“Ciò che non si vede è più importante di ciò che si vede”.

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È la concretezza dell’amore verso gli altri a far comprendere l’aspetto “divino” della Chiesa come corpo di Cristo. Per questo i cristiani non devono mai “essere motivo di scandalo”. Lo ha ribadito Papa Francesco all’udienza generale in Piazza San Pietro, dedicata al rapporto tra realtà “visibile” e realtà “spirituale” che convivono nella natura della Chiesa. Il Papa ha poi pregato per gli studenti rapiti a fine settembre nello Stato Messicano di Guerrero.

Ciò che non si vede è più importante di ciò che si vede”. Nella Chiesa è così: la sua invisibile natura divina – l’essere corpo di Cristo – è più importante della sua natura tangibile, le parrocchie, le comunità, clero, laici, religiosi. I quali hanno tutti la responsabilità di mostrare pubblicamente quel bene che la fede ha generato nel nascondimento del loro cuore. Agli oltre 30 mila che lo ascoltano in Piazza San Pietro, Papa Francesco spiega quella che sembrerebbe un’ovvietà per un cristiano – il sapersi parte di un corpo divino – eppure troppe volte smentita da comportamenti che di cristiano hanno nulla. C’è un chiaro metro, dice il Papa, per capire in che modo natura spirituale e natura visibile si leghino ed è Gesù, nella cui Persona entrambe le nature si uniscono “in modo mirabile e indissolubile”:

“Come in Cristo la natura umana asseconda pienamente quella divina e si pone al suo servizio, in funzione del compimento della salvezza, così avviene, nella Chiesa, per la sua realtà visibile, nei confronti di quella spirituale. Anche la Chiesa, quindi, è un mistero, nel quale ciò che non si vede è più importante di ciò che si vede, e può essere riconosciuto solo con gli occhi della fede”.

Con gli occhi del corpo si possono sempre riconoscere le “meraviglie” che, afferma Papa Francesco, tramite i cristiani “Cristo riesce ad operare nel cuore e nella vita di ogni persona”. Ma anche qui, nota, bisogna fare i conti con una dimensione che sfugge al “controllo”, impossibile da quantificare:

“Anche la realtà visibile della Chiesa non è misurabile, non è conoscibile in tutta la sua pienezza: come si fa a conoscere tutto il bene che viene fatto? Tante opere di amore, tante fedeltà nelle famiglie, tanto lavoro per educare i figli, per trasmettere la fede, tanta sofferenza nei malati che offrono le loro sofferenze al Signore… Ma questo non si può misurare ed è tanto grande!”.

Il bene che la Chiesa compie attraverso i suoi membri – ovvero, ribadisce Papa Francesco, “tutti i battezzati” – deve essere dunque immagine visibile dell’amore invisibile di Dio per l’umanità, in modo analogo a “come Cristo – sottolinea il Papa – si è servito della sua umanità, perché era uomo”, per “annunciare e realizzare il disegno divino di redenzione e di salvezza, perché era Dio”:

“Attraverso la sua realtà visibile, di tutto quello che si vede, i sacramenti e la testimonianza di tutti noi cristiani, la Chiesa è chiamata ogni giorno a farsi vicina ad ogni uomo, a cominciare da chi è povero, da chi soffre e da chi è emarginato, in modo da continuare a far sentire su tutti lo sguardo compassionevole e misericordioso di Gesù”.

Certo, conclude Papa Francesco, dall’essere testimoni della luce a diventare motivo di scandalo talvolta è questione di poco. Gente di Chiesa che ama sparlare degli altri è un tipico esempio negativo che può indurre qualcuno a dire “mi faccio ateo”, osserva il Papa con un punta di ironia dolente:

“Chiediamo il dono della fede, perché possiamo comprendere come, nonostante la nostra pochezza e la nostra povertà, il Signore ci ha reso davvero strumento di grazia e segno visibile del suo amore per tutta l’umanità. Possiamo diventare motivo di scandalo, sì. Ma possiamo anche diventare motivo di testimonianza, dicendo con la nostra vita quello che Gesù vuole da noi”.

Commosso il momento dedicato da Papa Francesco al ricordo dei 43 studenti dello Stato di Guerrero in Messico, rapiti un mese fa e per i quali si teme fortemente per la loro sorte, vittime di una brutta storia di violenza e complicità tra autorità locali e bande di narcotrafficanti:

“Quisiera hoy elevar una oración y traer…

Vorrei oggi elevare una preghiera e avvicinare al nostro cuore il popolo messicano, che soffre per la scomparsa dei suoi studenti e per tanti problemi simili. Che il nostro cuore di fratelli stia loro vicino, pregando in questo momento”.

Fonte: www.radiovaticana.it

 

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