Redazione Il Vaticanese

Il Contributo del Cardinale Vicario De Donatis nel Libro di Zichichi “La bellezza del creato”

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cardinale angelo de donatis

Il Cardinale Angelo De Donatis Vicario Generale di Sua Santità per la Città Roma

La ricerca ed il dialogo caratterizzano l’umano, e la nostra epoca ne è fortemente segnata. In questa prospettiva, la richiesta della vivibilità del mondo riesce a fare riemergere l’aspettativa di considerare tutto sotto l’angolazione dell’armonia o, detto altrimenti, di un lavorare comune, pur nelle doverose distinzioni, differenze, ed anche della discontinuità delle realtà create.

Le vie umane della conoscenza e della stessa prassi, pur così molteplici, vanno percorse insieme e deve essere mantenuta la tensione creativa insita. Il Professore Antonino Zichichi, studioso e scienziato, nel suo dialogare con il mondo contemporaneo, da sempre va enunciando, e continua educativamente con questa ultima sua pubblicazione, l’assioma fondante di una alleanza tra Fede e Scienza, alla ricerca,  per una ricerca globale, di una risposta piena alle attese  del progredire umano. E’ questo certo un lavoro di proposta esaltante ed anche impervia, ma che il Professore porta avanti con coerenza, rigorosità di pensiero, libertà, al fine di aiutare la costruzione di un futuro degno di una storia secondo verità.

Papa Francesco dialoga: “La Chiesa e i suoi pastori abbracciano, incoraggiano e promuovono l’autentica scienza” (al Simposio della Specola vaticana, 18 settembre 2015). La ricerca scientifica non può certamente essere esclusa dalla più ampia ed umanizzante ricerca che punta alla verità ultima, al significato ultimo di ogni soggetto. Ampiezza e profondità sono una costante della ricerca della fede cristiana che si qualifica come Rivelazione del Dio Creatore ed, ancor più, del Dio Redentore in Cristo Gesù e nel suo Spirito di amore. Il Prof. Antonino Zichichi in questo libro si rivela ancora scienziato, nel senso che “scopre” una legge del linguaggio della natura stessa, che è la “via pulchritudinis”, la bellezza, e la ripropone in questo ambito di alleanza e proporzionalità armoniosa tra scienza e fede.

Già San Tommaso sviluppava il concetto della “partecipazione dell’essere”; l’ordine esistente del creato rimanda al suo ordinatore; pertanto maggiore sarà la perfezione partecipata da un ente e maggiore sarà la sua bellezza. L’ordine rimanda comunque ad una causa intelligibile. Dio è bellezza. E nel creato la bellezza consiste in una ordinata armonia tra diversi gradi. Dio crea, ma crea con proporzione, con chiarezza, cioè con splendore anzitutto intelligibile. La cultura contemporanea viene a riscoprire la “via pulchritudinis” come via privilegiata per la conoscenza.

Colui che ha fatto tutte le cose, e le ha ordinate, ha impresso in esse la sua immagine e somiglianza di bellezza, ed è ciò che tenta di “fare” l’arte umana che costruisce l’anelito alla perfezione degli uomini e del creato, a loro consegnato. La bellezza, manifestata anche dalla scienza e nella scienza, corroborerà e faciliterà il dialogo tra credenti e non credenti sulle rotte dell’orizzonte dell’immanente e del trascendente.

a cura del cardinale Angelo De Donatis Vicario Generale di Sua Santità per la Città di Roma