Insieme con lo Spirito Santo: unica corrente di Grazia nelle diversità

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Papa Francesco con Salvatore Martinez Presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo

A cura di Viviana Normando/

Per una Chiesa ed una Comunità più bella. Riportiamo le parole di Salvatore Martinez Presidente Nazionale del Rinnovamento dello Spirito, all’indomani della storica visita del Papa all’Olimpico, ancora innanzi a cinquantaduemila persone, in particolare famiglie e giovani, mentre invoca per tutti l’effusione dello Spirito Santo a partire dalla missione del Movimento, anzi della corrente di grazia.
IL VATICANESE.IT ti ripropone all’interno della pagina “Insieme a Francesco” lo “Speciale Rinnovamento” che racconta la straordinaria esperienza dei Giovani e ripropone tutti i momenti salienti dello storico evento. Vedi http://www.ilvaticanese.it/papa-francesco-speciale-web/

DISCERNIMENTO DELLE PAROLE DI FRANCESCO

QUAL E’ LA MISSIONE

“Missione…adesso per il Rinnovamento dello Spirito e il rinnovo degli organismi Pastorali, molti cambieranno la parola missioni con la parola dimissioni e tutti gli evangelizzatori convocati dallo Spirito cambieranno la parola missione con omissioni. Uscire non in ordine sparso, ma insieme, non scappare e attenzione non si esce neanche dalle finestre, il vento impetuoso, è entrato nelle finestre ma adesso si esce dalla porta principale, si esce con dignità, usciamo da questa convocazione con una dignità mai avuta, mai provata, si sognata attesa quando dicevamo che il momento sarebbe sorto nella Chiesa ma chi avrebbe mai immaginato il giorno di ieri e noi ne siamo testimoni, come la prima generazione convocata in quella piazza di Gerusalemme! Si esce da qui a testa alta.

IL POTERE DELLO SPIRITO SANTO

Si è seguita la dignità dei figli di Dio ai quali è dato il potere, strettamente connesso all’unzione dello Spirito, è il potere dello Spirito. L’unzione è ciò che fa la verità dentro di noi, è un’azione invisibile, è unzione di verità che allontana tutte le menzogne su di noi, è unzione di amore che ci rigenera, è unzione con tutta la reazione interiore dello Spirito. Ma poi c’è la potenza e la potenza è dinamica, è azione, è ministero, la potenza è servizio agli ultimi, la potenza è le opere del regno, questa è la Pentecoste. Vedano e sentano che questa effusione si è realizzata e glorifichi il Padre con queste grandi opere che vedono e che sentono. Qui abbiamo già detto tutto di questo tema. Abbiamo già detto che cos’è questa uscita in missione ma devo dire ancora delle cose importanti, fondamentali perché soprattutto questa mattina voi qui avete compiuto gesti profetici, noi qui abbiamo realizzato piani profetici per il futuro, abbiamo messo piattaforme per il rinnovamento.

IL RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO IN ITALIA

Io ieri ho detto al Santo Padre, e non lo rinnego, ‘Santo Padre si rallegri di ciò che il Rinnovamento dello Spirito ha iniziato a fare in Italia’, noi abbiamo iniziato, adesso altri continuino, adesso altri mettano a disposizione le loro convocazioni, i loro ministeri, i loro uffici, tutta la grazia che è passata in questi anni e che non abbiamo magari saputo condividere, sfruttare e ho detto ancora ‘Santo Padre continueremo a lavorare per l’unità, questo è l’inizio, e Lei si rallegri perché vogliamo fare dell’unità il segno della nostra credibilità ecclesiale’. Questo io gli ho detto. Ma perché questo accada dovranno avvenire prevalentemente delle cose e qui parlerò principalmente ai quarantasette mila del Rinnovamento dello Spirito.

