La lezione di Papa Francesco a Lampedusa.

Must read

Etiopia, tragedia dimenticata. Il vescovo del Tigrai: fermate guerra e genocidio. Video

Paolo Lambruschi Avvenire Desolazione e distruzione, fame e spada, chi ti consolerà? Cita il profeta Isaia (51:19) il vescovo dell’eparchia cattolica di...

Don Marco Pagniello è il nuovo direttore di Caritas Italiana

Vatican News “Ringrazio il Consiglio permanente della Cei per la fiducia mostrata nei miei confronti”. Così il nuovo direttore...

“Verso un noi sempre più grande”: porte aperte alla speranza.

Guardare negli occhi dei migranti e scorgere la loro voglia di ricominciare. Papa Francesco lo aveva chiesto ai tanti fedeli che erano...

Francesco: sogno un mondo geloso del Creato e vicino ai fragili

“Quando si sogna da soli, è solo un sogno; ma quando si sogna con gli altri, è l’inizio di una nuova realtà”:...

papa-francesco-lezione-lampedusa-vaticanese
Papa Francesco a Lampedusa

Le immagini di Papa Francesco a Lampedusa colpiscono. Ma sarebbe un errore ridurle al buonismo pro-immigrati, com’è un errore (che comincia a diffondersi) ridurre la predicazione di Jorge Mario Bergoglio a un generico pauperismo o alla riedizione del vecchio adagio che per i cristiani «il denaro è lo sterco del demonio».
La lezione del pontefice è che l’altro è un valore, è un bene, una risorsa, non un avversario da combattere e possibilmente eliminare. È impossibile ridurre l’altro a zero. Il papa non ha condannato le politiche che, giustamente, hanno cercato di fermare o limitare la tratta dei nuovi schiavi, i negrieri che sfruttano la disperazione di popolazioni afflitte da guerre e sottosviluppo. Ha invece denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza», l’alzata di spalle, la convinzione che il problema riguarda sempre qualcun altro (in particolare la politica) e dunque diventa l’ennesimo pretesto per dare contro a qualcuno. «Caino, dov’è tuo fratello?». Davanti a questa domanda non è possibile scaricare responsabilità su altri o intestardirsi a ricercare colpevoli.
Gli sbarchi non sono soltanto una questione di ordine pubblico, un’emergenza da eliminare. Un’emergenza che si prolunga da vent’anni (i primi sbarchi di disperati risalgono agli inizi degli Anni 90 quando scoppiarono le guerre nei Balcani) non è più tale, ma un fenomeno che va governato. Avevo sperato che il ministro Kyenge potesse dare un contributo in questo senso, ma finora il suo immobilismo è una delusione.
Riconoscere che l’altro è un bene vale anche per la politica. Potrebbe essere la cifra di questo governo, come ho scritto in un precedente post: le larghe intese per la pacificazione, per favorire il riconoscimento reciproco. I passi avanti non sono stati molti ma lo spazio non si è ristretto.

Fonte: blog.ilgiornale.it/filippi

Foto: Papa Francesco Facebook.com

- Advertisement -

More articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Latest article

Etiopia, tragedia dimenticata. Il vescovo del Tigrai: fermate guerra e genocidio. Video

Paolo Lambruschi Avvenire Desolazione e distruzione, fame e spada, chi ti consolerà? Cita il profeta Isaia (51:19) il vescovo dell’eparchia cattolica di...

Don Marco Pagniello è il nuovo direttore di Caritas Italiana

Vatican News “Ringrazio il Consiglio permanente della Cei per la fiducia mostrata nei miei confronti”. Così il nuovo direttore...

“Verso un noi sempre più grande”: porte aperte alla speranza.

Guardare negli occhi dei migranti e scorgere la loro voglia di ricominciare. Papa Francesco lo aveva chiesto ai tanti fedeli che erano...

Francesco: sogno un mondo geloso del Creato e vicino ai fragili

“Quando si sogna da soli, è solo un sogno; ma quando si sogna con gli altri, è l’inizio di una nuova realtà”:...

Le mura vaticane si aprono a “Connessioni”, il Centro di Alta Competenza di Cosenza

Redazione IlVATICANESE.IT/ Sarà il Centro di Alta Competenza CONNESSIONI di Cosenza a digitalizzare la nuova cappella del Pontificio Seminario Romano Maggiore. “Connessioni” è la struttura tecnologicamente avanzata...