Redazione Il Vaticanese

Giovedì Santo

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a cura di S.E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani/

Oggi Gesù ha inventato l’Eucarestia. Ne aveva parlato altre volte ma nessuno pensava che si trattasse di questo “io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Era chiaro che volesse dire di essere importante come il pane ma non che diventasse pane per farsi mangiare. Proprio quello che è avvenuto.
Il pane è diventato Gesù e Gesù è diventato pane. In questo modo ha raggiunto due scopi: è rimasto con noi personalmente “questo è il mio corpo” e si è messo in condizione di farsi mangiare, la maniera più forte per identificarsi con noi. Soltanto nella mamma che allatta il bambino si ha qualcosa di simile.
Gesù è presente personalmente nell’Eucarestia. Lo stesso Gesù in tutte le fasi della sua vita mortale che si sono eterizzati nella sua glorificazione, quindi nell’Eucarestia c’è Gesù bambino, Gesù che predica, Gesù sofferente, Gesù morto in Croce, Gesù risorto e che siede alla destra del Padre. Questa è la ragione per cui in tutte le feste si celebra l’Eucarestia. E’ decisamente il dono più grande che Dio ha fatto all’umanità: rimanere sempre con noi. “Avete l’Eucarestia, avete tutto”.
Oggi è anche il giorno dell’Istituzione del Sacerdozio e della consegna del comandamento dell’amore. Stasera in tutte le chiese del mondo si fa “in sua memoria” l’ultima cena, anticipo di quanto avverrà domani sul Calvario.

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