Roma: Barconi e Barcaccia dicono all’Italia “stai attenta!”

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La Barcaccia – Piazza di Spagna – Roma

A cura della Redazione de ILVATICANESE.IT/

Non possiamo certo pretendere che un poliziotto padre di figli venga sacrificato per difendere “una pietra”, seppur di valore eterno, da un’orda di delinquenti che l’Olanda accetta di far diventare suo simbolo nel mondo. La vita, a questo punto, è più importante di ogni cosa. Certo, ciò che fa riflettere è l’attacco a Roma, se pur ad una fontana a da parte di un gruppo di scemi olandesi che vanno ad alcolici. Roma, in ogni caso, li ha subiti per un giorno mentre l’Olanda, che evidentemente se li merita, li terrà per sempre.

LA POLIZIA E’ STATA EQUILIBRATA IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE
Di certo tre o quattrocento ubriaconi non fanno specie alla Polizia italiana o ai Romanisti. Inoltre, appare chiaro che questi ubriaconi olandesi devono la loro vita alla Polizia. Se li avessero intercettati gli Ultrà di Roma nessuno di loro sarebbe ritornato sano a casa e, soprattutto, non avrebbero avuto a vita un bel ricordo dei tifosi e della Città Eterna. In ogni caso stiamo parlando di Sport, deviato dai tempi che viviamo, ma sempre Sport.

Ma il problema è che la storia della Barcaccia di Piazza di Spagna evoca è altro: l’incapacità della Politica Italiana di governare la crisi nella quale l’Italia e parte dell’Occidente è travolta. Oggi gli italiani stanno pagando il buonismo politico, il falso amore per il prossimo e la falsa carità che hanno preso il posto delle capacità che la politica, invece, avrebbe dovuto sviluppare per conquistare la sua autonomia tra le Nazioni, fermo rimanendo i guai combinati nella storia che ipotecano ancora per centinaia di anni la vita di chi verrà.

LA POLITICA ITALIANA HA PERSO
Detto ciò, a perdere in questa vicenda dove la Polizia ha dimostrato di avere giudizio, è il sistema Italia e in modo particolare la Politica. Essa non poteva certo aprire il fuoco contro una massa di delinquenti ubriaconi armati di lattine e bottiglie di birra! La politica, piuttosto, per come ha gestito e sta gestendo la questione, ha dimostrato e dimostra di essere ancora una volta vuota, ignorante, impreparata e ancor più, incapace di comprendere ciò che accade. Questo, il punto più grave. Gli accadimenti di Piazza di Spagna hanno fatto comprendere agli italiani che non sono protetti e che questo è un problema serio. Al punto tale da sollecitare i Servizi Segreti ad uscire allo scoperto (finalmente, ndr.), come accaduto in queste ore in Calabria ove si parla di “Mediterraneo”. Se centinaia di matti arrivano in Piazza di Spagna e si permettono di fare ciò che hanno fatto, tutto ciò che ha consentito loro di arrivare a fare ciò che hanno fatto, non funziona. E sono anche ripartiti indisturbati.
Con i fatti di Roma tutti hanno pensato la stessa cosa: quando a scendere in piazza dovessero essere invece che 400 ubriaconiterroristi armati fino ai denti e spietati, cosa accadrà? Tutti conoscono già la risposta e questo è il motivo per cui la coscienza politica dovrebbe maturare una svolta epocale. E a farlo dovrebbero essere anche i Cittadini e quando si dice “Cittadini” si vuole indicare tutti: lavoratori, famiglie, Forze dell’Ordine, Esercito, Magistratura, Servizi Segreti, etc. La responsabilità è anche di tutti noi.
In Italia i soldi si buttano e si sprecano, vedi miliardi dell’Europa non spesi per colpa dell’incapacità della politica calabrese. Potrebbero servire, a questo punto, per essere dirottati sulla Sicurezza Nazionale e su una sana e diffusa cultura dell’Intelligence che la politica sta inaridendo (buona idea per non essere presi con le mani nel sacco, ndr), come ha dichiarato il Generale Mario Mori fondatore dei ROS e già Direttore del Servizio Segreto Interno.

POLITICA SERIA SEPOLTA DALL’IGNORANZA
Ignoranti, incapaci di analisi razionali, di allargare il loro pensiero alla geopolitica, all’economia reale, la politica italiana preferisce da un decennio la cipria e i salotti televisivi con i palinsesti delle televisioni di Stato che sprecano migliaia di ore su programmi inutili e devastanti a livello culturale. E’ proprio la RAI insieme alle TV digitali servizievoli le cui linee editoriali sono rese schiave del contributo economico, fanno bella coppia con questa politica inesistente, sostenendola con migliaia di ore dei suoi palinsesti che i Cittadini sono costretti a pagare con l’imposta di una tassa assurda.

BARCONI E BARCACCE PARODIA DI SUPERFICIALITA’ E INCOMPETENZA
Fricchettona, incipriata e pronta ad essere ripresa da telefonini e telecamere, la politica italiana è stata colta ancora una volta a sorpresa e per uno strano paradosso, come un monito provvidenziale, barconi e barcaccia sono stati assimilati all’inesistenza di un sistema di difesa dell’Italia. E la “barcaccia”, simbolo dell’Arte, dell’Accoglienza e della Convivialità italiana, grida agli italiani e a tutto l’Occidente: FATE ATTENZIONE!

MARCO MINNITI: E’ GUERRA TRA CIVILTA’ E TERRORISMO
Un segno grave che mostra quanto l’Italia nella sua storia ha dovuto versare sangue non solo ingiustamente ma inutilmente. Nessun politico ha pietà del sangue dei propri avi. Questa sembra essere la realtà. In Italia, in questo momento, nessuno è più al sicuro. Se l’ISIS dovesse decidere di attaccare l’Italia, con questa politica, capitolerebbe in un giorno. Inoltre, l’unica ad avere le Armi, quelle serie, è la mafia. Proprio oggi il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho a margine dell’incontro organizzato all’Università “Mediterranea” dai servizi segreti, ha affermato che il Terrorismo potrebbe avere appoggio logistico dalla mafia. Non vorremmo che la politica mettesse in condizioni i poveri italiani e le comunità in essa presenti da secoli, di dover supplicare la mafia di non accettare patti con l’SIS. Timore rafforzato dalle parole di Marco Minniti che nel corso del suo intervento ha affermato: “il conflitto con l’Isis è un conflitto tra democrazia e terrorismo. Non è un conflitto di religione, di civiltà”. Per questo la Politica deve tornare ad essere cosa seria e dare spazio a gente seria. Ma bisogna togliere dalla bocca del gatto la sua stessa cosa.

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