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a cura di S.E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani/

Ecco tutto quello che Gesù ha fatto: si è incarnato nel seno di Maria, è nato povero a Betlemme, è vissuto trent’anni a Nazareth, ha predicato e faticato per tre anni; ha sofferto la Passione, è morto in Croce, è risuscitato dai morti ed è asceso al cielo unicamente per donarci lo Spirito Santo.
Ma cos’è, chi è lo Spirito Santo?.

Lo Spirito Santo è Dio, anzi, per meglio dire, appartiene alla famiglia di Dio che è la famiglia divina di Gesù. Questa famiglia è fatta di tre persone: un Padre, un Figlio, e lo Spirito Santo giustappunto. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono, come si penserebbe, un Io, un Tu ed un Egli , ma un Io, un Tu ed un Noi.
Quest’ultimo è il Noi che lega il Padre al Figlio: l’Amore. L’immagine è semplice: ricordi come è nato il rapporto con tua moglie o tuo marito? La conoscenza diventò amicizia, e l’amicizia crebbe fino a non considerarvi più come due persone separate, ma come una cosa sola; ad un certo momento non dicevi più “io e lei” oppure “io e lui”, ma “noi”. Non dicevi più “il mio ed il suo” bensì “il nostro”. Addirittura gli altri per indicare uno dei due dicevano “voi”.
Era nato l’amore. Eravate diventati “Noi” pur rimanendo un “Io” ed un “Tu”.
Il Padre ed il Figlio sono sempre stati “Noi”. Ecco chi è lo Spirito Santo: l’amore che lega il Padre al Figlio, da sempre e per sempre. Per questo l’amore è eterno, infinito: perché il primo Noi nella storia della Salvezza fu quello di Dio.

Cinquanta giorni dopo la sua Resurrezione, Gesù insieme con il Padre, aprì le porte della Casa Celeste e ci invitò ad entrare, a divenire cioè parte della loro Famiglia; a sentirci figli di Dio.
Il Padre ed il Figlio hanno lasciato che il loro “Noi”, ovvero la loro Vita, il loro Amore, discendesse sul mondo. Avvenne una nuova creazione, fu data l’anima all’umanità. La potenza stessa di Dio è entrata nel mondo. E dove si è posata?. Di certo non è rimasta sospesa in aria, ne si è chiusa in una istituzione, ma ha trovato dimora presso il cuore di quanti credono. Per fare cosa? Per trasformare il mondo col Vangelo. E questo attraverso un processo ben preciso: convertire il cuore di ogni uomo, e dal cuore plasmare la persona tutta, orientando ogni sua scelta; e per mezzo delle scelte di ciascun individuo, sanare le scelte collettive. E’ così che si opera il cambiamento sociale, poiché la società è destinata a diventare cristiana. Di questo progetto il Padre è l’autore, il Figlio il modello, e lo Spirito Santo il realizzatore.

Questa avventura comincia nel cuore dell’uomo, dove lo Spirito Santo è presente ed agisce con delicatezza divina: non spinge, non esplode, ma anima; non urla ma suggerisce affinché sia la volontà della creatura ad unirsi alla volontà del Creatore, e partendo da questo rinnovato “Noi” operare la trasformazione del mondo.
Niente può fare l’uomo senza l’opera dello Spirito Santo; e lo Spirito Santo nulla vuole fare senza l’umana partecipazione. Per questo Serafino di Sarov diceva che la santità consiste nel chiedere costantemente lo Spirito Santo, e ottenerlo.

Vi partecipo un’immagine. Lo Spirito Santo è come quel qualcosa che è nella Nona sinfonia di Beethoven, o nella Marcia trionfale dell’Aida: capaci di coinvolgere, trascinare, esaltare. Il mondo senza lo Spirito è come la banda del paese. Sentirla suonare da piacere, carezza l’udito, ma non anima nessuno.

Vieni, o Santo Spirito! Abbiamo bisogno di Te.
Il nostro mondo senza una vita spirituale può solo sopravvivere.
Scendi su di noi, e donaci il coraggio di accoglierti.

Buona Domenica

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