Eleonora Cafiero

Tweet Papa: cultura dell’incontro faccia cadere tutti i muri

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28° anniversario della caduta del Muro di Berlino

Si diffonda sempre più una cultura dell’incontro capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo”. Con questo tweet, oggi 28° anniversario della caduta del Muro di Berlino, il Papa è tornato su un tema caro al suo magistero: “costruire ponti dove si alzano muri per paura degli altri”.

Lo ha ripetuto ai giovani a Cracovia l’anno scorso, spiegando che “è l’odio il costruttore dei muri e che basta una stretta di mano per costruire un ponte umano”. Pace e giustizia Francesco le ha implorate in preghiera anche davanti alla statua della Madonna di Fatima nel maggio di quest’anno promettendo alla Vergine: “abbatteremo tutti i muri e supereremo ogni frontiera, uscendo verso tutte le periferie, manifestando la giustizia e la pace di Dio“.

E’ la misericordia cristiana che guida le parole del Papa” commenta Roberto Morozzo Della Rocca docente di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre, e insieme è “realismo politico e sociale”. “Non possiamo pensare” afferma,”che in un mondo globalizzato fatto di flussi, umani, commerciali, demografici possano esistere frontiere o muri che alimentano solo diffidenze, paure e pregiudizi angoscianti”.

Il professore ripercorre i 28 anni dalla caduta del muro di Berlino, sottolineandone gli effetti geopolitici e sociologici. E’ stato il “simbolo più pregnante della Guerra fredda”, della frattura del mondo in due blocchi contrapposti: America e Unione Sovietica. Quando crollò, velocemente e cogliendo molti di sorpresa, tra cui lo stesso cancelliere Helmut Khol,”trasmise un enorme senso di libertà, come se tutto fosse possibile da allora e tutto dovesse andare solo avanti”.

Eppure, sottolinea ancora Morozzo Della Rocca, “l’uomo non ha imparato nulla”: tanto nell’Europa ex sovietica quanto in Occidente, dalla Bulgaria all’Ungheria, dall’Austria al Marocco, da Gaza al Messico, continuano ad apparire frontiere e divisioni per paura degli altri. Ma lungi dall’eliminare le paura i muri le almentano. La “cultura dell’incontro” di cui parla Francesco, osserva il professore è un “valore fondamentale” e il “concetto di Chiesa in uscita si dovrebbe espandere anche alla politica e alla società: “abbiamo bisogno di confronto e apertura altrimenti è la nostra stessa immagine ad esserne deformata”.

Fonte News.va – di Gabriella Ceraso