Viviana Normando

Nel linguaggio il mistero dell’uomo: i nuovi media se “mirror” invece lo materializzano

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Avram Noam Chomsky

Chomsky in Vaticano. Avram Noam Chomsky (Philadelphia, 7 dicembre 1928) è un linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico statunitense. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

Attilio Mordini, non era un neuro- linguista ma un aristocratico cattolico tradizionalista. Per Mordini la parola, il linguaggio erano sempre da associarsi al Logos, al Verbum alla Parola cioè fatta Carne. Profferire la “parola” significava in questo autore ri-creare il mondo. Per quanto sfigurata dall’uso moderno errato e sfigurato, il linguaggio in Mordini nella sua più intima essenza rimaneva per analogia sempre di natura divina.

E forse Chomsky, linguista anarchico e libertario deve aver pensato a Mordini quando intervenendo a Roma, su invito di Sua Eminenza il Cardinale Ravasi, presso l’Auditorium in via della Conciliazione, allo STOQ, – acronimo per: Science Theology and the Ontological Quest, momento di incontro finalizzato allo sviluppo del dialogo fra scienze, filosofia e teologia, ha detto che : «Non possiamo spiegarci tutto con la nostra mente, ma occorre guardare ai misteri del mondo, relativizzando tutto quello che la mente vorrebbe spiegare ma non può». E così anche il linguaggio – sostiene – seppur dipende da mutamenti casuali che non si possono prevedere ove la competenza linguistica si fonda su una conoscenza implicita innata delle regole della grammatica universale. E queste regole portano ad esempio a distinguere tra ciò che è corretto grammaticalmente da ciò che è sbagliato. Una analogia sorprendente con la capacità della nostra natura razionale – avrebbe detto Mordini – di evocare, nominare e ri-creare le cose nella mimesi analogica del Verbo creativo.

Sollecitato dalle domande del pubblico, Chomsky si è soffermato anche sulle tecnologie e sui nuovi strumenti del comunicare: «Questi – dice – hanno portato a una maggior vivacità rispetto ai media tradizionali ma hanno un effetto negativo quando vengono usate per una navigazione autoreferenziale”. Si ha così una sorta di media “mirror” che possono modificare il linguaggio e allontanarlo dalla sua consistenza biologica.

Antonello Cavallotto

I media, infatti, lo sappiamo, nelle persone di buona volontà, devono indirizzare i lettori con responsabilità, nel rispetto della grammatica, dell’etimologia della parola, della fonte e dell’approccio, per ripristinare il linguaggio corretto a favore della collettività. V.N.

 

 

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