L’UNITA’ OSTEGGIATA DAL MALIGNO

Sentite: l’evangelizzazione e l’unità e la premessa è spesso osteggiata dal Maligno, partiamo da questo piano. Paolo afferma che avrebbe voluto raggiungere Tessalonica, ma Satana lo aveva impedito; tante volte non riusciamo perché Satana lo impedisce. Altre volte ed è sempre Paolo che lo scrive, siamo nella prima lettera, capitolo II ai Tessalonicesi, ci sono anche nemici tra i fratelli, erano i giudei, guardate quanto erano gelosi, non volevano che i pagani venissero evangelizzati, giudei che avevano accolto Gesù, non potevano evangelizzare perché per gelosia qualcuno lo impediva; poi non si riesce ad essere uniti ad evangelizzare se non si è liberi interiormente, carissimi miei, noi non abbiamo ricevuto uno Spirito di paura, paura, non paura ma uno spirito di libertà, lo abbiamo visto ieri. Tanto libero il Papa – adesso vi faccio ridere – il Papa che sottovoce mi ha detto, appena ha visto la sedia con il velluto rosso..’E io mi devo sedere lì? Perché non avevo visto questa poltrona’ e ha detto ‘Adesso che faccio?’, Santo Padre ‘questa abbiamo’ e lui mi ha guardato e mi ha detto ‘se ne poteva trovare un’altra’…questa è libertà…attenzione vi dò una categoria teologica..ma non prendetemi sul serio, la capite subito, si dice in teologia ‘già e non ancora’… Francesco non si accontenta mai del già, ecco perché provoca, vi chiama, perché rimprovera, perchè vuole sempre di più, perché così è dello Spirito, perché lo dice il Battista, Dio dà lo Spirito senza misura attraverso il figlio, senza misura, non c’è misura all’umiltà, non c’è misura all’amore, non c’è misura alla comunione, altrimenti non sta lavorando lo Spirito Santo.

PAPA FRANCESCO COME UN NONNO DI NOI TUTTI

Allora non vi preoccupate quando si prende un rimprovero, vedete Francesco è come un nonno. I nonni hanno due condotte, si dice in italiano, verso i nipoti si squagliano, come io al sole, tutto è possibile, ma verso i figli no, verso i figli sono esigenti, i figli sono i leader, i sacerdoti, i vescovi, verso di loro è molto esigente ma come un nonno verso i figliolini, i figli dei figli, egli mostra questa tenerezza, e così deve essere sempre di Dio e noi dobbiamo amare i padri che ci correggono, che ci correggono nell’amore, perché sanno quanto valiamo e quanto ancora possiamo e quanto ancora dobbiamo fare, è lo spazio del ‘non ancora e già non ancora’ lo dice Gesù (Giovanni 14) ‘lo Spirito è ancora in voi, dimora in voi e sarà in voi’. Allora pensate a come sarà il prossimo anno e il prossimo anno ancora, anno dopo anno, io che ho la grazia, il privilegio, la grazia di avere presieduto queste convocazioni dal 1998, di averle viste come voi dalle tribune per molti anni, quanta strada, quanto cammino ecclesiale, quanta maturità. Spesso però non si riesce a fare unità, e non riusciamo ad evangelizzare perché pur con i migliori propositi, obbedendo alla volontà di Dio, siamo come Giona, ce ne andiamo per la via sbagliata, non è che si fosse fermato, è uscito Giona, ma la via era sbagliata e il Signore miracolosamente lo abbraccia per rimetterlo sulla giusta via. Così dobbiamo fare anche noi, tornare a casa e valutare, discernere, se siamo sulla via della verità, sulla via della evangelizzazione ma c’è un’altra ragione più profonda e qui voglio spendere qualche minuto: si può mancare di unità e attenzione perché la divisione paralizza, la divisione spegne lo spirito, atrofizza il corpo, ‘chi sei tu per stabilire se si può o non si può ricevere la preghiera di effusione?’, avete sentito ieri il richiamo del Santo Padre. ‘Chi siamo noi?’…Certo! Possiamo discernere sui tempi, sui modi, sulla formazione, vedere se c’è conversione, non si sciupano i doni di Dio, ma ‘chi sono io?’ Questo è l’atteggiamento che ci è richiesto. Pur in tutta la cura pastorale che dobbiamo, cito il genio del Papa quando dice che la corrente di grazia diffonde l’effusione più che il movimento, cioè più che le nostre strutture, le nostre associazioni. Le divisioni fanno si che l’amore in noi non sia più sincero, perché come si può amare Dio che non vedi se non ami il fratello, quello della tua comunità prima che il brasiliano o l’australiano, come lo possiamo amare? Le divisioni spostano la gioia di Dio da Gesù a noi e così diveniamo separati dai fratelli, separati da Cristo, cerchiamo la nostra gloria, e sfidiamo Dio con chiacchiere, giudizi, risentimenti. Il Papa continuamente richiama questo concetto: unità non è uniformità, è diversità di doni e di espressioni armonizzate dallo Spirito Santo. E qui vorrei spiegarvela l’unità. Mi scusino le casalinghe ma vorrei utilizzare un linguaggio molto facile. Tu tagli la frutta a pezzi e poi puoi fare due cose: o la macedonia o un frullato. L’unità non è un frullato perché nel frullato il sapore diventa unico, nella macedonia ogni pezzo è ben distinto, ogni sigla è ben distinta, ogni denominazione è ben distinta, ognuno di noi ha un nome, ognuno di noi ha una storia, questa è l’unità, non è un frullato, non è un minestrone, non è un sapore amalgamato, è unità nella diversità. Diversità di doni e di espressioni, che lo Spirito deve armonizzare, ecco la sfida. Noi in Italia ci chiamiamo rinnovamento dello Spirito non perché abbiamo sbagliato, ci chiamiamo rinnovamento dello Spirito, perchè così abbiamo ottenuto da qualcuno che per obbedienza ce l’ha suggerito ma non siamo un’altra cosa…noi siamo il rinnovamento carismatico cattolico in Italia. Ci chiamiamo così perché il Cardinale Suenens, padre Grasso, ci dissero che sarebbe stato meglio mettere in evidenza il donatore sui doni, insistere sulla vita nuova nello spirito più che sulla vita carismatica.

