne discepole di Gesù, che andarono al sepolcro e lo trovarono vuoto, possiamo domandarci che senso abbia questo avvenimento (cfr Lc 24,4). Che cosa significa che Gesù è risorto? Significa che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. E questo può farlo l’amore di Dio!
Questo stesso amore per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è andato fino in fondo nella via dell’umiltà e del dono di sé, fino agli inferi, all’abisso della separazione da Dio, questo stesso amore misericordioso ha inondato di luce il corpo morto di Gesù, lo ha trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna. Gesù non è tornato alla vita di prima, alla vita terrena, ma è entrato nella vita gloriosa di Dio e ci è entrato con la nostra umanità, ci ha aperto ad un futuro di speranza.
Ecco che cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla libertà dell’amore, del bene. Perché Dio è vita, solo vita, e la sua gloria siamo noi: l’uomo vivente (cfr Ireneo, Adversus haereses, 4,20,5-7).

 MESSAGGIO URBI ET ORBI DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI PASQUA – II PARTE

Cari fratelli e sorelle, Cristo è morto e risorto una volta per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitù del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno. Quanti deserti, anche oggi, l’essere umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c’è dentro di lui, quando manca l’amore di Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite (cfr Ez 37,1-14).
Allora, ecco l’invito che rivolgo a tutti: accogliamo la grazia della Risurrezione di Cristo! Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio, lasciamoci amare da Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace.
E così domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace. Sì, Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero.
Pace per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinché riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Pace in Iraq, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?

MESSAGGIO URBI ET ORBI DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI PASQUA – III PARTE

Pace per l’Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti. In Mali, affinché ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici. Pace nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura.
Pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione.
Pace a tutto il mondo, ancora così diviso dall’avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall’egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone, la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo; la tratta delle persone è proprio la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo! Pace a tutto il mondo, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali! Pace a questa nostra Terra! Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato.
Cari fratelli e sorelle, a tutti voi che mi ascoltate da Roma e da ogni parte del mondo, rivolgo l’invito del Salmo: «Rendete grazie al Signore perché è buono, / perché il suo amore è per sempre. / Dica Israele: / “Il suo amore è per sempre”» (Sal 117,1-2).

MESSAGGIO URBI ET ORBI DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI PASQUA – SALUTO

“Cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, cuore della cristianità, e tutti voi che siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione, rinnovo il mio augurio: Buona Pasqua!
Portate nelle vostre famiglie e nei vostri Paesi il messaggio di gioia, di speranza e di pace, che ogni anno, in questo giorno, si rinnova con forza.
Il Signore risorto, vincitore del peccato e della morte, sia di sostegno a tutti, specie ai più deboli e bisognosi. Grazie per la vostra presenza e la testimonianza della vostra fede. Un pensiero e un grazie particolare per il dono dei bellissimi fiori, che provengono dai Paesi Bassi. A tutti ripeto con affetto: Cristo risorto guidi tutti voi e l’intera umanità su sentieri di giustizia, di amore e di pace”.

PAPA FRANCESCO – OMELIA DELLA VEGLIA PASQUALE DEL SABATO SANTO
Roma – Città del Vaticano – 29 Marzo 2013 – Sabato Santo –
Papa Francesco ha fotografato così – nell’omelia della prima veglia pasquale del suo Pontificato – la situazione dei cristiani di oggi e della Chiesa. “Abbiamo paura – ha detto – delle sorprese di Dio; abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Fratelli e sorelle – ha chiesto il nuovo Pontefice ai 5mila fedeli presenti questa sera nella Basilica di San Pietro – non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita!”.

