Fabio Gallo

In Rete: guerra e pace. Israele new entry nel libro degli ingiusti.

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In Rete si muove una guerra diversa, procura assuefazione alla morte, asfissia dell'economia, scetticismo verso le grandi verità e danno enorme all'economia. Ma in Italia pochi lo capiscono.

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la Rete: una forma di potere che l’Italia non riesce a gestire

A cura di Fabio Gallo/direttore editoriale/

Quando il Mediterraneo è in fermento la storia ci insegna che si modella anche quella umana e politica ed economica dell’Occidente. Ci chiediamo, appunto, cosa stia accadendo anche in Occidente, non solo in Oriente e quali saranno i mutamenti in un percorso umano che nonostante tutto guarda alla pace. Mutamenti che sino a ieri richiedevano secoli e oggi neanche decenni, che potrebbero vedere coinvolti direttamente noi e i nostri figli. Interrogativi che cercano risposte in un ambiente sempre più globalizzato e condizionato dall’informazione di Rete che sta assumendo un ruolo molto incisivo e un linguaggio che si evolve quotidianamente. La rete ci unisce: per molti è già una ragione di vita, un lavoro, oltre che una semplice passione. Per altri, le multinazionali, la rete significa il potere di manipolare le coscienze e di gestire la conoscenza di tutti coloro i quali alla Rete sono collegati per qualche motivo. In rete il mondo dei “social” offre al “local” l’effetto “global” e così come la vita anche la morte procurata ingiustamente in un angolo della Terra, come una decapitazione, diventa un messaggio oscuro e globale che sembra potere ogni cosa su tutti noi. Cosa sta succedendo? Chi siamo per davvero, da dove veniamo per davvero, dove pensiamo di andare. In tutto questo una cosa è certa: Dio non ha bisogno di noi. Togliere la vita è sbagliato e soprattutto farlo in nome di Dio poiché proprio il Creatore ha pensato a tutto dando ad ognuno di noi un tempo limitato nel quale, penso, stiamo dimostrando quanto siamo ancora distanti dall’averlo compreso.

LA RETE: COMUNICAZIONE, BELLIGERANZA E MOLTO PIU’
La Rete, internet, è strumento di comunicazione ma anche bellico, di una guerra dell’informazione e della controinformazione che è già riuscita a mettere in discussione ogni verità. Non solo, è riuscita in pochi anni a determinare nuove forme di indiscutibile potere e vere e proprie potenze economiche anche solo attraverso la gestione di risorse immateriali e cioè di nulla di tangibile che appartenesse a chi si è arricchito. Nel momento in cui tutti traiamo informazioni di ogni genere dalla rete, è ovvio che chiunque desideri comunicare con tutti noi, nel bene e nel male, sta imparando a utilizzarla.
Mentre l’economia, il lavoro, il sistema produttivo del nostro paese cade a piombo, qual’è la verità? Ma ci si chiede anche quando il buon senso sarà completamente alienato da un flusso di milioni di news che ci renderanno insensibili a tutto, quale sarà la percezione della verità? Ci si chiede inoltre se è giusto o no censurare il volto reale e cruento di quanto ci accade intorno, quando anche in Italia i bambini vengono reclutati dai promotori di terrorismo sin dalla tenera età di 10 anni. In tal senso gli interrogativi continuano: quale forma di consapevolezza sarebbe utile ai giovani perché essi possano non rimanere vittime dell’informazione deviante che un domani potrebbe nuocere anche alla loro stessa vita?