IL CARISMA BUONO E IL CARISMA CATTIVO

Perché carismatico è anche il diavolo, eh. Vita nuova nello Spirito, si dice che nel più c’è il meno, nella vita nuova ci sono i carismi, ma nella vita carismatica non è detto che c’è la vita nuova: guardate Corinto, avevano tutti i carismi, San Paolo li elogia ma poi c’era fornicazione, incesto, i poveri come Abramo non avevano da mangiare, si portavano i fratelli davanti ai tribunali pagani per perdonarsi, non c’era vita nuova, non c’era stata crescita nello Spirito, questo noi lo abbiamo compreso da subito ma conservando la Corrente di Grazia, l’esperienza del rinnovamento e con gioia, con gioia, con chiarezza sentendoci sempre espressione del rinnovamento carismatico cattolico, così è stato, così deve continuare ad essere, anzi di più, ‘di più’ ci ha detto il Papa. Ieri avete sentito denominare il Papa più volte ‘rinnovamento carismatico’ come in Italia i nostri Vescovi e tanti altri Pontefici hanno detto rinnovamento dello Spirito, ma avete addirittura sentito dire al Papa ‘Battesimo dello Spirito’ ma Battesimo dello Spirito sta per effusione dello Spirito e anche qui il Cardinale Suenens disse ‘sarebbe meglio per non confondere con il sacramento del Battesimo usare questa espressione’ ma attenzione che noi non ci possiamo dire divisi, lontani per sigle, per nomi, è la sostanza che non deve cambiare, è la corrente di grazia, è quella che non deve modificarsi, per quella dobbiamo lavorare. Per quella altrimenti è solo un problema culturale. Il Cardinale Bergoglio ha ereditato un rinnovamento che si chiama così, rinnovamento carismatico cattolico, perché questo ha ereditato e così si esprime anche da Papa, ci chiede altro invece..non vuole che si dice ‘io sono di febo o dio Apollo ma dello Spirito Santo’…’di chi vuole essere?’ questa è la domanda e del rinnovamento che avviene nello Spirito Santo e di cui i carismi sono la nostra gioia e la manifestazione più evidente, ‘chi vuole essere’?

PERCHE’ PAPA FRANCESCO SI SENTE A CASA

Noi dobbiamo armonizzare la nostra storia nel rispetto di tutte le tradizioni che ci sono all’interno perché non avere un fondatore vano fa si che il nostro non sia un movimento unificato, fa si che i nostri organismi siano di servizio, di comunione, per apprezzare tutti, per valorizzare, armonizzare tutti, per far sentire tutti nella loro casa, ‘questa è casa mia’ come ha detto il Papa, perché ciascuna sigla, ognuno deve sentirsi di casa, ogni comunità nel rinnovamento cattolico deve sentirsi di casa, ma questo è faticoso, questa è la nostra responsabilità, l’unità è faticosa, carissimi miei, stare e restare in comunione ha un prezzo, presuppone il continuo sacrificio per l’altro, è più facile dire non sono d’accordo e andarsene, che cercare la comunione e rimanere. E’ più facile dire sapete nel rinnovamento io sono ispirato dallo Spirito e andare in un’altra strada e non accettare di sottoporre la propria ispirazione al discernimento comunitario. Talvolta sapete si sbaglia soltanto per debolezza spirituale, ci diciamo animatori responsabili ma poi siamo fragili a volte è più grave che siamo forti spiritualmente e crediamo di fare vincere le nostre idee e quando questo accade è triste dirlo ma lo spirito ci abbandona e lo spirito in questi momenti ci fa sperimentare tutta la nostra povertà, lui che è ricchezza di Dio.

