Fabio Gallo

Internet: tutti ne parlano, ma…… veramente pochi sanno dove sta andando

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Fabio Gallo: "la rete è di qualcuno che la butta e la tira. Tutto bene ma dobbiamo conoscere le ragioni di tutto questo e il vero "potere della rete" e di chi la gestisce rispetto a chi ne fruisce del servizio. L'Etica della Comunicazione si sposta nelle ragioni dell'utilizzo di un servizio di cui oggi non possiamo fare a meno"

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Internet sempre più importante per la Chiesa cattolica ma Papa Francesco incita alla prudenza

di Fabio Gallo/esperto gestione della conoscenza/

Internet e il “Potere della Rete” – lettera aperta al mondo Cattolico/ Oggi nel mondo risultano connesse a Internet quattro miliardi di persone. Un numero per davvero impressionante che trasforma la Rete in una miniera di informazioni, di opportunità e una fabbrica di danaro per chi la gestisce. Il punto è questo: chi la gestisce, chi si occupa della “gestione della conoscenza” e se questo mondo prevede un codice etico o esclusivamente un piano commerciale che mira a controllare tutto il business pubblicitario, a qualsiasi costo, anche a costo della verità e del rispetto dei diritti fondamentali degli Esseri Umani.

FARE DISCERNIMENTO SULLE PAROLE DEL PAPA
Forse, per comprendere più a fondo cosa significa l’affermazione del Santo Padre quando dice che la Rete va bene ma bisogna stare attenti alle “false monete”, una serie di interrogativi possono aiutarci ad avere una visione reale e più responsabile di Internet e del nostro rapporto con la Rete, per comprenderne a fondo i suoi aspetti positivi e negativi, soprattutto nella programmazione e gestione di quel futuro che noi cristiani sappiamo dovere essere il “bene comune”.

PONIAMOCI INTERROGATIVI PER COMPRENDERE MEGLIO
Chiediamoci, ad esempio, quanti di noi conoscono il reale potere della rete? Chiediamoci se è vero o no che i motori di ricerca possono decidere quali notizie e quali contenuti si devono vedere in prima pagina e quali, ad esempio, dalla trentesima in poi dove non la vedrà mai nessuno. Chiediamoci, inoltre, quanto pesa sui motori di ricerca la pubblicità e quanto l’imposizione di notizie a pagamento nell’epoca in cui alla rete si rivolge non solo chi cerca semplice informazione ma contenuti finalizzati alla “formazione”.

LA RETE E LE MONETE FALSE: LE MONETE HANNO DUE VOLTI
Papa Francesco, oggi, intuendo che qualcosa dentro questa rete non è esattamente ciò che vorrebbe farci credere, ci dice di essere prudenti e di stare molto attenti alle “monete false”. E questa, a mio parere, non è una di quelle notizie che deve scorrere nei fiumi di cose che scompaiono nella cronaca, bensì uno spunto che da oggi in poi dovremo riflettere sempre più e sempre meglio ogni giorno, per il bene dei nostri giovani in via di formazione e per tutelare quella libertà di scelta e di pensiero che oggi potrebbe essere seriamente condizionata e compromessa da chi gestisce i motori attraverso i quali cerchiamo quotidianamente notizie in rete.

UN OSSERVATORIO: PER UNA RETE CHE NON SIA SOLO LA “GRANDE BUGIA”
E’ giunto il momento di compiere uno sforzo in tal senso e pensare a loro, ai Giovani che domani dovranno essere messi nella condizione di scegliere liberamente, potendo utilizzare quale riferimento spunti di verità che la Rete, così come oggi è organizzata, non potrà assicurare nel futuro, esattamente come già non può farlo oggi. Il primo passo potrebbe essere quello di manifestare la nostra umiltà offrendo la nostra disponibilità a farci discepoli di chi è al corrente, di chi ha esperienza, di chi potrebbe offrirci dati importanti per essere anche noi artefici attivi del futuro e non frutto di una cultura subalterna imposta silenziosamente dalle multinazionali dei consumi. Esse hanno come scopo primario quello di farci credere che per vivere bene noi abbiamo bisogno di tante cose in realtà inutili e superflue. Si tratta di oggetti, mode e tutto quanto può farci sentire apprezzati, al passo con i tempi, al centro dell’attenzione. In realtà sappiamo bene che si tratta della “grande bugia” capace di sedurre chiunque non sia messo in condizione di munirsi di spirito critico, di quel moto rivoluzionario interiore che nell’auspicio di Papa Francesco si identifica nell’incoraggiamento: “non abbiate paura di andare controcorrente”. Ora, insieme, dobbiamo comprendere a cosa serve la Rete, quale è il suo vero potenziale e dobbiamo utilizzarla per produrre economia e lavoro per i giovani. Contestualmente, dobbiamo essere osservatori delle problematiche che in Rete antepongono alle urla silenziate di un miliardo di persone senza diritti il messaggio silenzioso e mortale delle multinazionali che ci stanno spogliando della speranza.

