Viviana Normando

Il Papa: servite la Chiesa senza atteggiamenti mondani

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

papa-bergoglio-siria-guerra-ilvaticanesePapa Francesco ha ricevuto, in due udienze ravvicinate, i gentiluomini di Sua Santità e i sediari pontifici, accompagnati dai loro familiari. Ad entrambi, il Pontefice ha espresso gratitudine per il servizio reso alla Chiesa e alla Santa Sede e li ha esortati a continuare il loro lavoro, senza macchiarlo “con alcun atteggiamento di mondanità”.

Gratitudine e servizio. E’ il binomio che ha contraddistinto le udienze di Papa Francesco ai gentiluomini e ai sediari. Ai primi, che accompagnano le personalità in visita alla Sede di Pietro, il Papa ha ricordato con quale spirito va svolto il loro servizio:

“Come dice il vostro nome, servono a questo scopo doti di gentilezza e cordialità utili a mettere a proprio agio le persone. Queste qualità umane trovano la loro più autentica radice in una vita animata dalla fede, che dà testimonianza di coerenza evangelica senza macchiarla con alcun atteggiamento di mondanità”.

Siamo ormai al termine del tempo di Natale, ha proseguito, siamo tutti toccati “dalla meraviglia del Dio fatto bambino nella grotta di Betlemme”. Questo stupore, ha esortato, deve rimanere sempre con noi, non solo a Natale:

“Stiamo attenti e preghiamo perché questa luce interiore non si dissolva e possiamo portare nella nostra vita quotidiana, familiare e professionale, la gioia della fede, che si esprime nella carità, nella benevolenza, nella tenerezza”.

Anche parlando ai sediari pontifici, il Papa ha sottolineato che il mistero della nascita di Gesù “ci chiama a testimoniare nella nostra vita l’umiltà, la semplicità e lo spirito di servizio” che il Signore ci ha insegnato. Se il lavoro viene vissuto “con questo atteggiamento interiore” allora “può diventare apostolato” e trasmettere “la gioia di essere cristiani”. Questo, ha sottolineato, “è possibile se teniamo vivo il dialogo con il Signore”. “In questi mesi – ha confidato – mi sono reso conto degli ideali che animano il vostro lavoro”. L’amore alla Chiesa, “la cordialità accogliente, la pazienza, la pacatezza e la serenità del comportamento – ha osservato – costituiscono un bel biglietto da visita per quanti accedono al Palazzo Apostolico per incontrare il Successore di Pietro”:

“Di tutto questo vi ringrazio cordialmente, davvero! Vi ringrazio cordialmente e mi sento in debito verso di voi. Anche ringrazio la tenerezza con la quale prendete i bambini per portarmeli alle udienze pubbliche. Io ho chiesto ad uno di voi: ‘Ma tu, quanti bambini hai? Perché tu li sai portare, eh? Si vede!’”.

Fonte, www.news.va, Alessandro Gisotti.

 

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