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OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA VEGLIA PASQUALE DEL SABATO SANTO – I PARTE

1.Nel Vangelo di questa Notte luminosa della Veglia Pasquale incontriamo per prime le donne che si recano al sepolcro di Gesù con gli aromi per ungere il suo corpo (cfr Lc 24,1-3). Vanno per compiere un gesto di compassione, di affetto, di amore, un gesto tradizionale verso una persona cara defunta, come ne facciamo anche noi. Avevano seguito Gesù, l’avevano ascoltato, si erano sentite comprese nella loro dignità e lo avevano accompagnato fino alla fine, sul Calvario, e al momento della deposizione dalla croce. Possiamo immaginare i loro sentimenti mentre vanno alla tomba: un certa tristezza, il dolore perché Gesù le aveva lasciate, era morto, la sua vicenda era terminata. Ora si ritornava alla vita di prima. Però nelle donne continuava l’amore, ed è l’amore verso Gesù che le aveva spinte a recarsi al sepolcro. Ma a questo punto avviene qualcosa di totalmente inaspettato, di nuovo, che sconvolge il loro cuore e i loro programmi e sconvolgerà la loro vita: vedono la pietra rimossa dal sepolcro, si avvicinano, e non trovano il corpo del Signore. E’ un fatto che le lascia perplesse, dubbiose, piene di domande: “Che cosa succede?”, “Che senso ha tutto questo?” (cfr Lc 24,4). Non capita forse anche a noi così quando qualcosa di veramente nuovo accade nel succedersi quotidiano dei fatti? Ci fermiamo, non comprendiamo, non sappiamo come affrontarlo. La novità spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede. Siamo come gli Apostoli del Vangelo: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci ad una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato. Abbiamo paura delle sorprese di Dio; abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre!
Fratelli e sorelle, non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita! Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela? Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA VEGLIA PASQUALE DEL SABATO SANTO – II PARTE 

2.Ma torniamo al Vangelo, alle donne e facciamo un passo avanti. Trovano la tomba vuota, il corpo di Gesù non c’è, qualcosa di nuovo è avvenuto, ma tutto questo ancora non dice nulla di chiaro: suscita interrogativi, lascia perplessi, senza offrire una risposta. Ed ecco due uomini in abito sfolgorante, che dicono: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto» (Lc 24, 5-6). Quello che era un semplice gesto, un fatto, compiuto certo per amore – il recarsi al sepolcro – ora si trasforma in avvenimento, in un evento che cambia veramente la vita. Nulla rimane più come prima, non solo nella vita di quelle donne, ma anche nella nostra vita e nella storia dell’umanità. Gesù non è morto, è risorto, è il Vivente! Non è semplicemente tornato in vita, ma è la vita stessa, perché è il Figlio di Dio, che è il Vivente (cfr Nm 14,21-28; Dt 5,26; Gs 3,10). Gesù non è più nel passato, ma vive nel presente ed è proiettato verso il futuro, è l’«oggi» eterno di Dio. Così la novità di Dio si presenta davanti agli occhi delle donne, dei discepoli, di tutti noi: la vittoria sul peccato, sul male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la vita e le dà un volto meno umano. E questo è un messaggio rivolto a me, a te, cara sorella e caro fratello. Quante volte abbiamo bisogno che l’Amore ci dica: perché cercate tra i morti colui che è vivo? I problemi, le preoccupazioni di tutti i giorni tendono a farci chiudere in noi stessi, nella tristezza, nell’amarezza… e lì sta la morte. Non cerchiamo lì Colui che è vivo!
Accetta allora che Gesù Risorto entri nella tua vita, accoglilo come amico, con fiducia: Lui è la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui, fa’ un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte. Se sei indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso. Se ti sembra difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA VEGLIA PASQUALE DEL SABATO SANTO – III PARTE

3.C’è un ultimo semplice elemento che vorrei sottolineare del Vangelo di questa luminosa Veglia Pasquale. Le donne si incontrano con la novità di Dio: Gesù è risorto, è il Vivente! Ma di fronte alla tomba vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione è di timore: «tenevano il volto chinato a terra» – nota san Luca -, non avevano il coraggio neppure di guardare. Ma quando ascoltano l’annuncio della Risurrezione, l’accolgono con fede. E i due uomini in abito sfolgorante introducono un verbo fondamentale: «Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora in Galilea… Ed esse si ricordarono delle sue parole» (Lc 24,6.8). E’ l’invito a fare memoria dell’incontro con Gesù, delle sue parole, dei suoi gesti, della sua vita; ed è proprio questo ricordare con amore l’esperienza con il Maestro che conduce le donne a superare ogni timore e a portare l’annuncio della Risurrezione agli Apostoli e a tutti gli altri (cfr Lc 24,9). Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi, fare memoria del cammino percorso; e questo spalanca il cuore alla speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha fatto nella nostra vita!
In questa Notte di luce, invocando l’intercessione della Vergine Maria, che custodiva ogni avvenimento nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51), chiediamo che il Signore ci renda partecipi della sua Risurrezione: ci apra alla sua novità che trasforma, alle sorprese di Dio; ci renda uomini e donne capaci di fare memoria di ciò che Egli opera nella nostra storia personale e in quella del mondo; ci renda capaci di sentirlo come il Vivente, vivo ed operante in mezzo a noi; ci insegni ogni giorno a non cercare tra i morti Colui che è vivo. Amen.

