Viviana Normando

Quando l’Arte incontra la Fede e accade il miracolo

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"Giovanni Paolo II" di Paolo PezzatoPer il terzo anniversario della Beatificazione di Giovanni Paolo II, 1 maggio 2014, canonizzato il 27 aprile scorso insieme a Santo Papa Giovanni XXIII, ricordiamo che l’oramai noto artista contemporaneo Paolo Pezzato, espose il ritratto di Sua Santità Santo, dal 1 maggio, proprio in concomitanza del primo anniversario della Sua Beatificazione, al 30 giugno 2012, nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma – Chiesa di Stato.

Il pannello, donato alla Chiesa di Montefiascone, in provincia di Viterbo, paese natio dell’artista, è eseguito con la singolare tecnica inventata e brevettata da Paolo Pezzato. Su suggerimento ed invito dello storico dell’arte Viviana Normando, che nell’immediato intuì e apprezzò il valore delle opere artistiche di Pezzato, fu posto da principio nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma accanto al Fonte Battesimale e l’opera fu messa in mostra in occasione del Battesimo di un bambino, di nome Giovanni Paolo, “tra le generazioni di bimbi di Karol Wojtyla”.

L’arte ha espresso la coincidenza di un miracolo: Pezzato che riscopre il suo percorso artistico per Giovanni Paolo II Beato e un miracolo intimo che accade ad un bimbo, che oggi ha due anni e mezzo e il cui nome fu scelto dal fratellino maggiore Emanuele mentre la mamma, non potendosi muovere, guardava in tv la cerimonia di Beatificazione il 1 maggio 2011 e affidava a Giovanni Paolo II la sorte del piccolo che portava in grembo, la cui vita era in pericolo e a detta dei medici, come da documentazione, fosse assai improbabile e se portata a compimento limitata.

La vita allora, mentre Giovanni Paolo II era Beato, trionfò come accade nell’Arte. Giovanni Paolo, nacque sanissimo, poi battezzato da mons. Renzo Giuliano Giovanni Paolo Francesco Maria, il 1 maggio 2012, mentre Pezzato continuò a lavorare artigianalmente.

Testimonianze tra i miracoli avvenuti ed espressi per mezzo all’arte accanto e nell’esperienza profusa dalla Fondazione “Paolo di Tarso”, nata su imput di Giovanni Paolo II, costituitasi peraltro grazie al capitale delle opere donate da Fabio Gallo che, nel mistero della sua Vita, è anche un grandissimo artista. Innanzi alle opere fotografiche di Fabio Gallo in tantissimi pregarono dal Giubileo del 2000.

L’opera di Giovanni Paolo II di Paolo Pezzato, nell’incrocio di vite, evidentemente per volontà di Dio, fu esposta nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, nell’intenzione di donare Arte e Vita alla Vergine degli Angeli, a mons. Renzo Giuliano, alla Fondazione “Paolo di Tarso”, a favore della promozione dei valori della fede cristiana per mezzo dell’arte, comunicazione che prosegue oggi in rete con forza.

“Il mio Giovanni Paolo II” è un pannello di grandi dimensioni come tutte le opere di Paolo Pezzato (da cm. 120 X 120 a cm. 256 X 186 con un peso dai 20 agli 80 kg.) ottenuto sfruttando uno sfondo nero, su cui viene realizzato il ritratto in legno bianco, in massello di pioppo, tagliato su di uno spessore di ben oltre 4 cm. Una tecnica unica nel suo genere, che parte sempre dallo studio della luce di una fotografia e che si è rivelata particolarmente interessante per gli effetti che crea: dà tridimensionalità all’immagine, con la resa della terza dimensione in un’immagine pittorica; guardata da vicino l’immagine non si afferra, è una pangea di legno ove invece guardata da 8-10 mt, si delinea in una perfetta immagine fotografica, come un negativo contrario in linea con i principi basilari del bianco=luce e nero=ombra. Si sancisce il connubio tra pittura e scultura cui l’artista anelava. Dietro alla fedeltà incredibile del ritratto e delle fisionomie (Cristo, Padre Pio, Madre Teresa, volti noti della società contemporanea) – dice Paolo Pezzato – “vi è una metodica unica che unisce un grande lavoro di studio del bozzetto e di duro lavoro artigianale. Infatti, per realizzare un pannello di queste dimensioni occorrono, in media, dai due ai tre mesi di tempo di cui una metà è essenzialmente puro lavoro di taglio manuale del legno”.

