Viviana Normando

Concerto per i poveri e con i poveri il 14 maggio 2015

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La sinfonia più bella del pentagramma della vita è la Carità. Si è svolta nella Sala Stampa della Santa Sede la presentazione del Concerto organizzato per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco, previsto per il 14 maggio 2015, alle ore 18, nell’Aula Paolo VI in occasione della Solennità dell’Ascensione del Signore. E’ intervenuto mons. Diego Ravelli, Capo Ufficio dell’Elemosineria Apostolica, che così si espresso: “Il motivo del concerto e dell’intervento è quello della Carità che trova connubio nella musica. Il pentagramma della vita ha la nota più bella proprio nella Carità e nell’amore. E’ ciò che accade nell’Ascensione, nella Pentecoste, in cui tutti comprendono le stesse cose nell’amore. Il linguaggio dell’amore, l’uomo che dà amore e riceve amore, è come la musica, in un amore che sa raggiungere le corde dell’uomo stesso, che emoziona, sa dare vita all’animo ove ha carenza, entra nel cuore e trasforma. Come nella parabola della samaritana. Quando la musica si fa prossima, soffre nelle mani e nello spirito, tocca la vita e la guarisce. Questo è il motivo per cui la Pontificia Elemosineria Apostolica, guidata da don Konrad Krajewski, promuove l’iniziativa. Un concerto con i poveri e per i poveri. Dove c’è la povertà bisogna seminare speranza, che vuole essere un seme, non sarà un albero con tanti frutti ma un seme. Un concerto con i poveri nell’Aula Paolo VI indica che i primi posti vengono dati a loro, almeno l’intero settore davanti a tutti, alla Santa Sede, alla Curia romana, ai fruitori del concerto. Gli ospiti d’onore sono i poveri, in loro c’è Gesù e quando Gesù è sofferente Gesù è in mezzo in noi. Una grande collaborazione, come avviene giornalmente, è stata instaurata con le associazioni di volontariato. I poveri vestono tutti i giorni la tunica di Cristo, nel silenzio quotidiano, tessono con la loro opera. Non si porteranno i poveri in vetrina ma la loro ricchezza sì poichè tutti giorni vestono come Cristo. D’altronde chi di noi non è povero dentro alzi la mano. Sostenere le opere di Carità di Papa Francesco significa destinare ai poveri tutte le offerte che verranno donate. L’Elemosineria esercita a nome e per conto del Santo Padre tale gesto di offerta e dono che non vuole far clamore. Questa è la carità più bella. E’ il Papa che insieme alle realtà entra in una solidarietà più ampia, che investe corpo e spirito. Un aiuto è esiguo. Ne sono arrivati tantissimi nel 2014 ma nelle telefonate, qualunque sia stato il contributo, c’è un senso grande di ringraziamento perchè il Papa è accanto a noi. Un piccolo gesto che si fa concreto e subito. Abbiamo il progetto e il compito di far sentire la carezza del Papa. Seguiamo madri nubili, anziani, si aiuta con generi alimentari. Anche fuori Italia aiutiamo con iniziative carattere caritatevoli, ad esempio le comunità claustrali femminili. Quantificando tuttavia nel 2014 abbiamo dato più di un milione e 500 mila euro. Solo nel mese di marzo 285.200 euro, cifra che nel mese di aprile abbiamo superato”.

 

La Croce di Cristo che si affaccia sul mondo, vista dai tetti della Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma - tratta da archivio di DigITALIABANK - Fondazione "Paolo di Tarso" - Il Vaticanese.it

Con l’occasione è stato anche ricordato che cifre consistenti sono entrate dalle lotterie organizzate dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ed i cui proventi sono stati tutti destinati all’Elemosineria Pontificia, tanto per l’acquisto dei biglietti della lotteria di dicembre 2014 e di gennaio 2015 quanto per l’attuale lotteria in corso ove è possibile acquistare i biglietti nelle vicinanze della Città del Vaticano o all’interno nelle sedi preposte entro il 30 giugno 2015.

Costante la promozione delle iniziative per i poveri

La lotteria di Natale è stata già particolarmente promossa anche dalla redazione de Il Vaticanese.it, www.ilvaticanese.it, della Fondazione “Paolo di Tarso”, nello spazio e cammino “Insieme a Francesco”, con il Gruppo Editoriale di rete ComunicareITALIA, www.gruppocomunicareitalia.it di cui la Fondazione è proprietaria.

