Redazione Il Vaticanese

A Maria comunque e sempre il nostro grazie durante la Pandemia

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
La Grotta durante l'anniversario dell'apparizione del 19 maggio 2016

La Grotta durante l’anniversario dell’apparizione del 19 maggio 2016

A Maria comunque e sempre il nostro grazie durante la Pandemia

 Il 19 maggio 2020 ricorre il 72esimo anniversario dell’apparizione di Maria in una grotta a Marta, sulle rive del lago di Bolsena, in provincia di Viterbo e nel territorio del miracolo del Corpus Domini che avvenne a Bolsena, nella Cattedrale di S. Cristina, nell’estate del 1263, al sacerdote boemo Pietro da Praga.

Secoli di storia si succedono, eventi diversi accadono, incentrati nella fede in nostro Signore, nelle sue manifestazioni e che ancora oggi ricordiamo con forza. Marta è il luogo in cui Maria è apparsa a molti.

“Io sono l’Immacolata Concezione la madre di Gesù di Nazareth”: questa la frase con cui la Madonna si mostrò a tre bimbe, di nome Ivana, Brunilde e Maria Antonietta, di otto-nove anni, che all’uscita da scuola, mercoledì 19 maggio 1948, decisero di andare a cogliere i fiori proprio per la processione del Corpus Domini. Ma era troppo presto per la festa del Corpus Domini che in quell’anno ricorreva il 27 maggio e così la mamma disse loro di adagiare l’omaggio floreale nella cantina affinchè si potesse conservare. Quando le bimbe posarono il cesto videro una luce fortissima e sul fondo della grotta un quadro con Maria in braccio Gesù Bambino. Corsero a dirlo alle loro mamme, a tutti, a tal punto che il giorno dopo ci volle l’ordine pubblico per “arginare” le visite, gli episodi miracolosi accaduti subito e le visioni mariane a numerose persone, circa trecento.

Come si scrive nell’inchiesta fatta per raccontare la presenza di Maria nella Grotta di Marta “C’era chi vedeva una luce, chi la Vergine Maria, chi S. Giuseppe, chi anime di trapassati”, da parte di persone giunte anche dai paesi limitrofi. Molti andarono in estasi, subito Orlando Maurizi, che prima era blasfemo, al quale la Madonna disse che il giorno seguente sarebbero accaduti due miracoli. Infatti una bambina guarì da un male incurabile ad un braccio.

A Marta il sole roteò come a Fatima

 rosario_libroAllora dalla commissione di controllo un frate cappuccino non si ritenne soddisfatto e disse alla gente radunatasi che era accaduto un solo miracolo e che nessuno aveva avuto visioni e che quindi nulla era vero. A quel punto si verificò il secondo miracolo: il sole cominciò a roteare divenendo di mille colori. Il frate si scusò. L’episodio confutò subito tutto e mise tutti, circa quaranta mila fedeli accorsi e tutta Marta, davanti all’evidenza e all’assoluto privilegio di avere visto e di credere, tra commozione, gioia, speranza e fede.

Marta è nella storia mariana un luogo di centinaia e di numerosissime testimonianze dirette, è l’inizio di un percorso fatto di tantissimi testimoni oculari, veggenti, grazie elargite a tutt’oggi, confermate anche da cartelle cliniche ed episodi che ci ricordano altri luoghi mariani, come in particolare le Tre Fontane a Roma, Medjugorje, Ghiaia di Bonate in provincia di Bergamo.

Spesso pellegrini bergamaschi sono giunti da Bergamo a Marta, come nel caso dell’8 ottobre 1950, con il veggente Luigi De Rossi. Vi è in merito un quaderno dettagliato “Raccolta di messaggi ed impressioni di Marta”.

Ghiaie di Bonate, Bergamo e Marta unite da Maria!