PAPA FRANCESCO – VIA CRUCIS AL COLOSSEO – VENERDI’ SANTO
Roma – Colosseo – 29 Marzo 2013 – Venerdì Santo -  Papa Francesco è arrivato sul colle Palatino per la sua prima Via Crucis. Il Papa in realtà non segue il percorso della Via Crucis. Attende l’arrivo al terrazzo del Palatino. Lo ha già annunciato Padre Federico Lombardi, spiegando che la via Crucis al Colosseo dura orientativamente un’ora e mezzo e il Papa potrebbe parlare anche improvvisando, dato che non è nuovo a Bergoglio, come si è visto anche in questi giorni di inizio Pontificato. Al termine della via crucis, Papa Francesco ha sottolineato che “a volte ci sembra che Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio. In realtà Dio ha parlato, ha risposto, e la sua risposta è la croce di Cristo.

IL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO AL TERMINE DELLA VIA CRUCIS

Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio di avere partecipato numerosi qui e ringrazio chi ha partecipato, in particolare, i malati, per mezzo dei media. Non voglio aggiungere tante parole. In questa notte deve rimanere una sola parola: la croce, con cui Dio ha risposto al male del mondo. Ci sembra che Dio sia in silenzio ma la sua risposta al male del mondo e’ la croce di Cristo, che e’ amore, perdono. Dio ci giudica amandoci. Se accolgo il suo amore sono salvato, se lo rifiuto sono condannato ma non da Dio ma da me stesso. Gesù non condanna ma salva. La parola della croce e’ la risposta al male che continua ad agire intorno a noi. I cristiani devono rispondere al male con il bene. Sono i fratelli del Libano, che ringraziamo, ad avere composto questi testi. In Libano abbiamo visto nell’incontro con Benedetto XVI l’amicizia dei fratelli musulmani, un segno di speranza per il mondo intero. Camminiamo insieme sulla via della croce, portando nel cuore questa parola di amore e perdono, portando con noi Gesù che ci ama tanto e che e’ tutto amore“.

PAPA FRANCESCO – CELEBRAZIONE MESSA DEL CRISMA NELLA BASILICA DI SAN PIETRO
Roma – Città del Vaticano - 28 Marzo 2013 - Giovedì Santo - 
Siete pastori con l’odore delle pecore“. Una frase che colpisce, tra le parole semplici ed essenziali di Papa Francesco, che invita ancora una volta chi e’ pastore a stare nel gregge, a guidarlo come Cristo ha insegnato, al centro della Chiesa. Papa Francesco ha celebrato nella Basilica di San Pietro la sua prima messa del crisma, durante la quale i sacerdoti – circa 1600 – rinnovano le promesse fatte al momento della ordinazione e durante la quale vengono benedetti gli oli che durante l’anno liturgico verranno usati per i riti.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DEL GIOVEDI’ SANTO DELLA MESSA CRISMALE – I PARTE

“Cari fratelli e sorelle,
con gioia celebro la prima Messa Crismale come Vescovo di Roma. Vi saluto tutti con affetto, in particolare voi, cari sacerdoti, che oggi, come me, ricordate il giorno dell’Ordinazione.
Le Letture, anche il Salmo, ci parlano degli “Unti”: il Servo di Javhè di Isaia, il re Davide e Gesù nostro Signore. I tre hanno in comune che l’unzione che ricevono è destinata a ungere il popolo fedele di Dio, di cui sono servitori; la loro unzione è per i poveri, per i prigionieri, per gli oppressi… Un’immagine molto bella di questo “essere per” del santo crisma è quella del Salmo 133: «È come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste» (v. 2). L’immagine dell’olio che si sparge, che scende dalla barba di Aronne fino all’orlo delle sue vesti sacre, è immagine dell’unzione sacerdotale che per mezzo dell’Unto giunge fino ai confini dell’universo rappresentato nelle vesti.
Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfr Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!.
Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato, passiamo adesso a guardare all’azione. L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il Signore lo dirà chiaramente: la sua unzione è per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L’unzione, cari fratelli, non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido … e il cuore amaro“.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DEL GIOVEDI’ SANTO DELLA MESSA CRISMALE – II PARTE