La collaborazione tra la Fondazione “Paolo di Tarso”, www.paoloditarso.it, e il coro della Diocesi di Roma per il tramite del Direttore mons. Marco Frisina non è nuova alle iniziative che pongono solidarietà e bellezza dell’arte e della musica al centro per i più deboli e per tutti, in particolare in passato attraverso anche le associazioni culturali e le Istituzioni che costituiscono la Fondazione “Paolo di Tarso”, “A.r.p.a.” e la Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma – Chiesa di Stato, per i grandi eventi del Giubileo del 2000, guidati da mons. Renzo Giuliano, ideati e diretti artisticamente dal dott. Fabio Gallo.

“Il Pastor Bonus – ha proseguito mons. Ravelli – con Papa Francesco è l’aspetto più nuovo, in una esigenza che si è sentita ancora di più. L’Istituzione dell’Elemosineria Pontificia è la più antica della Curia. Quando nel 2013 Francesco ha chiesto a don Konrad di andare incontro ai poveri, di andarli a cercare al di là delle mura stesse, nel desiderio di essere vicino agli ultimi, chiedere a loro di pregare per lui. Si è mosso l’Elemosiniere Pontificio, la “lunga mano” del Papa, per realtà di particolare abbandono. Noi non dobbiamo dipendere da nessun altro organismo, le entrate da raccolte e organizzate provengono dalle offerte che vengono al Santo Padre. E tutti i giorni vediamo arrivare nei nostri uffici lettere con la lettera ‘F’, iniziale di Francesco, anche con le offerte che gli vengono date durante le udienze o in altre occasioni e che Lui destina tutte ai poveri. La maggior entrata, comunque, resta per la facoltà che è stata data da Papa Leone XIII, dall’acquisto da parte di tutti, negli Uffici dell’Elemosineria Apostolica, delle pergamene con l’Apostolica benedizione del Santo Padre in occasione degli eventi, in particolare del cammino cristiano, di ciascuno di noi. Sono segni, come questo concerto, che come bicchiere d’acqua fresco viene dato e sarà solo un bicchiere ma lo si starà offrendo a Gesù stesso. Il concerto sarà solo una nota musicale preziosa nella sinfonia della Chiesa e del mondo. Siamo tutti uguali. Quando ha incontrato Francesco ci ha raccomandato di far giungere una piccola carezza, solo una carezza, ma una carezza”.

Mons. Ravelli e Mons. Frisina - Il Vaticanese.itLa musica come un bicchiere d’acqua

Mons. Marco Frisina Direttore del Coro della Diocesi di Roma è intervenuto in continuità con mons. Ravelli. “Il giorno dell’Ascensione – ha detto il Maestro Frisina – è il giorno giusto per celebrare anche il trentennale del coro della Diocesi di Roma che si doveva esibire in un concerto che potesse rappresentare un modo giusto per incontrare tutti e i poveri, che fosse un’occasione di evangelizzazione. L’Ascensione è un giorno speciale, è un momento in cui cantare la propria fede. Il repertorio che ho scelto è sul 750esimo anniversario di Dante, che cerca il senso della propria vita nell’amore con la ‘a’ maiuscola ed è ciò che fa ogni uomo. Sono previsti momenti di facile ascolto, con arie di 5 minuti, dalla ‘selva oscura’ in cui Dante cerca il senso della propria vita, fino all’uomo che non capisce l’amore vero. Il pensiero è andato a tutti i giovani che non riescono ad organizzare la vocazione all’Amore, poi ci sarà Ulisse che crede di farcela e naufraga dove la superbia voleva spingerlo. Poi c’è la speranza. Si racconta in musica la nostalgia della famiglia, dove tutti sono perdonati, quindi, canti pasquali, dove canterà tutta l’assemblea, dove 7000 – tale la capienza dell’Aula Paolo VI – possano cantare la musica di Mosè e sarà bello poterlo cantare con rifugiati, famiglie, sofferenti, giovani. Credo che la musica sia un segno di speranza, un bicchiere di acqua fresca, è come un atto d’amore, per condividere qualcosa di buono e di bello. Gli uomini non cantano più. La misericordia può servire di più se si parlasse di più di arte e di musica, che aiutano gli uomini a vivere”.

