Redazione Il Vaticanese

Dove Guardare

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a cura di S.E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani/

Il cristiano in quale direzione deve guardare? La terra o il Cielo?.
Karl Marx aveva detto che la religione è l’oppio dei popoli, perché facendo pensare al Cielo lascia che sulla terra imperi l’ingiustizia. Chi guarda invece soltanto alla terra è qualificato come materialista. Allora dove guardare? L’equilibrio è difficile da trovare. E’ necessario calcolare la “buona lunghezza d’onda” per la nostra vita, cristiana e spirituale. Le cose del Cielo ci attraggono proprio come ci risucchiano le cose della terra. Corriamo il rischio di rinviare il problema, ma la Festa di oggi ci da la risposta.

Gesù sale alla destra del Padre: un asse verticale.
I discepoli sono mandati a predicare fino ai confini della terra: un asse orizzontale. Dopo la Pasqua di Gesù in un sol colpo si allarga lo spazio, e dalla Galilea è investita la totalità dell’universo: il Cielo e la terra. Il movimento orizzontale di espansione è un movimento unificatore, supera cioè tutte le divisioni tra gli uomini per portare l’eredità di Israele a “tutta la creazione”. Eccoci così alla dimensione verticale, Gesù che sale “portando con se schiava ogni schiavitù”. Praticamente Gesù sale perché è disceso a liberare ogni uomo dalla schiavitù. Ecco la risposta al nostro problema, ecco trovato l’equilibrio: lo stile di vita del cristiano è quello di lavorare indefessamente per evangelizzare la terra, tenendo il cuore rivolto al Cielo.

Evangelizzare la terra è un grande impegno, vuol dire cambiare la terra attraverso il Vangelo.
Questa è la vera ambizione del cristiano: non accontentarsi di dare una verniciatina cristiana alla realtà ma cambiarla radicalmente riportandola alla forma originaria, così come è uscita dalle mani di Dio. E’ un duro lavoro che nasconde gravi rischi, il primo fra tutti è quello di sporcarsi le mani con le cose della terra lasciandoci trasformare dallo spirito del mondo. Quanti cristiani sono andati per convertire, e sono restati convertiti dal mondo!. Quanti, anche religiosi (preti e vescovi), sono partiti col Vangelo e sono tornati pieni di mondo!.

Con il cuore rivolto al Cielo.
Il Cristiano è come l’aereo, che non è sospeso in aria perché è sostenuto dal basso ma perché è risucchiato dall’alto. Quando scoprii questo non ebbi più timore a volare, perché l’attrazione dall’alto è più forte della gravità che trascina verso terra. Il cristiano è risucchiato verso l’Alto, e dall’Alto riceve la forza per trasformare questa terra ad immagine e somiglianza del Cielo, realizzando quello che domandiamo a Dio in preghiera: “sia fatta la tua Volontà, come in cielo così in terra”.

Anche noi come gli apostoli orientiamo lo sguardo al Cielo per vedere dove è andato Gesù e dove ci attende, ma gli angeli svegliano anche noi da questa estasi e ci dicono: “Avete visto, Lui è salito al cielo ma quando tornerà vuole trovare le cose cambiate. Lui ha cominciato l’opera del Padre, ora tocca a voi continuarla cambiando il mondo; ed il Vangelo è l’unico strumento per cambiare le cose del mondo”.

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