Russia: delegazione del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani

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«L’ecumenismo dei santi è una bellissima opportunità per il dialogo tra le Chiese»: il cardinale Kurt Koch, in partenza nel primo pomeriggio di mercoledì 26 luglio per San Pietroburgo, ha commentato così l’accoglienza ricevuta nella Federazione russa dalle reliquie di san Nicola, venerate da oltre due milioni e mezzo di fedeli. «È stato — ha detto all’Osservatore Romano — un grande avvenimento ecumenico. Molto importante perché la venerazione delle reliquie può aiutare a coinvolgere i fedeli nell’impegno per il dialogo. Infatti è bello che i capi delle Chiese si incontrino, ma è molto importante che lo faccia anche il popolo dei credenti».

Il presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani guida la delegazione che, nel primo pomeriggio di venerdì 28 luglio, con un volo in partenza da San Pietroburgo, riporterà a Bari la reliquia del santo vescovo di Myra. Con il porporato hanno viaggiato, tra gli altri, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, il rettore della basilica di San Nicola, padre Ciro Capotosto, e una rappresentanza del Patriarcato di Mosca. Ad attenderli in Russia c’era il vescovo Nazarij di Kronstadt, superiore della lavra Aleksandr-Nevskij che accoglie gli ospiti in questi giorni di permanenza nella Federazione russa.

Nicola è uno dei santi più venerati al mondo, riconosciuto dai fedeli di differenti Chiese e confessioni cristiane come difensore dei deboli e dei perseguitati, protettore delle fanciulle, dei marinai, dei bambini. La sostanziale universalità del suo culto, che ha ovunque alimentato ricchissime tradizioni popolari, ne fanno un vero e proprio «ponte tra Oriente e Occidente». Lo sottolinea il domenicano Hyacinthe Destivelle, officiale del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, anche lui nella delegazione partita da Roma. «È molto bello simbolicamente — afferma — che questa traslazione della reliquia sia stata fatta dopo l’incontro di Cuba tra Papa Francesco e il patriarca Cirillo nel 2016, come segno di amicizia, per affidare alla preghiera di san Nicola l’avvicinamento tra le nostre Chiese». È un ponte di dialogo, preghiera e fratellanza. «La straordinaria affluenza di fedeli a Mosca e a San Pietroburgo — spiega Destivelle — non stupisce. San Nicola è molto legato alla storia russa. Un terzo delle chiese è sotto il suo patrocinio e in tutte le abitazioni c’è una sua icona davanti alla quale si chiede protezione per la famiglia». Del resto, spiega il domenicano, «Nicola non è considerato solo il protettore dei marinai, ma colui che viene in soccorso in tutte le decisioni concrete della vita di tutti i giorni. È il santo che indica il buon cammino».

La dimensione ecumenica di questo viaggio, è stata sottolineata anche dall’arcivescovo Cacucci che, commentando le file chilometriche e le attese di ore registrate sia a Mosca sia a San Pietroburgo dal 21 maggio a oggi, ha evidenziato come si sia assistito a un significativo «ecumenismo di popolo»: dimostra, ha detto, che «il popolo di Dio vive l’unità». Del resto, ha aggiunto il presule, lo stesso Patriarca Cirillo, nel discorso pronunciato accogliendo la reliquia, ha tenuto «un intervento aperto all’unità dei cristiani».

Un dialogo intenso che si alimenterà anche nei prossimi giorni. Nella serata di giovedì 27 il cardinale Koch, dopo aver visitato le principali chiese di San Pietroburgo e celebrato la messa nella basilica cattolica di Santa Caterina, incontrerà il metropolita Ilarione di Volokolamsk, presidente del dipartimento delle relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato.

Il giorno successivo ci sarà l’incontro della delegazione con il patriarca Cirillo. Insieme, cattolici e ortodossi, pregheranno con la recita del Moleben presso le reliquie di san Nicola, prima del ritorno in Italia nel pomeriggio.

L’arrivo all’aeroporto di Bari è previsto per le 19. Di lì l’immediato trasferimento alla basilica dove si svolgerà la solenne processione con la recita dei vespri e la deposizione della reliquia nella tomba del santo, alla presenza di un notaio chiamato a redigere l’atto formale che registrerà, per la storia, il “ritorno di san Nicola” a Bari.

Fonte Osservatore Romano

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