 Vaticanese.it, Viviana Normando. Ed è al termine dell'‘Annus horribilis’, come Giuseppe De Carli ha definito questo periodo di grande prova, teso proprio in concomitanza dell’Anno Sacerdotale, che egli ci ha lasciati. Di lui restano, impeccabili, la voce, la penna, il silenzio. “Siamo increduli – dichiara l’Avv. Donato Viti, Presidente del Consiglio Nazionale Italia del Serra, il movimento a favore delle vocazioni sacerdotali – innanzi alla notizia della morte di Giuseppe De Carli che solo un mese prima di essere ricoverato al Policlinico Gemelli era con noi, a condividere con il Serra il XII congresso nazionale”. “L’8 maggio 2010 è intervenuto con energia – prosegue con rammarico Donato Viti – chiamato dal mio predecessore, il Past Presidente Gemma Sarteschi. Ha parlato al Serra Italia con grande vigore e con la puntualità che lo caratterizzava poiché De Carli, come ha testimoniato anche l’annuncio del portavoce del Papa, P. F. Lombardi, era un istituzione come Direttore di Rai Vaticana e profondo conoscitore del mondo vaticano che riusciva a trasmettere a tutti con semplicità ed efficacia”. “Nessuno infatti – ricorda Viti citando anche la cronaca - può dimenticare che De Carli, è stato l’ideatore della più lunga diretta televisiva mai tenutasi prima al mondo, ‘La Bibbia giorno e notte’ dalla Basilica romana di S. Croce in Gerusalemme. Luogo da cui grazie a De Carli, si è diffuso il messaggio in 64 paesi, attraverso 1452 lettori, più e meno noti, in 139 ore, iniziato con la lettura da parte del Santo Padre Benedetto XVI e conclusosi con il Segretario di Stato S.E. Tarcisio Bertone. Straordinario”. “Questa era la sua energia, che abbiamo notato tutti – dice ancora Viti, il Presidente di Serra Italia - la stessa che ha manifestato ai serrani, che con grande onore, piacere e attenzione lo hanno accolto, apprezzandone la disponibilità. Giuseppe De Carli, infatti, ha inteso partecipare anche al recente Convegno del Serra Italia, aggregato alla Pontificia Opera delle Vocazioni Ecclesiastiche, in particolare in un momento così delicato per la Chiesa, come ce ne sono stati altri nella storia, ma che necessitava di una relazione più che adeguata, rivolta a chi si adopera per le vocazioni sacerdotali, a chi segue con dedizione e impegno coloro che vengono chiamati, www.serraclubitalia.it. Ed è così che ci ha lasciato in racconto una importante testimonianza di volontà, di informazione, di formazione”. “E non dimenticheremo mai – conclude Donato Viti – come De Carli abbia espresso ai serrani italiani e internazionali, il suo messaggio, uno degli ultimi, citando il diario di un curato di campagna di Bernanos. Un diario della natura tanto da sembrare un quadro del Beato Angelico – aveva ribadito accanto a lui lo stesso giorno il Direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian - in cui il prete in grande semplicità vive il suo ministero nel silenzio, non proprio come alcuni presbiteri dei nostri giorni che amano eccessivamente i riflettori. ‘Solo nel silenzio si può scoprire la bellezza della vocazione’ aveva ribadito De Carli. Ed ecco che il volto noto del tg1, il narratore storico del Pontificato di Giovanni Paolo II, la voce del Giubileo del 2000, ‘Penna d’oro’ Francesco di Sales, l’autore del libro sull’ultimo segreto di Fatima, anche lontano dalle telecamere, si è rivelato, in tutta la sua purezza e stile di informazione, persino dalle mura del Policlinico Gemelli, in linea con il messaggio universale del Papa Benedetto XVI, di invito a non avere paura di fare silenzio dentro e fuori come predicò Celestino V. Ed è o nell’archivio storico dei suoi servizi e nei suoi libri che ritroveremo sempre Giuseppe De Carli, come punto di riferimento dell’informazione vaticanista, o nel silenzio, fucina di vocazioni, ascolto e motore della parola di Dio”. Foto, Serra Italia, uno degli ultimi momenti di Giuseppe De Carli presso il Congresso Cnis a Roma. Esterno, foto Rai Vaticano, http://raivaticano.blog.rai.it/. www.vaticanese.it www.paoloditarso.it |