“Il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo; questa è una prova chiara. Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia lo si nota: per esempio, quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia. La nostra gente gradisce il Vangelo predicato con l’unzione, gradisce quando il Vangelo che predichiamo giunge alla sua vita quotidiana, quando scende come l’olio di Aronne fino ai bordi della realtà, quando illumina le situazioni limite, “le periferie” dove il popolo fedele è più esposto all’invasione di quanti vogliono saccheggiare la sua fede. La gente ci ringrazia perché sente che abbiamo pregato con le realtà della sua vita di ogni giorno, le sue pene e le sue gioie, le sue angustie e le sue speranze. E quando sente che il profumo dell’Unto, di Cristo, giunge attraverso di noi, è incoraggiata ad affidarci tutto quello che desidera arrivi al Signore: “preghi per me, padre, perché ho questo problema”, “mi benedica, padre”, “preghi per me”, sono il segno che l’unzione è arrivata all’orlo del mantello, perché viene trasformata in supplica, supplica del Popolo di Dio. Quando siamo in questa relazione con Dio e con il suo Popolo e la grazia passa attraverso di noi, allora siamo sacerdoti, mediatori tra Dio e gli uomini. Ciò che intendo sottolineare è che dobbiamo ravvivare sempre la grazia e intuire in ogni richiesta, a volte inopportuna, a volte puramente materiale o addirittura banale – ma lo è solo apparentemente – il desiderio della nostra gente di essere unta con l’olio profumato, perché sa che noi lo abbiamo. Intuire e sentire, come sentì il Signore l’angoscia piena di speranza dell’emorroissa quando toccò il lembo del suo mantello. Questo momento di Gesù, in mezzo alla gente che lo circondava da tutti i lati, incarna tutta la bellezza di Aronne rivestito sacerdotalmente e con l’olio che scende sulle sue vesti. È una bellezza nascosta che risplende solo per quegli occhi pieni di fede della donna che soffriva perdite di sangue. Gli stessi discepoli – futuri sacerdoti – tuttavia non riescono a vedere, non comprendono: nella “periferia esistenziale” vedono solo la superficialità della moltitudine che si stringe da tutti i lati fino a soffocare Gesù (cfr Lc 8,42). Il Signore, al contrario, sente la forza dell’unzione divina che arriva ai bordi del suo mantello.
Così bisogna uscire a sperimentare la nostra unzione, il suo potere e la sua efficacia redentrice: nelle “periferie” dove c’è sofferenza, c’è sangue versato, c’è cecità che desidera vedere, ci sono prigionieri di tanti cattivi padroni. Non è precisamente nelle autoesperienze o nelle introspezioni reiterate che incontriamo il Signore: i corsi di autoaiuto nella vita possono essere utili, però vivere la nostra vita sacerdotale passando da un corso all’altro, di metodo in metodo, porta a diventare pelagiani, a minimizzare il potere della grazia, che si attiva e cresce nella misura in cui, con fede, usciamo a dare noi stessi e a dare il Vangelo agli altri, a dare la poca unzione che abbiamo a coloro che non hanno niente di niente”.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DEL GIOVEDI’ SANTO DELLA MESSA CRISMALE – III PARTE