Come già abbiamo avuto modo di scrivere nel 2013 e nel 2015, le commissioni d’inchiesta, con l’allora parroco don Liberato Tarquini, andarono avanti e si comprese che persone lontane venivano misteriosamente avocate in questo luogo, esaudendo loro miracoli, per prima la luce nell’anima. Da quel giorno la Madonna, rappresentata da una bellissima statua bianca e azzurra, coronata da dodici stelle, con il rosario ed il crocifisso tra le mani, non ha mai smesso di elargire grazie, per il tramite della preghiera all’immagine. I pellegrini hanno lasciato le loro testimonianze e tra questi alcuni che hanno convalidato le grazie con documentazione scientifica ed opportuna.

Fa riflettere, in questo particolare momento per l’umanità, leggere come le deposizioni nel corso di tutto questo tempo si siano succedute ed incrociate, in particolare, tra Marta, le Tre Fontane a Roma, Medjugorje e Ghiaia di Bonate, vicino Bergamo, praticamente al centro della pandemia su territorio italiano, luogo di culto mariano di “Maria Regina della Famiglia”. Trattasi di posti non riconosciuti, a parte la Madonna della Rivelazione alle Tre Fontane ed il culto a favore della famiglia della Madonna delle Ghiaie, ma dove la devozione popolare e la devozione filiale a Maria è fortissima.

La verità è che Maria non ci ha mai abbandonato, neanche adesso, con la sua docilità, il suo esempio, la sua maternità, il suo amore.

A Marta è stato predetto il Santuario di Medjugorje

Leggendo la storia di Marta viene ricordata spesso un’apparizione di Maria SS. nel settembre 1962 al sessantacinquenne Concetto Moretti: mentre era in estasi nella Grotta, numerose persone appoggiarono sulle sue mani giunte, molte loro corone del Rosario, anche al di fuori della Grotta, affinché fossero benedette dalla Madonna. Avvenuta la benedizione, il veggente restituì a ciascuno la propria corona e come poteva sapere a chi appartenevano le diverse corone!

E sempre Concetto, lo stesso che raccontò come il sole a Marta il 9 giugno 1951, alle ore 17.30, “ricambiato di tanti colori celesti”, che non ha ricevuto alcuna istruzione e che addirittura era analfabeta, una volta con una candela accesa fece cadere a terra delle gocce di cera e disegnò una bella chiesa dicendo che sarebbe poi stata costruita in futuro, in un luogo dove la Madonna sarebbe apparsa e avrebbe concesso tante Grazie e conversioni, ed è infatti sorta a Medjugorje, identica al disegno di Moretti, con ad esempio la stessa difficoltà nel disegnarvi e realizzare la scalinata.

Concetto a volte benediceva i fiori e li dava ai presenti per portarli alle persone malate ed anche a coloro che non credevano alle apparizioni della Madonna e venivano alla Grotta solo per curiosità, fare confusione o raccontare dicerie. Un fiore, un gesto di pace a tutti, di accoglienza.

4 oggi foto grotta e scritta nuova

La grotta delle apparizioni di Marta oggi

Sono passati 72 anni dalla prima apparizione, da quel sole che roteò come è accaduto anche a Fatima il 13 ottobre 1917 e sono 4 anni senza “Zi Mario”, Mario Prugnoli, il custode della grotta e che ogni giorno recitava il rosario, alle ore 15.00 e che designò e presentò il suo successore il giovane Michele Sassara, convertito, che per anni ha accudito la grotta e lo stesso Zi Mario, da quando lo conobbe nella quaresima del 2005, proseguendo con costanza, fino al luglio 2017, a recitare il santo rosario dopo la morte di Zi Mario avvenuta il 31 ottobre 2016 e che ad oggi ha dato la sua disponibilità, mai desiderando lasciare la Grotta. Michele Sassara fu citato successore scelto da Zi Mario, il suo “discepolo”, anche in occasione della festa per i suoi 100 anni, nell’indimenticabile santa messa officiata da Sua Eccellenza Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo, nel Santuario della Madonna del Monte, alla presenza della figlia di Mario Prugnoli, Diana Prugnoli, parenti, amici e fedeli.

