Redazione Il Vaticanese

La Marcia per la Vita 2014 con la Biblioteca di Vita Umana Internazionale

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Il Papa la famiglia e un bambino

“Vita Umana Internazionale – dichiara Mons. Ignacio Barreiro Carámbula Direttore della Biblioteca di Vita Umana Internazionale – associazione dedicata alla difesa e alla promozione della vita e della famiglia, con affiliati in tutto il mondo – vi incoraggia a partecipare alla Marcia Per la Vita che avrà luogo a Roma la domenica 4 di Maggio 2014. I partecipanti alla Marcia si raduneranno nella Piazza della Repubblica(Esedra) da dove partiranno alla nove di mattina. La Marcia farà il seguente percorso: Via Nazionale – Piazza Venezia – Largo Argentina – Corso Vittorio – Castel S. Angelo.

Con la nostra partecipazione vogliamo affermare in un modo forte la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso. Dobbiamo difendere gli anziani, i malati e disabili contro la crescente deriva verso la legalizzazione dell’eutanasia. Ci sono tanti che giustificano questa uccisione motivandola con la compassione per le sofferenze delle persone in fin di vita, ma veramente quello che li motiva è il sordido egoismo di escludere dalla società le persone che rappresentano un peso economico e non sono considerate socialmente utili. Possiamo dire anche che le famiglie non vogliono accettare di sopportare il peso di accompagnare i sofferenti verso la loro morte naturale. Vogliamo insistere che la vita è il dono di base di Dio e come conseguenza dobbiamo promuovere l’abrogazione della legge che legalizza l’aborto o vero l’omicidio. Sembrerebbe irrealistico il proporre l’abrogazione della legge 194 che legalizza l’omicidio aborto, ma dobbiamo avere fiducia che se ci impegniamo veramente, sempre più persone capiranno la terribile ingiustizia dell’aborto. Dobbiamo anche avere totale fiducia come diceva l’Arcangelo Gabriele a Maria che niente è impossibile a Dio e che noi siamo gli strumenti di Dio per salvare la vita di tanti bambini minacciati da una morte ingiusta.

La stessa logica di dominio sulla vita che porta all’aborto conduce all’eutanasia, e al suicidio assistito. Chi pretende di decidere sulla vita o sulla morte di un bambino non ancora nato, potrà anche considerarsi legittimato a prendere questa decisione su una persona in fin di vita o minorata di cui egli ha una tutela legale.

Non possiamo separare la difesa della famiglia dalla difesa vita perché, la famiglia naturale è la culla della vita contro gli attuali sforzi per ridefinirla. La famiglia si può costituire soltanto sulla base dell’unione permanente e fedele fra un uomo e una donna, con l’apertura e disponibilità a ricevere i figli. Come conseguenza della difesa della famiglia ci dobbiamo opporre fortemente al riconoscimento legale delle coppie di fatto. Questo riconoscimento viola il diritto naturale dei figli di nascere in una famiglia stabile, e può servire come antecedente alla concessione di uno status legale a coppie omosessuali.

Ci sono tante ragioni che motivano la nostra partecipazione alla Marcia per la Vita. Purtroppo viviamo in una società che considera tragicamente che l’aborto è un fatto normale della esistenza e addirittura un diritto della donna. Nel mondo si contano ogni anno circa 45 milioni di aborti volontari. Le leggi che permettono l’aborto si trovano in quasi tutti i paesi del mondo. Dinanzi a questa realtà la sensibilità dell’opinione pubblica sta declinando in maniera inesorabile verso l’accettazione e l’assenso acritico. Quando il male si converte in una esperienza quotidiana diviene banalizzato e le coscienze si addormentano. Per questo vogliamo richiamare l’attenzione dei mezzi di comunicazione e dell’opinione pubblica con un messaggio forte e non compromissorio che l’aborto uccide e fa un male terribile a tutte le persone coinvolte, in primo luogo alle madri, ai padri dei bambini uccisi e a tutto il personale sanitario che è responsabile di questo omicidio e in secondo luogo a tutto la società che in certa forma diventa complice di questo omicidio di massa. Se non lottiamo contro le leggi ingiuste, veniamo meno ai nostri doveri e in certa forma la nostra dignità è ferita perché in certa forma diventiamo complici del male.

Dinanzi agli attacchi alla vita e alla famiglia, un uomo che desideri la verità e il bene non può rimanere indifferente. Non può restare neutrale o tiepido, si deve impegnare contro una terribile ingiustizia che distrugge i fondamenti della società.

Roberto Logli

Fonte: www.hli.org.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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