Papa Francesco in Piazza San Pietro al mondo dello Sport

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Il Centro Sportivo Italiano in Piazza San Pietro. Oltre 60.000 gli sportivi presenti

a cura di Il Vaticanese/News.va/

Papa Francesco scende nuovamente in Campo, questa volta in Piazza San Pietro con il Centro Sportivo Italiano che ha mosso oltre 60.000 sportivi di ogni disciplina. Anche la scorsa settimana il Papa è stato “Capitan Francesco” entrando per la prima volta in uno Stadio, l’Olimpico di Roma, gremito dai fedeli di Rinnovamento nello Spirito che ha presentato al Pontefice una squadra allenata a giocare i mondiali con Cristo. Anche Sport e ambienti sportivi, dunque, diventano luoghi in cui oggi cammina l’Apostolo Pietro che porta indossando il candido vestito della Verità e le parole di pace che il mondo attende (vedi http://www.ilvaticanese.it/papa-francesco-speciale-web).

In Piazza San Pietro oltre 60 mila persone, tra cui atleti e dirigenti sportivi, hanno partecipato all’incontro con Papa Francesco, in occasione 70.mo anniversario di fondazione del Centro Sportivo Italiano. Il Santo Padre ha invitato i ragazzi a spendere “la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre”. Ed ha indicato nell’educazione, nello sport e nel lavoro tre strade per arginare vizi come droga ed alcol. I suoi messaggio sono forti e per sempre ed esorta i Giovani a mettersi in gioco nella ricerca del bene, a sentire il gusto della bellezza del gioco di squadra a non dare spazio all’individualismo, a crescere nella fraternità.

Il servizio di Amedeo Lomonaco: E’ una festa dello sport quella che ha riempito di colori e passioni piazza San Pietro e Via della Conciliazione. Papa Francesco, che ha indicato nella scuola, nello sport e nel lavoro tre strade privilegiate per i giovani, si è rivolto ai ragazzi come un capitano prima di una partita:“Da capitano vi sprono a non chiudervi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo. Mi raccomando: che tutti giochino, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come faceva Gesù”.

E sempre da “capitano”, il Santo Padre non ha fatto mancare il proprio incoraggiamento: “Vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia”.

Lo sport rimanga un gioco. L’invito di Papa Francesco ai ragazzi è di “mettersi in gioco, nella vita come nello sport”: “Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un ‘pareggio’ mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre. Non accontentarsi con queste vite tiepide, vite mediocremente pareggiate: no, no! Andare avanti, cercando la vittoria sempre!”.

Attraverso lo sport si impara anche ad accogliere. Dirigenti e allenatori – ha detto il Papa – “siano capaci di tenere aperta la porta per dare a ciascuno, soprattutto ai meno fortunati, un’opportunità per esprimersi”. E rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto:

“E voi, ragazzi, che provate gioia quando vi viene consegnata la maglietta, segno di appartenenza alla vostra squadra, siete chiamati a comportarvi da veri atleti, degni della maglia che portate. Vi auguro di meritarla ogni giorno, attraverso il vostro impegno e anche la vostra fatica”.

Impegno e fatica che permettono di “sentire il gusto, la bellezza del gioco di squadra”: “No all’individualismo! No a fare il gioco per se stessi. Fare gioco di squadra, di equipe. Appartenere a una società sportiva vuol dire respingere ogni forma di egoismo e di isolamento; è l’occasione per incontrare e stare con gli altri, per aiutarsi a vicenda, per gareggiare nella stima reciproca e crescere nella fraternità”.

“Tanti educatori, preti e suore – ha ricordato il Papa – sono partiti anche dallo sport per maturare la loro missione di uomini e di cristiani”: “Io ricordo in particolare una bella figura di sacerdote, padre Lorenzo Massa, che per le strade di Buenos Aires ha raccolto un gruppo di giovani intorno al campo parrocchiale e ha dato vita a quella che poi sarebbe diventata una squadra di calcio importante”.

Lo sport – ha osservato il Pontefice – può diventare uno strumento missionario: “E’ bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, e se non c’è un gruppo sportivo in parrocchia, manca qualcosa… Ma questo gruppo sportivo deve essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana; se non è coerente è meglio che non ci sia”.

Il Papa ha infine chiesto una speciale preghiera: “Vi chiedo di pregare per me, perché anche io devo fare il mio gioco che è il vostro gioco, è il gioco di tutta la Chiesa! Pregate per me perché possa fare questo gioco fino al giorno che il Signore mi chiamerà a sé”.

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