LA RETE, I TAGLIATORI DI TESTE E IL TEATRINO DELLA FARSA EUROPA
L’ironia non è per ogni tempo. I Servizi Segreti italiani hanno dato l’allarme attentati. E’ immaginabile che tra decine di migliaia di immigrati in quello che già è un esodo di dimensioni bibliche, vi siano ex combattenti addestrati e pericolosi per la nostra società giunti in Italia tra tanti disperati. Non abbiamo bisogno di sofisticati analisti per capire che l’esodo dalle zone di guerra ha come sponda l’Italia e in particolar modo il Sud già flagellato di problemi e con il più alto tasso di disoccupazione mai registrato. Ci siamo resi anche conto che l’operazione Mare Nostrum non può più garantire supporti necessari se l’Europa è assolutamente indifferente a quanto di gravissimo sta accadendo. Bene, dall’incontro del Ministro Alfano con  la commissaria Ue agli Affari Interni Cecilia Malmstroem è facile comprendere come quest’ultima ha deciso, volendo dare lezione di lingua inglese al Ministro, di utilizzare il potere dell’informazione in questo delicatissimo momento: offrendo al mondo della stampa un nuovo pretesto per ridere dell’Europa quando correggendo la pronuncia del Ministro Alfano si è proclamata maestrina di lingua inglese. Personalmente non credo che dietro la scelta di mettere in difficoltà un Ministro della Repubblica Italiana (che potrebbe scegliere di non parlare una sola parola d’inglese) vi sia una specifica tattica diplomatica. Penso e credo che vi sia molta, molta indifferenza nei confronti da tante morti ingiuste. Non ultimo credo che l’Italia stia facendo da sola molto più del resto dell’Europa, offrendo il suo approdo umanitario incondizionato. E’ proprio questo clima di mediocrità che fa dell’Europa la notte fonda nella quale terroristi e tagliatori di teste dell’ISIS fanno luce e notizia. Vergognoso! In tanti si chiedono già quale sia la capacità della politica europea di rispondere a questa nuova guerra mondiale in atto, se la preoccupazione dei dirigenti dell’Europa è la pronuncia dell’inglese dei nostri Ministri e del nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Una farsa, quella in atto in Europa, che sta diluendo precocemente la capacità di diverse Nazioni tra cui certamente l’Italia, di tutelare l’economia, l’industria e la stessa autonomia della Politica. Ripensare l’Europa, a questo punto, diventa fondamentale come oggi lo è dare immediate risposte a chi sta uccidendo indiscriminatamente esseri umani, oltre che accoglienza a chi ha perso tutto.

TROPPE NEWS, NESSUNA INFORMAZIONE UTILE. VERITA’ IN CRISI
L’informazione è affetta da una superficialità dilagante divenuta mercato. Migliaia di news quotidiane finiscono per offrire una informazione eccessivamente orizzontalizzata e incapace di approfondimento senza il quale non riusciremo a comprendere questo particolare momento di crisi per venirne a capo. I grandi temi del lavoro trovano poco spazio nell’informazione della TV di Stato divenuta il cimitero delle cose viventi incapace di aiutare l’economia a rialzarsi quando si sa bene che ora abbiamo bisogno di una grande svolta. E’ grazie alla Rete – non alla TV – che abbiamo scoperto, interrogandola a tu per tu, di essere assolutamente impreparati a metabolizzare la realtà fatta anche da guerre, genocidi, stragi di ogni tipo, uccisioni prive di motivo e di significato, taglio di teste, etc. Siamo tutti impotenti perché il pensiero della gente di Pace non passa e rischia di diventare banale. La verità è in crisi come ogni forma di Giustizia.

IN RETE NULLA ACCADE PER CASO
La rete dunque ci offre il vero volto di un mondo in cambiamento che in fondo non mostra nulla di nuovo poiché la violenza, il sopruso, la negazione dei diritti umani sono sempre stati nella storia strumento di cambiamento anche se di cosa e con quale indubbio successo, bisogna vedere. Ma ci offre la possibilità di affrontare i problemi da terroristi della Pace, ricercando con intelligenza momenti di scalpore formativo ove non scorra più una sola goccia di sangue.

LA RETE NON PERDONA NESSUNO, NEANCHE ISRAELE
Intanto nel mondo dell’informazione global oggi c’è una new entry che in verità non avremmo mai voluto vedere in pole position: i nostri fratelli ebrei che sono entrati a far parte del club che la storia riserva a coloro i quali si sono resi protagonisti di crimini di guerra. Lo ha detto la Rete nel corso dei bombardamenti sulla striscia di Gaza. La guerra giusta o no, purtroppo, porta ad eccessi e sono questi a scrivere pagine della storia.

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