LA RETE PENSA CON UNA TESTA E AGISCE CON UN PIANO PRECISO
Se una gestione della rete malevola (come già c’è ndr) volesse cancellare completamente dalla memoria delle future generazioni la cultura di un popolo intero, le sue sofferenze, demolirne lo sviluppo economico dei suoi mercati, o oscurare la richiesta dei suoi diritti o tutta la sua storia, non dovrebbe fare altro che compilare una stringa di codice che, in un solo istante, renderebbe non più visibile ogni notizia. Stessa cosa potrebbe fare per notizie scomode, per religioni. E se un contenuto non esiste in Rete, significa che non può far parte della memoria moderna. Di conseguenza, non esiste.

PROPORSI COME MEDIATORI CULTURALI TRA PRESENTE E FUTURO
Intanto dilagano telefoni cellulari sempre meno telefoni e sempre più strumenti di connessione e comunicazione che ci connettono a servizi di ogni tipo: tra essi i servizi bancari, sistemi sanitari, pagamenti tiket, etc. Si tratta di un fare innovativo che si presenta a tutti noi come potere dell’innovazione per migliorare la nostra vita – e in parte è così – ma in realtà è semplicemente “potere”: il potere di gestire tutto e tutti in maniera sempre più semplificata e riconducibile ad un solo terminale che attraverso le statistiche sposta capitali, gestisce il Cibo, muove le economie, disfa democrazie, crea debiti e molto altro. Per questo dobbiamo studiare di più e comprendere a fondo per essere “mediatori culturali” di questo nuovo modello di futuro che, se non è compreso, crea distanze e nuove povertà.

INTERNET NON E’ IL MALE MA LIMITA L’ESERCIZIO DEL BENE
La più grande capacità che ha il male è quella di presentarsi in maniera più credibile dello stesso bene. Possiamo dire che internet è un male? No, certamente no, ma è la sua gestione che lo è già perché, essendo gestita da privati, ha solo fini di lucro e finalizza ogni attività di gestione della conoscenza a rendere immediata e forte la sua economia. Un processo che crea dipendenza attraverso lo sviluppo di servizi che ci vengono erogati come le mappe, gallerie di immagini, mappe stellari, videogiochi, servizi di posta elettronica gratuiti, etc., che vengono però finalizzate a sedurre miliardi di persone il cui numero viene sfruttato quale massa alla quale imporre continuamente pubblicità, pubblicità, pubblicità. Un mondo ove sulla coscienza di tutti si veicolano gli interessi finanziari di pochi non sempre, anzi quasi mai, rispettosi della qualità, della Verità, dell’Onestà. Valori, questi, che non sempre vanno in sintonia con il Capitalismo.
Ma spezziamo anche una lancia a favore delle Rete immaginando quanto sarebbe stata meno dolorosa l’emigrazione di un figlio per una mamma se un tempo, entrambi, avessero potuto utilizzare skype o la posta elettronica, o la webcam. La rete, dunque, da questo punto di vista è una grande opportunità. Ma quanti di noi conoscono l’altra parte della medaglia? Quanti di noi sanno che quello che portano in tasca non è più solo un telefono ma il simbolo di una nuova era che sta modificando velocemente i modelli di comunicazione, di crescita, di socializzazione, di comunione, oltre che il commercio e l’economia delle Nazioni? E quanti hanno consapevolezza del fatto che la Rete nasconde il rischio di un possibile controllo dei Diritti fondamentali degli esseri umani?