Santo Rosario ore 1500

Il rosario a Marta: “Trionfo della Mamma Celeste”

Il rosario, come indica il cartello fuori dalla grotta, va recitato ogni giorno alle ore 15.00, come fecero Zi Mario con tanti sacrifici e con immense gioie e Grazie e poi Michele Sassara.

A Mario Prugnoli venne dato il messaggio mariano per i primi tempi di recitare il rosario alle tre del mattino e per questo dopo si optò poi per le tre del pomeriggio, ma ugualmente alle tre, orario della morte di Gesù Crocifisso, tempo di penitenza e di misericordia.

Con Zi Mario ed in tutta la sua vita dedicata alla grotta, il rosario iniziava ogni giorno alle ore 14.30 con la Via Crucis poi con il rosario della Fiamma d’amore, quindi con la coroncina alle Sante Piaghe proprio per ricordare la passione di Gesù, anche vissuta dai veggenti fino al Rosario ed ai canti. Poi quando Zi Mario dopo i 95 anni si è fatto un po’ più debole allora la Via Crucis veniva recitata e commentata da Michele il venerdì, proseguendo poi Michele tutti i giorni alle ore 15.00, con il rosario della Fiamma d’amore, la coroncina alle Sante Piaghe, aggiungendo la coroncina della Divina Misericordia, quindi il Rosario ed i canti.

Su iniziativa di Daniele Fanelli, accanto a Zi Mario e a Michele oltre al rosario delle ore 15.00, ogni 19 del mese per ricordare la prima apparizione veniva recitato il rosario con i canti mariani anche alle 21.00. Intanto in questo tempo si invita comunque chi tiene alla grotta a recitare il rosario alle ore 15.00 anche nella propria casa per il riconoscimento delle apparizioni e per il mondo intero.

zi' Mario e Michele Sassara

Zi Mario e Michele Sassara

Il messaggio di Maria a Marta

Il messaggio di Maria dato alle tre bambine e a diverse persone nel tempo è incentrato sui seguenti punti:
- Recitare il Santo Rosario tutti i giorni.
- Santificare le feste con la Santa Messa e ricevere mio figlio Gesù.
- Amarsi a vicenda.
- Pace nelle famiglie.

-Penitenza.

Ed aggiunse “Io, la Vostra Madre, sono venuta come Missionaria per convertire i peccatori”.

mani con rosarioGrazie ai volontari

Si ringraziano gli attuali volontari per lo sforzo compiuto per ricostituire la scritta inaspettatamente caduta al di sopra della statua e soprattutto al fine di potere garantire la centralità del rosario, nella grotta aperta 24 ore su 24, per la preghiera, auspicando di ripristinare presto la devozione e la preghiera del rosario alle ore 15.00, ogni giorno e ricordando che il minimalismo, l’essenzialità, la scelta delle luci nella grotta, la regolarità delle telecamere ove occorrono, sono sostanziali, sia per la fruizione che per la tutela, per il controllo, per l’illuminazione chiara e diffusa del fondo della grotta nonché per la spiritualità, il silenzio e gli atti devozionali.

Si auspica in merito una collaborazione proficua ed all’unisono dei volontari, di Mario Sassara, della figlia di Prugnoli Diana, di Michele Sassara, della proprietaria della grotta Barbara De Dominicis, con la Parrocchia di Santi Marta e Biagio guidata da Don Roberto Fabbiani, con la Diocesi di Viterbo guidata da Sua Eccellenza Lino Fumagalli e con l’Amministrazione Comunale, ora guidata dal Sindaco Maurizio Lacchini, con l’ausilio della Polizia Locale, per Maria e tutti.

Dobbiamo dire che non vi è stato bisogno di evidenziare le regole di fruizione ai tempi del coronavirus nella grotta poiché pochi negli ultimissimi anni sono i pellegrini qui giunti, in cui, ricordo, non vi era minuto anche dopo la morte di Zi Mario che la gente entrasse per pregare ed il rosario delle 15.00 era un riferimento prezioso per molti da ogni luogo e dove. A settembre 2019, ad esempio, in tre ore di permanenza nella grotta è entrata una persona.