Padre Ciro Benedettini, Vice Direttore della Sala Stampa, che ha moderato la conferenza stampa ha sottolineato come sia bello e concreto condividere il sogno di Marco Frisina e non solo.

Quindi è intervenuto il Sindaco di Salerno, dott. Vincenzo Napoli: “Ringrazio i nostri ospiti e gli illustri relatori che ho molto apprezzato come mons. Ravelli che ha spiegato l’organizzazione della struttura etica culturale economica per i poveri e con i poveri e in questo caso destinataria dell’evento cui partecipiamo. Noi vogliamo porre, anche con un contributo dal nostro bilancio comunale, un piccolo tassello, quel piccolo seme di speranza, per offrire, ad esempio, le nostre capacità professionali, le competenze della nostra città, per il tramite del Maestro Daniel Oren, ricco di esperienza e di umanità.

Il Direttore della Comunità di Sant'Egidio, Mons. Frisina e Mons. RavelliLe realtà impegnate nel progetto

Hanno presenziato e spiegato il loro contributo i rappresentanti delle Associazioni di Carità e di volontariato che collaborano alla realizzazione dell’evento: Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore del Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta; il dott. Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo di San Pietro e Delegato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta; P. Camillo Ripamonti, SJ, Direttore del Centro Astalli; Filippo Sbrana, Comunità di Sant’Egidio.

Tra gli interventi di tali rappresentanti si è evidenziato come spesso si incontrino durante gli atti e le distribuzioni per i poveri, ad esempio il responsabile dell’Ordine di Malta, che ha come testimonianza di fede la dedizione ai più poveri, e don Konrad Krajewski, nella Stazione Tiburtina e nella Stazione Termini e come poi restino a pregare insieme.

Il Circolo di S. Pietro ha evidenziato, per il tramite del dott. Torlonia, come si cerchi e si riesca a stare vicino ai nuovi poveri, ad esempio ai separati o alle famiglie con i propri bambini ricoverati a lunga degenza presso il Bambin Gesù oppure con varie mense e guardaroba. Poi Padre Ripamonti per il Centro Astalli, il centro dei rifugiati, ha specificato “come dedicati ai rifugiati vi siano quattro centri che raggiungono solo a Roma 21.000 persone e 34.000 persone su territorio nazionale. Incredibile quanto Roma, come ha evidenziato, più volte Padre Benedettini, riesca ad essere una città così generosa, in un’Italia solidale che pone la vita sempre al primo posto. I rifugiati – lo ha ricordato Padre Ripamonti del Centro Astalli – fuggono dalla persecuzione che ha tolto loro i diritti più elementari ed ogni dignità e anche in questo senso il concerto del 14 maggio 2015 aiuta a restituire centralità alle persone, con le proprie vite e storie. Nelle orecchie di molti rifugiati risuonano ancora le urla delle persone amate torturate o la morte nel silenzio in mare”. Il Dott. Sbrana direttore della Comunità di Sant’Egidio ha espresso la sua gratitudine per la bella occasione di mettere al centro i poveri con la musica. Un invito ed un’occasione che sono stati accolti con gioia. “Al concerto – ha detto Filippo Sbrana – noi portiamo famiglie povere, le testate d’angolo degli edifici di una società che tentiamo di coadiuvare e di ricostruire fin dal 1968 con l’attenzione alle questioni materiali e realizzando una rete per chi necessita anche con una cartina di orientamento a Roma che spiega dove mangiare, dormire e lavarsi”.

Come ci si prenota al Concerto: sul sito del Coro della Diocesi di Roma

Probabilmente la metà dei presenti al Concerto saranno i poveri, veri protagonisti e benefattori dell’iniziativa. Si segnala per coloro che volessero accedere come uditori che i biglietti si prenotano gratuitamente sul sito del coro della Diocesi di Roma, www.corodiocesidiroma.com, entro le ore 12.00 del 14 maggio. Per le modalità di offerta: sui posti di ogni ospite ci sarà una busta, ove ogni obolo viene interamente devoluto, in maniera diretta, all’Elemosineria Pontificia e dedicata alle Opere di Carità del Santo Padre.

Viviana Normando

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