LA RETE ANTEPONE ALLA NOTIZIA VERA QUELLA A PAGAMENTO
Solo ieri si studiava sui libri e di essi ne conoscevamo l’autore, la sua storia, l’esperienza. Oggi apprendiamo informazioni dalla rete e ad essa attingiamo sempre più spesso per motivi di formazione ma non sempre conosciamo la loro origine la loro attendibilità. In Rete, triste realtà, si è dunque generato il problema relativo all’attendibilità dei flussi di notizie che vengono messi a disposizione dell’utente. Ciò, poiché essi sono gestiti da un principio commerciale che antepone ad una notizia vera una a pagamento.

LA RETE E LE SUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
Proprio come le “monete false” la rete ha due facce e noi che siamo la comunità cristiana, quella che più si spende per il sociale e per i Diritti fondamentali degli esseri Umani, dobbiamo riflettere sul ruolo di entrambe: una, quella frontale, servizievole, benevola, divertente, molto utile; la seconda, l’altra faccia, è quella di chi la utilizza per spiare, per elaborare statistiche sulle preferenze di questi quattro miliardi di persone collegate alla rete da vendere alle multinazionali che elaborano strategie per una gestione ottimizzata dei bisogni di una così importante fetta di umanità, dunque, per utilizzare tutto questo ai fini economici. E’ qui che dobbiamo ricordare il valore di quelle parole di Giovanni Paolo II pronunciate proprio nello stesso periodo in cui ci chiedeva di occuparci di Internet: “siate Sentinelle del Mattino”. Dunque il nostro compito è quello si essere laici impegnati perché il sorgere di ogni mattino anche tecnologico e innovativo, sia sempre utilizzato con consapevolezza e in rispetto del bene comune perché non debba manifestarsi un progredire per pochi. Soprattutto questo è il ruolo di noi convertiti maggiormente provati e per questo più consapevoli.

SIAMO TUTTI CADUTI NELLA RETE: ANCHE LA PAROLA DEL SIGNORE
Oggi non possiamo fare più a meno della Rete poiché il mondo dell’informazione e dell’apprendimento è già avviato verso la sua totale dematerializzazione del sapere umano che si è trasferito in Rete. Il problema è che esso è gestito e non da noi. L’acquisizione da parte dei motori di ricerca di tutte queste informazioni e il loro utilizzo per fini di controllo, per fini commerciali, per fini di spionaggio industriale o ai fini dell’involuzione e altro, ha un nome: si chiama “gestione della conoscenza” e noi non dobbiamo temere di comprometterci prodigandoci per la “gestione” poiché essa è un’attività che i tempi rendono indispensabile per potere continuare ad essere sempre più e sempre meglio “sentinelle” di tutto quanto è il bene di cui possiamo e dobbiamo essere testimoni nel mondo attraverso la nostra opera, in Rete.

Qualcuno sta gestendo la nostra “conoscenza” e il vero dramma è che molti di noi non riescono a comprendere che a volte quando tutti gridano il modo migliore per farsi sentire è quello di pregare e lavorare per partecipare al cambiamento.

DARE VITA AD UN OSSERVATORIO PERMANENTE INTERCULTURALE IN RETE
I recenti scandali come il Datagate e Wikileaks indicano che tutto ciò è vero; evidenziano una efferata gestione della conoscenza ai fini del controllo delle Nazioni, per una ingegnerizzata gestione dell’equilibrio del Pianeta e delle sue risorse. Ma questi due scandali dimostrano anche che la “gestione della conoscenza” per via telematica è vulnerabile. E ciò significa che siamo ancora in tempo a suggerire “alla Rete” di volersi compromettere per la Pace. 

LA PROPOSTA DELLA FONDAZIONE PAOLO DI TARSO
Ma cosa centra in tutto questo la Fede, il Cristianesimo, e perché tutti oggi si preoccupano di essere ferrati in Rete? E soprattutto, perché un discreto esperto in “gestione della conoscenza” come chi scrive lancia un messaggio attraverso la rete a Papa Francesco e alla Santa Madre Romana Chiesa? Semplice: perché dobbiamo riflettere molto, molto di più sul “potere della rete” e, contestualmente, sul valore che i gestori della Rete stanno dando alla libertà dell’Essere Umano e ai diritti fondamentali dell’Uomo. La Fondazione “Paolo di Tarso” propone l’istituzione di un Osservatorio Multiculturale permanente per un confronto sempre leale e aperto tra Gestori della Rete, in rispetto delle loro esigenze commerciali, e chi potrà contribuire a rendere la Rete uno strumento reale di progresso e civiltà, legittimato dalla sua Opera per il Bene Comune.

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