Redazione Il Vaticanese

Per dire no ad ogni droga insieme a Francesco

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Pezzolina - La Bambola che racconta la vita e i disagi dei bambini - Il Vaticanese.it

A cura di Vincenza Palmieri/

“Bisogna dire no ad ogni droga” – ha dichiarato ieri Papa Francesco – trasformando un piccolo avverbio in una sinfonia, all’unisono con quanto da sempre sostiene il Programma “Vivere Senza Psicofarmaci”.

Dire “no ad ogni droga” contiene molto di più che dire “no alla droga”.

Siamo tutti contrari alle droghe. Tranne ovviamente coloro che ne traggono profitto, passando sul corpo e sull’anima dei nostri figli, coloro che passano oltre ogni forma di morale e valore; coloro che …”nessuna pietà”!

Dire “no ad ogni droga” è attribuire senso ad un piccolo frammento: la parola “ogni”.

“Ogni” non significa solo “tutte”, significa “la benché minima parte”, “un elemento particolare di un insieme” ma, soprattutto, aggiunge una sfumatura di forza e profondità ulteriore: “a qualunque costo”.

E’ molto bella l’idea che “ogni” significhi “ciascun elemento particolare di un insieme, a qualunque costo”, perché “a qualunque costo” riassume il senso dell’impegno umanitario che ognuno di noi deve profondere, che non riguarda gli altri, ma tutta la società: ogni minima parte della società. A partire da me.

Ci hanno abituati alle “droghe da strada”, perché sdoganate. Ci siamo abituati alle droghe leggere e droghe pesanti, senza considerare quanto il punto non sia nella leggerezza della sostanza assunta ma anche e soprattutto nel contesto in cui quella “roba” si vende e si acquista, l’ambiente in cui si viene immersi, la rete in cui si resta intrappolati, le dinamiche spregevoli che si impara a gestire, la brutalità di un marciapiede e di un angolo complice.

Molti hanno visto, in questi anni, “le menti migliori della loro generazione rincorrere droga rabbiosa per le strade di notte…”, per altri si è trattato di “sotterranei” o di una vita “on the road”. E mentre qualcuno ha cantato “Mr. Tamburine”, Guido Blumir con il suo “Eroina. Manuale di autodifesa” cominciava la sua politica di riduzione del danno.

Oggi, ormai, la trappola delle droghe è stata compresa dai più. E spesso anche mitizzata. Ma, come accade nella Storia, è fin troppo facile denunciare ciò che è stato già “sconfitto”.

Ed essere futuristi col qualunquismo.

Tra “OGNI droga” vorrei che si pensasse ora, non solo e non più alle nuove droghe che non sono nè nuove, nè leggere ma a tutto ciò che crea i nuovi schiavi:

psicofarmaci ai bambini perchè “troppo vivaci”, ai ragazzi “prima degli esami”, agli sportivi “per superare l’ansia della gara e migliorare la performance”, alla mamma per “prevenire la depressione post partum” avvelenando il feto, alla giovane cicciottella “per dimagrire”, alla nonna “per sedarla”, ai ragazzi nei TSO, legati e tracheotomizzati, ai bambini che, dalle case famiglia vogliono tornare a casa loro e a quelli che “devono dimenticare l’abuso”; a quelli che “hanno una “comorbilità con un disturbo dell’apprendimento”, alle migliaia di bambini, in Italia, che hanno già ricevuto una diagnosi di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), pronta nell’angolo – anche per loro – la “pillola che insegna le tabelline e la divisione in sillabe”…, ai ragazzi con il mal di denti “da fuori di testa”, ai piccoletti con l’otite o all’allergia, alla ragazza che “voleva andare a ballare fuori paese”, a quella con una “malattia rara”, che mangia troppo o troppo poco.

Per continuare col papà, senza alcuna diagnosi ma obbligato a prendere psicofarmaci “per poter vedere il proprio figlioletto” in affido alla mamma, come disposto in una CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) impropria e lesiva di ogni dignità umana.

E’ come dire “c’è sempre una buona ragione” per far degli schiavi.

E sempre c’è stata, anche, per portarne a centinaia e centinaia, fuori da OGNUNA di queste “buone ragioni”. Ma milioni, sul pianeta, sono ancora nella trappola di QUESTE DROGHE che non rientrano in nessuna statistica dei “consumatori abituali di droghe” dei Dipartimenti Ministeriali. Non rappresentano un numero, nè una storia. Sono semplicemente un esercito silente di schiavi del più potente giro di potere del Pianeta: quello delle grandi catene farmaceutiche. Non hanno la forza di parlare e l’energia per pensare. Resi schiavi sin da bambini. Doppia diagnosi e doppie catene.

Proviamo ad indignarci ora e a non aver paura di dire la verità: contro OGNI DROGA. Perchè nessuno può renderci schiavo. Possiamo anche solo PENSARE di avere coraggio, se questo non ci scoppia nel petto ma, se possiamo pensarlo e sognarlo, come diceva Walt Disney, allora, possiamo farlo: contro OGNI droga, il coraggio di CONTINUARE ad esserci!

Vincenza Palmieri, Fondatore Programma “Vivere Senza Psicofarmaci”

Foto: Prof.ssa Vincenza Palmieri; interno, “Pezzolina”, la bambola promossa da Inpef – Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e “che racconta – come dice il Presidente Inpef Vincenza Palmieri – la storia, la finta gioia e i disagi di tanti bambini e ragazzi. Si veda anche www.insiemeafrancesco.it.

Nella foto di seguito la Prof.ssa Vincenza Palmieri in una delle sue importanti iniziative a difesa dei diritti dei bambini, insieme alla d.ssa Viviana Normando Direttore Responsabile de Il Vaticanese.it della Fondazione “Paolo di Tarso”, in occasione del Corso del Piano Formativo Nazionale per Operatori di Case Famiglia in Italia 2014.

La Prof.ssa Palmieri Presidente INPEF e il Direttore de Il Vaticanese.it Viviana Normando - Il Vaticanese.it

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