Fabio Gallo

È Angelo De Donatis il nuovo vicario del Papa per Roma

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"Chiedo il dono di sapere ascoltare in profondità, sempre". Angelo De Donatis ha sottolineato che il suo servizio sarà quello di "annunciare la misericordia di Dio con la parola e la vita

Papa Francesco con il suo Vicario Don Angelo De Donatis

Papa Francesco con il suo Vicario Don Angelo De Donatis

Papa Francesco ha accolto la rinuncia presentata dal cardinale Agostino Vallini quale Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico mons. Angelo De Donatis, vescovo titolare di Mottola, finora Ausiliare di Roma, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile. Ce ne parla Alessandro Gisotti:

Nel suo saluto al Vicariato, mons. Angelo De Donatis, che inizierà il suo mandato il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni dell’Urbe, ha sottolineato che il suo servizio sarà quello di “annunciare la misericordia di Dio con la parola e la vita” nonché “di custodire e promuovere la comunione ecclesiale”: “la misericordia – ha affermato – è la Pentecoste dei nostri giorni”. “Chiedo – ha proseguito il nuovo vicario per la Diocesi di Roma – il dono di saper ascoltare in profondità sempre”.

63 anni, di origini pugliesi, mons. Angelo De Donatis è nato il 4 gennaio del 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò‑Gallipoli. Alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, il presule ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Morale. Ordinato sacerdote nel 1980, dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma. Tra i suoi incarichi, oltre che in varie parrocchie romane e come insegnante di religione, è stato addetto alla Segreteria Generale del Vicariato, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio.

Dal 1990 al 1996, è stato inoltre direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore Spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore e Assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. E’ stato membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere. Nella Quaresima del 2014, per volere di Papa Francesco, ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali della Curia Romana. E’ stato infine nominato vescovo ausiliare di Roma il 14 settembre del 2015. Fonte News.va

Il Saluto di Mons. Angelo De Donatis al Clero Romano

All’inizio del mio mandato desidero salutarvi con molto affetto. Sento il bisogno di condividere con tutti i fedeli e il presbiterio della nostra diocesi i sentimenti che ho nel cuore. 

Vorrei prima di tutto ringraziare il Cardinale Agostino Vallini. Ho ancora nel cuore l’abbraccio che egli mi ha dato, è un dono che conservo insieme con la benedizione ricevuta dal Papa a cui va il mio grazie per l’accompagnamento paterno ed il nutrimento ricevuto dal suo magistero in questi quattro anni.

Papa Francesco ha detto scherzosamente una volta: solo se si hanno seri problemi psichiatrici si può aspirare a diventare Papa! Ecco… riguardo al diventare Vicario di Roma, vi assicuro che io non ho mai avuto di questi problemi!

Accolgo questa chiamata del Signore e della Chiesa con umiltà profonda e sincera, consapevole dei miei peccati e dei miei limiti, e mi metto nelle sue mani. Solo il suo amore fedele e il suo perdono sempre generoso sono il motivo per cui si può dire di sì e conservare la fiducia, nonostante tutto, nonostante se stessi.

So che mi è chiesto (ancora di più) di essere padre. Chiedo a Dio il dono di esserlo sempre, di esserlo con tutti. Il mio servizio sarà annunciare la misericordia di Dio, con la parola e con la vita. E’ la misericordia la Pentecoste dei nostri giorni, la nuova e perenne effusione dello Spirito Santo! Ritengo di non sapere altro che “Cristo e questi crocifisso”, sacramento della misericordia di Dio per tutti.

Sono chiamato in particolare a custodire e promuovere la comunione ecclesiale. Questa comunione è il frutto più bello della misericordia. Possiamo riscoprirci figli amati da sempre da Dio, fratelli che hanno in comune l’esperienza della debolezza e della grazia. Siamo e saremo sempre dei misericordiàti! E’ questa la sorgente della nostra gioia, della dolce gioia di stare insieme e di evangelizzare!

In questi anni, dal mio punto di osservazione, che è quello di chi ha accompagnato nel cammino tanti fratelli, soprattutto preti, ho avuto la possibilità di contemplare i grandi miracoli di cui è capace la grazia. Il Signore è fedele e agisce! Per questo possiamo non perdere la speranza, possiamo sempre avere fiducia di ritrovarci tra le braccia del Padre, accanto a Cristo, a Maria e a tutti i nostri fratelli.

Guidati dal nostro Vescovo, Papa Francesco, stretti intorno a lui, seguiamo il Signore. Egli ci inviterà ancora una volta a prendere il largo, a farci vicini, amici e solidali con tutti gli abitanti di questa città di Roma.

Un biglietto che recentemente ho ricevuto, esattamente per la Pasqua di quest’anno, mi ricordava che per un vescovo due sono le cose da tenere bene a mente: l’autorevolezza consiste nell’amore, la forza di persuasione nel martirio.

Sono convinto che ci custodirà la preghiera del cardinale Vallini, espressione della sua paternità, come pure quella del Cardinale Camillo Ruini e del Papa emerito Benedetto. Chiedo fin da adesso la preghiera di tutti voi. Chiedo dal cielo la preghiera di intercessione di tutti quei vescovi, preti, consacrate e laici che hanno reso bella la vita della nostra diocesi, in particolare penso a San Giovanni Paolo II ed al Cardinale Ugo Poletti. Chiedo la protezione di Maria Salus Populi Romani, di Maria Madre della Fiducia e della Perseveranza, dei SS.Pietro e Paolo e di san Filippo Neri. 

Lunedì scorso il Papa ci ha detto alla Cei che noi vescovi siamo tutti un po’ bravi e un po’ stupidi! Chiedo fin da adesso perdono per la mia stupidità. Assicuro a tutti la mia preghiera“.

L’arcivescovo De Donatis ha quindi concluso il suo intervento invitando tutti i presenti a recitare insieme a lui una preghiera mariana scritta da don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma ucciso nel 2006 in Turchia.