“Il sacerdote che esce poco da sé, che unge poco – non dico “niente” perché, grazie a Dio, la gente ci ruba l’unzione – si perde il meglio del nostro popolo, quello che è capace di attivare la parte più profonda del suo cuore presbiterale. Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore “hanno già la loro paga” e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore. Da qui deriva precisamente l’insoddisfazione di alcuni, che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con “l’odore delle pecore” – questo io vi chiedo: siate pastori con “l’odore delle pecore”, che si senta quello -; invece di essere pastori in mezzo al proprio gregge e pescatori di uomini. È vero che la cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà; però, se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione – e non la funzione -, e risultano feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo fidati: Gesù.
Cari fedeli, siate vicini ai vostri sacerdoti con l’affetto e con la preghiera perché siano sempre Pastori secondo il cuore di Dio.
Cari sacerdoti, Dio Padre rinnovi in noi lo Spirito di Santità con cui siamo stati unti, lo rinnovi nel nostro cuore in modo tale che l’unzione giunga a tutti, anche alle “periferie”, là dove il nostro popolo fedele più lo attende ed apprezza. La nostra gente ci senta discepoli del Signore, senta che siamo rivestiti dei loro nomi, che non cerchiamo altra identità; e possa ricevere attraverso le nostre parole e opere quest’olio di gioia che ci è venuto a portare Gesù, l’Unto. Amen” 

PAPA FRANCESCO – 250MILA FEDELI PER LA DOMENICA DELLE PALME
Roma – Città del Vaticano - 24 Marzo 2013 - Domenica delle Palme“Gioia, croce, giovani”. La Piazza San Pietro e’ gremita di palme al vento, alzate dalle tantissime mani di uomini, donne e bambini, per essere benedette in questa Domenica delle Palme 2013 da Papa Francesco apparso in preghiera con il capo chino mentre e’ passato tra la sua gente seguito da un corteo di pace. Sopra di lui, al momento della benedizione che ha preceduto la Santa Messa, in pochi se ne sono accorti, alcuni gabbiani si sono posati sulla croce dell’obelisco e hanno testimoniato insieme a tutti, proprio li, il gesto benedicente del Sommo Pontefice.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE: LA PRIMA PAROLA E’ “GIOIA” 

“Prima Parola”. Gesù entra in Gerusalemme. La folla dei discepoli lo accompagna in festa, i mantelli sono stesi davanti a Lui, si parla di prodigi che ha compiuto, un grido di lode si leva: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli» (Lc 19,38). Folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima. Questo è Gesù. Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i nostri peccati. E’ grande l’amore di Gesù. E così entra in Gerusalemme con questo amore, e guarda tutti noi. E’ una scena bella: piena di luce – la luce dell’amore di Gesù, quello del suo cuore – di gioia, di festa.
All’inizio della Messa l’abbiamo ripetuta anche noi. Abbiamo agitato le nostre palme. Anche noi abbiamo accolto Gesù; anche noi abbiamo espresso la gioia di accompagnarlo, di saperlo vicino, presente in noi e in mezzo a noi, come un amico, come un fratello, anche come re, cioè come faro luminoso della nostra vita. Gesù è Dio, ma si è abbassato a camminare con noi. E’ il nostro amico, il nostro fratello. Qui ci illumina nel cammino. E così oggi lo abbiamo accolto.
E questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! E in questo momento viene il nemico, viene il diavolo, mascherato da angelo tante volte, e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo! Seguiamo Gesù! Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE: LA SECONDA PAROLA E’ “CROCE”

“Seconda parola”. Perché Gesù entra in Gerusalemme, o forse meglio: come entra Gesù in Gerusalemme? La folla lo acclama come Re. E Lui non si oppone, non la fa tacere (cfr Lc 19,39-40). Ma che tipo di Re è Gesù? Guardiamolo: cavalca un puledro, non ha una corte che lo segue, non è circondato da un esercito simbolo di forza. Chi lo accoglie è gente umile, semplice, che ha il senso di guardare in Gesù qualcosa di più; ha quel senso della fede, che dice: Questo è il Salvatore. Gesù non entra nella Città Santa per ricevere gli onori riservati ai re terreni, a chi ha potere, a chi domina; entra per essere flagellato, insultato e oltraggiato, come preannuncia Isaia nella Prima Lettura (cfr Is 50,6); entra per ricevere una corona di spine, un bastone, un mantello di porpora, la sua regalità sarà oggetto di derisione; entra per salire il Calvario carico di un legno.
E allora ecco la seconda parola: Croce. Gesù entra a Gerusalemme per morire sulla Croce. Ed è proprio qui che splende il suo essere Re secondo Dio: il suo trono regale è il legno della Croce! Penso a quello che Benedetto XVI diceva ai Cardinali: Voi siete principi, ma di un Re crocifisso. Quello è il trono di Gesù. Gesù prende su di sé… Perché la Croce? Perché Gesù prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé, deve lasciarlo. Mia nonna diceva a noi bambini: il sudario non ha tasche. Amore al denaro, potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il creato! E anche – ciascuno di noi lo sa e lo conosce – i nostri peccati personali: le mancanze di amore e di rispetto verso Dio, verso il prossimo e verso l’intera creazione. E Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con la forza dell’amore di Dio lo vince, lo sconfigge nella sua risurrezione. Questo è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce. La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte. 

