Redazione Il Vaticanese

Augurio Pasquale agli Amici della Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”

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san-giuseppe-dei-falegnami-alforo-romanoa cura di Mons. Renzo Giuliano/

Dalla Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro romano mi è caro inviare un amichevole e fortemente spirituale augurio per i giorni che tutti vivremo avvolti nella “nube” del Mistero pasquale di Cristo Signore. Un tale augurio raggiunga tutti coloro che lavorano con la Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”, a motivo della fortezza e della tenacia di cui hanno bisogno e che già pongono nel loro impegno di vita. Conosco molto bene le loro convinzioni interiori e l’assiduo lavoro conseguente, ricco di risultati. Mi ispiro alla preghiera della chiesa in questo ultimo e tragico momento che raggiunge la missione di Cristo Gesù, diretto speditamente verso Gerusalemme, luogo della sua personale offerta sacrificale.

Siamo all’inizio della settimana santa e la Liturgia esordisce programmaticamente: “Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio” (Lunedì della settimana santa, Colletta).

Mons. Renzo Giuliano

Mons. Renzo Giuliano Rettore di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano

“Guarda, Dio onnipotente”: è un’invocazione al cuore stesso di Dio perché diriga i suoi occhi sull’umanità; è un’epiclesi – domanda di invio del suo Spirito – perché sia uno sguardo che arrivi nel più profondo dell’anima degli uomini tutti e vi porti la presenza del suo stesso Spirito di amore infinito e sempre nuovo. Con quello sguardo di Dio avremo capacità di guardare la nostra realtà con occhi assolutamente diversi e secondo una globalità di visione. E’ un invito alla Fondazione “Paolo di Tarso” a saper “guardare”  intorno a sé, senza distrazioni e senza parzialità, con l’attenzione di amore di Dio stesso. Là dove si guarda con lo spirito di Dio, ivi vi è libertà ed è una libertà da vivere nella società, nella Chiesa e nella famiglia.

“L’umanità sfinita per la sua debolezza mortale”: è una constatazione di assoluto realismo mondano. Non continuiamo forse a ripeterci che una certa realtà di questo mondo, come soprattutto la larga parte occidentale del mondo, sia arrivata ai suoi ultimi respiri? Noi parliamo dell’umanità di cui facciamo esperienza e, appunto, ci appare sempre più isolata, meno solidale, turbata nella sua sicurezza, indebolita nei valori di un consenso morale comune, preda di relativismo o di fondamentalismo in tanti campi, affossata nella dittatura del potere e del possesso corrotti, preda della violenza irrazionale.

Su tale umanità giunta ad un’ora di agonia, pesante per tutti, lo sguardo di Dio è invocato per un appello di ripresa. La Fondazione “Paolo di Tarso” è ben conscia di questa situazione umana e da anni, con mezzi personali di intelligenza e volontà, si è posta al servizio di una speranza che, per quanto è nelle proprie possibilità, porti qualche frutto di “rianimazione”. Essa si è diretta inizialmente verso il recupero del “bello” artistico del nostro patrimonio cristiano e nazionale, per giungere ai temi della sussistenza degli uomini che, esattamente oggi, necessitano di acqua e di cibo sano, volendo costruire una società ispirata civilmente dalla legalità e dal dialogo. In paesi umani all’estremo delle forze, tentati dall’apatia e dallo scoraggiamento, una vigorosa forza di giovani che riaprono speranze  è pienamente desiderata ed ad essa dovremo dare tempo e spazio di azione. La Fondazione “Paolo di Tarso” ha a cuore questa prospettiva di futuro giovane.

“Riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio”: è una testimonianza che ha già avuto effetto di vita risorta nell’umanità che l’ha accolta nella storia. Il Mistero pasquale di morte e di risurrezione di Cristo, unico, ha ridato la possibilità fondamentale, cioè superare e vincere la morte stessa. E non solamente la morte fisica, ma, di conseguenza ad essa, quella culturale, morale, relazionale. E’ una possibilità di vita data anche oggi. Scrive un sociologo della religione: “La religione oggi è più importante. Fanno eccezione i Paesi dell’Occidente ed una ristretta intellighenzia cosmopolita che si adegua ad una visione secolarizzata, ma per il resto è tutto un fermento” (Peter L. Berger). Mi pare piena di prospettive questa visione aperta che sfugge a quella parte di morte o di assoluto predominio dei desideri individuali, egoistici che vorrebbero imperare.

La Fondazione “Paolo di Tarso”, ispirandosi con maturità al vaglio evangelico cristiano della realtà, cammina su tale sentiero di collaborazione responsabile della Fede ed auguro di mantenersi fedele alla fortezza pasquale che, con Cristo, proprio pagando di persona, irriga di acque e fermenti positivi la sfinita e debole umanità che ci è davanti allo sguardo.

Unito al vostro lavoro, e ringraziandovi per esso, una buona e santa Pasqua 2017 a voi: Cristo, nostra speranza, è veramente risorto.

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