Dunque forza e coraggio, insieme!

Preghiamo per il riconoscimento delle apparizioni di Maria nella grotta di Marta.

Maria ci invita a non scoraggiarci, a non dimenticare, ad essere ricordata nella giusta maniera, ossequiosa, moderata, pertinente, attenta ma a non dimenticare, in un messaggio rivolto alle Autorità Religiose e Civili, a tutti indistintamente, perché “la Madonna soffre a vedere anche loro increduli” (estasi di Luciano).

Mario Prugnoli e l'Arch. Gaetano Benedetti

Mario Prugnoli e l’Arch. Gaetano Benedetti

Evviva Maria!

1 Madonna di Marta primo piano

Ed allora in questa giornata di ricorrenza dell’anniversario ci viene in mente anche l’invito di Maria, attraverso le parole del veggente Concetto Moretti, nella grotta di Marta il 10 giugno 1951, alle ore 14.30: “Prega, il momento è già vicino. Quando vedrai molti serpenti dell’Inferno scappare informati; molti verranno nelle case, chiudete bene le vostre vetrate. E sigillate col Cuor di Maria una iscrizione: “Evviva Maria”. Pregate o figli, recitate il Rosario, la Salve Regina per la conversione di tutto il mondo.

“Sono discesa sulla terra per convertire i peccatori. Pregate e domandate grazie spirituali…Segnatevi con l’acqua benedetta prima di addormentarvi e dite tre volte: – sia lodato Gesù e Maria,…Satana se ne vada via!…Non le calunnie, non le bestemmie, non fate del male a nessuno…Unitevi in matrimonio, amatevi l’un l’altro non con la disonestà che ha riempito il mondo, ma con l’amore della Legge Cristiana! Pregate o Figli, recitate il Rosario, la Salve Regina per la conversione di tutto il mondo…” (Messaggio tramite il veggente Moretti, 6 dicembre 1950).

Per approfondimenti è possibile trovare alcune pubblicazioni sulle apparizioni di Marta realizzate da Mario Prugnoli e dall’Arch. Gaetano Benedetti, anch’Egli avocato a Marta da una forza misteriosa il 22 novembre 1988 ed al quale lo stesso Zi Mario le affidò insieme all’impegno di divulgare le apparizioni della grotta e, con l’incentivo a conoscere ed a recitare il Santo Rosario, “che mamma lo vuole da noi suoi figlioli”.

La ricostruzione dei fatti e degli avvenimenti straordinari nella grotta sono ricordati da una doviziosa memoria di don Tommaso De Dominicis e di Barbara Pomponi De Dominicis testimoni degli eventi e quest’ultima proprietaria della grotta, nonna dell’attuale detentrice Sig.ra Barbara De Dominicis.

“Continua il nostro assiduo impegno – ha detto l’Arch. Gaetano Benedetti – ad onore e gloria dell’Immacolata in quel santo luogo apparsa, privilegiandoci nella sua infinita misericordia”.

viviana normando

Viviana Normado Direttore de Il Vaticanese.it

Fiduciosi di ciò che Maria da Marta ha dato e possa dare al mondo, come anche indicato il 10 giugno del 1951, alle 18.45, dal veggente Luciano, in attesa del riconoscimento delle apparizioni, palesiamo a Maria, comunque e sempre, il nostro Grazie, non avremmo immaginato durante una pandemia, che ci accomuna tutti, che ci ha donato una comunità diversa, in un tempo più lento e paradossalmente più caratterizzato dalle cose essenziali, vicini a ciò che davvero conta.

Beati coloro che credono senza vedere, perché entrano nelle porte del Paradiso” (Bibbia VII, Gv 20,29; Estasi di Luciano, 10/6/51, ore 19.45).

Viviana Normando
(al mio Giovanni Paolo)