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE: LA TERZA PAROLA E’ “GIOVANI”

“Terza Parola”. Oggi in questa Piazza ci sono tanti giovani: da 28 anni la Domenica delle Palme è la Giornata della Gioventù!
Ecco la terza parola: giovani! Cari giovani, vi ho visto nella processione, quando entravate; vi immagino a fare festa intorno a Gesù, agitando i rami d’ulivo; vi immagino mentre gridate il suo nome ed esprimete la vostra gioia di essere con Lui! Voi avete una parte importante nella festa della fede! Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre: un cuore giovane, anche a settanta, ottant’anni! Cuore giovane! Con Cristo il cuore non invecchia mai! Però tutti noi lo sappiamo e voi lo sapete bene che il Re che seguiamo e che ci accompagna è molto speciale: è un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e che con l’amore di Dio Lui ha vinto il male. Voi portate la Croce pellegrina attraverso tutti i continenti, per le strade del mondo! La portate rispondendo all’invito di Gesù «Andate e fate discepoli tutti i popoli» (cfr Mt28,19), che è il tema della Giornata della Gioventù di quest’anno. La portate per dire a tutti che sulla croce Gesù ha abbattuto il muro dell’inimicizia, che separa gli uomini e i popoli, e ha portato la riconciliazione e la pace. Cari amici, anch’io mi metto in cammino con voi, da oggi, sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ormai siamo vicini alla prossima tappa di questo grande pellegrinaggio della Croce. Guardo con gioia al prossimo luglio, a Rio de Janeiro!
Vi do appuntamento in quella grande città del Brasile! Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perché quell’Incontro sia un segno di fede per il mondo intero. I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù! Tre parole: gioia, croce, giovani.
Chiediamo l’intercessione della Vergine Maria. Lei ci insegna la gioia dell’incontro con Cristo, l’amore con cui lo dobbiamo guardare sotto la croce, l’entusiasmo del cuore giovane con cui lo dobbiamo seguire in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita. Così sia.

PAPA FRANCESCO NELLA CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE: ANGELUS DOMINI”

Al termine di questa celebrazione, invochiamo l’intercessione della Vergine Maria affinché ci accompagni nella Settimana Santa. Lei, che seguì con fede il suo Figlio fino al Calvario, ci aiuti a camminare dietro a Lui, portando con serenità e amore la sua Croce, per giungere alla gioia della Pasqua. La Vergine Addolorata sostenga specialmente chi sta vivendo situazioni più difficili. Un ricordo va alle persone affette da tubercolosi, poiché oggi ricorre la Giornata mondiale contro questa malattia. A Maria affido in particolare voi, carissimi giovani, e il vostro itinerario verso Rio de Janeiro.
A luglio a Rio! Preparatevi spiritualmente il cuore.
Buon cammino a tutti!
Bonne route à tous !
I wish you all much joy on your journey.
Alles Gute für euren Weg auf Ostern hin und nach Rio!
¡Buen camino para todos!
Um bom caminho a todos!
Dóbrey drógui!

PAPA FRANCESCO – SANTA MESSA INIZIO PONTIFICATO
Roma Piazza San Pietro 19 Marzo 2013 Solennità di San Giuseppe
: Papa Francesco inizia il Pontificato. Piazza San Pietro gremita di fedeli. Il Santo Padre celebra la Messa inaugurale: “Non abbiate paura della tenerezza“. E lancia un appello ai potenti: “Custodite il creato“. Papa Francesco ha invitato a custodire i doni di Dio. Come san Giuseppe così il Papa deve allargare le braccia per custodire tutto il popolo di Dio, partendo dai più poveri.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA SANTA MESSA DI INIZIO PONTIFICATO I PARTE

“Cari fratelli e sorelle! Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza. Con affetto saluto i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico.