L’UNITA’ CON LO SPIRITO SANTO NELLE DIVERSITA’

Dobbiamo permettere allo Spirito di generare questo NOI, qui lo Spirito ci ha presentati gli uni gli altri e noi lo abbiamo fortemente voluto, per dire che non c’è più lontananza, non ci sono più gli europei, non c’è più distinzione, non italiani, ci sono i convocati quelli dello Spirito in ogni angolo della terra, lo Spirito sta chiamando per questa nuova evangelizzazione, nel potere dello Spirito. Ed è qui la nostra sfida è quella che il Papa ci lancia. Se le nostre organizzazioni prevalgono sulla Grazia, perché guardate che il gruppo è già un’organizzazione, un comitato nazionale, regionale, diocesano, internazionale, comunità è un’organizzazione, lì dopo 50 anni c’è un’organizzazione.

LA SFIDA DELLO SPIRITO SANTO: ESSERE UNA CORRENTE DI GRAZIA

unità nella diversità. La diversità non è una minaccia per l’unità, la molteplicità di sigle, io voglio che se ne creino anche nuove, le diversità sono il fondamento dell’unità, sono la grazia che fanno bella e ancora più unita la Chiesa. Questo fa lo Spirito e ci sfida.universalità, lo spirito è al lavoro e vuole che questa unità sia superiore ai conflitti, sono belle lezioni e non ci devono separare.

IL GRAZIE DI MARTINEZ

Ed io ringrazio Dio e davvero, a pieni polmoni perché mai nel mio cuore, nel nostro cuore, nel cuore del Consiglio Nazionale, noi abbiamo avvertito la diversità come una minaccia, mai come un problema, per il nostro cammino per la Chiesa e per noi. Lo dico con fierezza e con gioia. Siano benedette tutte le comunità, tutti coloro che camminano in Italia e nel mondo all’insegna dell’unica famiglia del movimento. E il Signore mi è testimone. Chiediamo allo Spirito di mandare avanti la Chiesa, più avanti, di portarla ancora più avanti, senza limiti, senza lo Spirito Santo non riusciamo a capire quanto è grande il mistero della Chiesa, non riusciremo mai senza lo Spirito Santo a testimoniare la qualità dell’effusione dello Spirito Santo. Cari fratelli devo dire qualcosa su questa nuova evangelizzazione.

CIASCUNO FACCIA BENE LA SUA PARTE PENSANDO AGLI ALTRI

E vorrei che davvero nell’unzione dello Spirito Santo ciascuno si sentisse ingaggiato. Se ognuno da questo momento in avanti farà bene la sua parte e lo farà pensando agli altri, noi continueremo ad incontrarci facendo il bene. Se ognuno farà la sua parte del bene e nel farlo penserà che da ora in avanti lo farà per l’altro, pensando all’altro, al bene del rinnovamento e allora noi continueremo ad incontrarci insieme facendo il bene. Nessuno di noi ci ha detto il papa ha comprato il rinnovamento e lo ha messo sulla testa in una sigla, lo Spirito Santo non si lascia ingabbiare dice il profeta Isaia al capitolo quaranta, chi mai ha diretto lo Spirito di Dio, i padri ci dicono che quanto più tu ami lo spirito santo tanto più ami la chiesa e il nostro movimento è carismatico ma è cattolico ed è ecclesiale ed esprime tutte le diversità di questa espressione perché poi questa corrente di grazia si deve vedere, si deve incarnare, noi uomini abbiamo bisogno di stare insieme, in strutture in organizzazioni, è questa la bellezza del movimento dello Spirito ma guai ad assolutizzare il proprio movimento, la propria realtà, il proprio cammino e questa è una lezione che Rinnovamento dello Spirito sta portando in tutta la Chiesa, in altri movimenti, in altre comunità e come è bella questa Primavera della Chiesa, dove possiamo stare insieme, dove possiamo imparare gli uni dagli altri, sottometterci gli uni agli altri ed essere nelle nostre diversità una sola ed unica corrente di grazia”.

Tra le Associazioni e i movimenti, accanto al Rinnovamento dello Spirito, nella Corrente di Grazia profusa dallo Spirito Santo, l’emozione, la condivisione e l’azione della Fondazione Paolo di Tarso nella presenza, nella cura della coreografia dello Stadio Olimpico, nella guida del flash mob, nel contributo alla comunicazione, alla testimonianza dei contenuti, al discernimento di tutti insieme a Francesco.

Viviana Normando

 

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