Non a caso, lo scopo dell’Artista – che si definisce ‘Artigiano’ – è quello di mostrare tali opere per far conoscere la tecnica e tentare di ridare un’immagine nobile e vincente all’Artigianato in tutte le sue forme, quell’Artigianato che da sempre ha reso grande l’Italia nel mondo, che va sempre incentivato e che rischia di scomparire. Pezzato, responsabile dell’Ufficio Giuridico dell’Asl di Viterbo, che per hobby e passione aveva sperimentato molte forme di lavorazione del legno, circa un paio di anni fa aveva deciso di smettere, finchè il 1 maggio 2011 non ha voluto avviare il tentativo di creare quadri di grandi dimensioni con il desiderio di farne oggetto di donazione a Chiesa locali. E così è stato a partire dal suo paese d’origine, Montefiascone, in provincia di Viterbo, dove la sua prima opera è stata presentata alla presenza di S.E. Card. Angelo Sodano presso la Rocca dei Papi di Montefiascone, senza immaginare che in breve tempo avrebbe esposto le sue opere con soggetti religiosi e anche laici a Palazzo Anselmi a Viterbo, che avrebbe partecipato ad una collettiva nella sede della Biennale di Venezia e che la sua arte sarebbe stata apprezzata proprio nella Chiesa delle Celebrazioni Ufficiali dello Stato, luogo sacro che ha rappresentato una mediazione culturale tra Stato e Chiesa, con quell’approccio di apertura e di comunicazione rivolta a tutti che caratterizzava Giovanni Paolo II.

Nella Basilica di S. Maria degli Angeli di Roma negli anni passati sono state proposte al pubblico e ai fedeli le opere della ritrattista ufficiale di Giovanni Paolo II Natalia Tzarkova nella manifestazione “CentoEventigiorni” Città della Pace 2001, i pannelli ad affresco di Giuseppe Afrune, in una mostra proprio a cura della Fondazione “Paolo di Tarso” e del responsabile dell’Area Progetti dott. Fabio Gallo, presentata dal Cardinale Angelo Sodano e da Viviana Normando quale storico dell’arte della Fondazione “Paolo di Tarso”. Qui vi è l’Organo del Millennio dono della città di Roma a Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000, in legno e qui probabilmente per affinità di materiale e per migliorare la fruizione dell’opera in ampi spazi, fu poi collocata l’opera di Pezzato per alcuni mesi, senza dimenticare la vicinanza e la motivazione della contiguità al fonte battesimale, nel battesimo pure di un’arte che nasce semplice con autentica devozione, solidarietà e scopi benefici ed anche per questo e per ‘coincidenze’ ancora più significativa.

Nel frattempo Pezzato, tra soggetti sacri e non, destinati alla Fede e a uomini e donne particolari della storia,è già cresciuto artisticamente ed ha esposto ad esempio e donato il Beato Bartolo Longo, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

Paolo Pezzato, una volta cessata l’esposizione nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, dapprima del “Mio Giovanni Paolo II” poi della “Crocifissione” ha pensato di donare quest’ultima opera “la Crocifissione”, il suo più grande pannello, alla Fondazione “Paolo di Tarso” perché fosse veicolato ovunque l’atto di amore di Cristo, lo stesso che lo ha indotto ad esprimere il suo talento attraverso l’arte.

Di recente Pezzato è stato scelto tra gli artisti della Biennale della Creatività di Verona e passato per la Critica di Paolo Levi, grande maestro insieme a Federico Zeri di Vittorio Sgarbi, a sua volta maestro di Viviana Normando.

Paolo Levi è stato colpito nella mostra a Viterbo dal “Volto di Cristo”, ad esempio, e dalla capacità di “decomporre ricomponendo” giungendo alla chiarezza dell’obiettivo della preghiera dell’artista e del fruitore innanzi alla sua opera.

“Pensando alle opere di Pezzato – dice Paolo Levi – viene in mente esattamente il primo verso della Genesi, del caos da cui nasce il mondo creato da Dio. Nella frantumazione toccata con mano da vicino, nella precisione e delicatezza di questi tasselli lignei essenziali e poveri, con l’allontanamento, accade il miracolo della riconciliazione e dell’unità di vari elementi, che Pezzato distrugge per costruire ordinatamente, cogliendo prima smembrando, poi assemblando, la santità di ognuno. E’ innanzi a quest’ordine che non si può non fare il segno della Croce”. “E così come ha colto – continua il grande maestro della storia dell’arte Levi - il dramma dall’amore di Cristo, anche nei soggetti non a carattere sacro è riuscito a esprimere il dramma interiore di uomini fino a poterne toccare l’aspetto psicologico”. Ma Pezzato ci dona incredibilmente nell’allontanamento dal caos e l’avvicinamento alle sue figure sacre, nella distanza naturale che vi è tra l’uomo e Dio, quella certezza e quell’intima preghiera in Cristo”.

Ed è nella luce di Cristo Crocifisso e Risorto, di uomini e donne afflitti da drammi e risanati, che nell’incontro e nel delinearsi di opere d’arte e di vite, nella Grazia ricevuta, proseguiamo con fede, questo cammino di Bellezza, Insieme e Insieme a Francesco, con gioia nella Santificazione di Giovanni Paolo II.

Viviana Normando

Su you tube si può trovare la “Presentazione di Paolo Pezzato” e “Paolo Levi incontra Paolo Pezzato”.

Foto: Giampaolo Palma.

Una foto che rende perfettamente l’idea dell’arte di Pezzato, proprio del momento di passaggio tra la frantumazione e l’unità, per il tramite della sensibilità e puntualità dell’artista, dell’essenzialità del pioppo su fondo nero fino alla conciliazione con la lontananza e la certezza della vicinanza. V.N.

Si ringrazia Fabio Pignata per le numerose fotografie realizzate all’opera di Paolo Pezzato.

 

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