 Vaticanese.it: Fonte, Redazione Comunicare Italia - Incredibile a credersi ma accade per davvero al centro di Roma nella Chiesa di Michelangelo dove, nella la Capella dei Certosini scende acqua a cascate e non si sa da dove. Si tratta di una delle più suggestive opere d’arte della Capitale per la bellezza dei suoi affreschi settecenteschi che ritraggono storia e opere di San Brunone di Colonia irrimediabilmente sfigurate dall’evento che più volte segnalato anche alle massime cariche istituzionali preposte Sandro Bondi e Altero Matteoli, non ha ricevuto nessuna attenzione. E’ la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Piazza della Repubblica che dopo l’unità d’Italia è stata destinata a Chiesa delle Funzioni Ufficiali dello Stato (Giuseppe Saragat Presidente e Paolo VI Pontefice, ndr). L’Associazione degli Amici della Basilica ci comunica di essere insieme al Parroco costernata è in grande apprensione atteso il gravissimo danno che l’inarrestabile falla d’acqua sta creando proprio al centro del grande affresco. Si teme il crollo di tutta la volta.
Il Presidente dell’Associazione Gianni Borrelli Avvocato del Foro di Roma sta tentando di ribadire alle istituzioni preposte la gravità e i rischi che la questione comporta ma nessuna azione è stata ancora disposta. In Basilica anche il Direttore del Gruppo ComunicareITALIA Viviana Normando la cui mission è quella di promuovere il Brand Italia e del Made in Italy in rete. Dopo avere effettuato un sopralluogo ha dichiarato: “da giornalista e storico dell’arte devo dire che la cosa è di una gravità inaudita a maggior ragione che innanzi all’autorevole reiterata segnalazione del Parroco e non solo, i Ministri Sandro BONDI e Altero MATTEOLI non siano intervenuti immediatamente. Qui non si sa come raccogliere l’acqua. E’ scomparso il volto di San Bruno e della Vergine della certosa più importante del mondo. Purtroppo devo dire che la cappella è permanentemente sfregiata con un danno irreparabile. Se non si interviene subito potrà certamente crollare tutto”. Trattandosi di “Chiesa dello Stato” la competenza diretta è dei Ministri ai Beni e alle Attività Culturali e alle Infrastrutture e Trasporti che non rispondono. Un brano della lettera inviata dal Parroco ai Ministri Bondi e Matteoli recita testualmente: “Oltre al prevedibile, imminente e probabilmente irreparabile danno strutturale alla suddetta Cappella – che per prevenire possibili danni alle persone siamo stati costretti chiudere al pubblico e al culto – l’infiltrazione ha già gravemente danneggiato la parte superiore della volta e alcune vele del lato destro completamente affrescate dal pittore pistoiese Luigi Garzi”. “E’ gravissimo – dichiara il responsabile dei rapporti istituzionali della Fondazione “Paolo di Tarso” Fabio Gallo. Viviamo un momento drammatico il cui vero problema non è la falla economica ma l’apatia, la svogliatezza, la mancanza di passione e di amore per il Bene assoluto dell’Italia che è quello umano e culturale. Una forma di degrado che rappresenta una vera e propria guerra civile il cui campo di battaglia è la nostra stessa coscienza. Ottenere un qualsiasi intervento serio e concreto oggi è un’impresa. Si rischia di trovarsi per vie assurde e alla fine si comprende che per risolvere per davvero una questione bisogna rivolgersi direttamente al Presidente Silvio Berlusconi o al Sottosegretario Gianni Letta. Il resto non funziona o da segni visibili di superficialità e continuo disimpegno. Bisogna rimediare assolutamente non più restaurando le facciate barocche della politica bensì ripulendo le verminosità comportamentale che vi sta dietro e che rende l’Italia un bene progressivamente alienato. In questi casi - conclude Fabio Gallo – anche la tolleranza deve avere un limite formativo trattandosi di Bene comune, bene sociale, Bene della Cultura e, in ogni caso, un Patrimonio della memoria e dell’Umanità. La Cappella dei Certosini ha decine di migliaia di visitatori all’anno in modo assolutamente gratuito. Un servizio di altissimo livello che solo la Chiesa di Roma può permettersi per favorire una cultura di concordia a Pace tra i popoli”. |