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA SANTA MESSA DI INIZIO PONTIFICATO II PARTE

Abbiamo ascoltato nel Vangelo che «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24). In queste parole è già racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe, quella di essere custos, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa, come ha sottolineato il beato Giovanni Paolo II: «San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello» (Esort. ap. Redemptoris Custos, 1). Come esercita Giuseppe questa custodia? Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e con amore ogni momento. E’ accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazaret, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù. Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio; ed è quello che Dio chiede a Davide, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura: Dio non desidera una casa costruita dall’uomo, ma desidera la fedeltà alla sua Parola, al suo disegno; ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito. E Giuseppe è “custode”, perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, e proprio per questo è ancora più sensibile alle persone che gli sono affidate, sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda, e sa prendere le decisioni più sagge. In lui cari amici, vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA SANTA MESSA DI INIZIO PONTIFICATO III PARTE

La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio! E quando l’uomo viene meno a questa responsabilità, quando non ci prendiamo cura del creato e dei fratelli, allora trova spazio la distruzione e il cuore inaridisce. In ogni epoca della storia, purtroppo, ci sono degli “Erode” che tramano disegni di morte, distruggono e deturpano il volto dell’uomo e della donna. Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza! E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza! Oggi, insieme con la festa di san Giuseppe, celebriamo l’inizio del ministero del nuovo Vescovo di Roma, Successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull’amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire!

OMELIA DI PAPA FRANCESCO NELLA SANTA MESSA DI INIZIO PONTIFICATO IV PARTE

Nella seconda Lettura, san Paolo parla di Abramo, il quale «credette, saldo nella speranza contro ogni speranza» (Rm 4,18). Saldo nella speranza, contro ogni speranza! Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi speranza. Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio. Custodire Gesù con Maria, custodire l’intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza: Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato! Chiedo l’intercessione della Vergine Maria, di san Giuseppe, dei santi Pietro e Paolo, di san Francesco, affinché lo Spirito Santo accompagni il mio ministero, e a voi tutti dico: pregate per me! Amen.”

PAPA FRANCESCO – PRIMO ANGELUS
Roma 17 Marzo 2013 Primo Angelus di Papa Francesco
: Papa Francesco saluta i fedeli alla Porta Sant’Anna in Vaticano nel giorno del suo Primo Angelus. Tema centrale del suo primo Angelus “Il Perdono“.

PAPA FRANCESCO – PRIMO INCONTRO CON LA STAMPA
Roma Aula Paolo VI (Aula Nervi) Vaticano Udienza del 16 Marzo 2013
  -  Papa Francesco incontra i giornalisti: “Un ringraziamento speciale rivolgo a voi per il qualificato servizio dei giorni scorsi”. Poi l’esclamazione: “Avete lavorato tanto!“.  Nell’incontro con oltre 6000 operatori dell’informazione il nuovo Pontefice ha spiegato di aver scelto il nome Francesco ispirandosi al santo di Assisi. Ai giornalisti: “Il ruolo dei mass media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che è divenuto indispensabile per narrare al mondo la realtà contemporanea”.

CITTA’ DEL VATICANO – SALA STAMPA
Un gabbiano si posa sul comignolo dal quale si attende nel tardo pomeriggio la seconda fumata. L’emozione cresce per l’attesa e giunge la fumata bianca. Il VATICANESE.IT del Gruppo ComunicareITALIA è la prima testata giornalistica telematica a comunicare al mondo della rete “l’Habemus Papam“. 

CITTA’ DEL VATICANO – SAN PIETRO – MISSA PRO ELIGENDO
Roma 12 Marzo 2013 Missa Pro Eligendo – Con la processione dei cardinali accompagnata dall’antifona d’ingresso “Il Signore è la forza del suo popolo” è iniziata nella Basilica di San Pietro la ‘Missa pro Eligendo Romano Pontifice’ presieduta dal cardinale decano Angelo Sodano.