La vita non si risolve con le chiacchiere che non portano armonia

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Papa Francesco

I conflitti nella Chiesa si risolvono “confrontandoci, discutendo e pregando”. Sono le parole di Papa Francesco al Regina Coeli. Il Pontefice ha poi pregato per le popolazioni colpite dalle gravi inondazioni nei Balcani ed ha ricordato che ieri in Romania è stato proclamato Beato il vescovo Anton Durcovici, martire della fede.

“Confrontandoci, discutendo e pregando: così si risolvono i conflitti nella Chiesa”. Lo ha detto Papa Francesco al Regina Coeli.

“Confrontandoci, discutendo e pregando! Con la certezza che le chiacchiere, le invidie, le gelosie non potranno mai portarci alla concordia, all’armonia o alla pace”.

Ad illuminarci, in questo cammino, il dono dello Spirito Santo, “perché sappiamo stimarci a vicenda e convergere sempre più profondamente nella fede e nella carità, tenendo il cuore aperto alla necessità dei fratelli:

“Quando noi lasciamo allo Spirito Santo la guida, Egli ci porta all’armonia, alla unità e al rispetto dei diversi doni e talenti. Avete capito bene? Niente chiacchiere, niente invidie, niente gelosie”.

D’altra parte, ha ricordato il Pontefice, “anche nella Chiesa delle origini” esistevano tensioni e dissensi, come succede pure “nelle nostre parrocchie”:

“Nella vita, i conflitti ci sono, il problema è come si affrontano”.

Quando si passò, ha spiegato il Papa, “dall’appartenenza ad un’unica etnia e cultura, quella giudaica”, all’apertura “all’ambito culturale greco”, nel cristianesimo – “che per volere di Gesù è destinato a tutti i popoli” – sorsero le prime “difficoltà”: malcontento, lamentele, voci di favoritismi nell’aiuto alle persone disagiate. Furono allora gli Apostoli a convocare una “riunione allargata anche ai discepoli”, per discuterne “insieme”, “tutti”:

“I problemi infatti non si risolvono facendo finta che non esistano! Ed è bello questo confronto schietto tra i pastori e gli altri fedeli”.

Il risultato fu una “suddivisione di compiti”. Gli Apostoli decisero di dedicarsi “alla preghiera e al ministero della Parola”, mentre sette uomini, i diaconi, “al servizio delle mense per i poveri”: questi furono scelti perché “uomini onesti e di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di sapienza”.

Dopo la recita del Regina Coeli, il pensiero del Papa è andato alle “gravi inondazioni” che hanno devastato ampie zone dei Balcani, soprattutto Serbia e Bosnia Erzegovina:

“Mentre affido al Signore le vittime di tale calamità, esprimo la mia personale vicinanza a quanti stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione”.

Quindi ha ricordato che ieri in Romania è stato proclamato Beato il vescovo Anton Durcovici, martire della fede. “Perseguitato dal regime comunista rumeno”, ha spiegato, morì in carcere di fame e sete, nel 1951.

“Insieme con i fedeli di Iaşi e di tutta la Romania, rendiamo grazie a Dio per questo esempio”.

Salutando i circa 50 mila romani e pellegrini giunti in Piazza, il Pontefice ha infine incoraggiato “le associazioni di volontariato” nella Giornata del malato oncologico ed ha pregato per i malati e le famiglie.

Trascriviamo le parole del Pontefice:

REGINA COELI

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

oggi la Lettura degli Atti degli Apostoli ci fa vedere che anche nella Chiesa delle origini emergono le prime tensioni e i primi dissensi. Nella vita, i conflitti ci sono, il problema è come si affrontano. Fino a quel momento l’unità della comunità cristiana era stata favorita dall’appartenenza ad un’unica etnia, e ad un’unica cultura, quella giudaica. Ma quando il cristianesimo, che per volere di Gesù è destinato a tutti i popoli, si apre all’ambito culturale greco, viene a mancare questa omogeneità e sorgono le prime difficoltà. In quel momento serpeggia il malcontento, ci sono lamentele, corrono voci di favoritismi e disparità di trattamento. Questo succede anche nelle nostre parrocchie! L’aiuto della comunità alle persone disagiate – vedove, orfani e poveri in genere -, sembra privilegiare i cristiani di estrazione ebraica rispetto agli altri.

Allora, davanti a questo conflitto, gli Apostoli prendono in mano la situazione: convocano una riunione allargata anche ai discepoli, discutono insieme la questione. Tutti. I problemi infatti non si risolvono facendo finta che non esistano! Ed è bello questo confronto schietto tra i pastori e gli altri fedeli. Si arriva dunque ad una suddivisione dei compiti. Gli Apostoli fanno una proposta che viene accolta da tutti: loro si dedicheranno alla preghiera e al ministero della Parola, mentre sette uomini, i diaconi, provvederanno al servizio delle mense per i poveri. Questi sette non vengono scelti perché esperti in affari, ma in quanto uomini onesti e di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di sapienza; e sono costituiti nel loro servizio mediante l’imposizione delle mani da parte degli Apostoli. E così da quel malcontento, da quella lamentela, da quelle voci di favoritismo e disparità di trattamento, si arriva ad una soluzione. Confrontandoci, discutendo e pregando, così si risolvono i conflitti nella Chiesa. Confrontandoci, discutendo e pregando. Con la certezza che le chiacchiere, le invidie, le gelosie non potranno mai portarci alla concordia, all’armonia o alla pace. Anche lì è stato lo Spirito Santo a coronare questa intesa e questo ci fa capire che quando noi lasciamo allo Spirito Santo la guida, Egli ci porta all’armonia, alla unità e al rispetto dei diversi doni e talenti. Avete capito bene? Niente chiacchiere, niente invidie, niente gelosie! Capito?

La Vergine Maria ci aiuti ad essere docili allo Spirito Santo, perché sappiamo stimarci a vicenda e convergere sempre più profondamente nella fede e nella carità, tenendo il cuore aperto alle necessità dei fratelli.

Fonte, Radio Vaticana, www.news.va e www.zenit.org.

 

 

 

 

 

 

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