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Papa Francesco: “Se i bambini muoiono di fame non è notizia”

Roma 6 giugno 2013 – Papa Francesco ha denunciato questa mattina la tirannia del denaro e la «tirannia dello scarto» contro la persona: «Quello che comanda è il denaro – ha detto parlando “a braccio” durante l’udienza generale – I soldi comandano, ma Dio ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, a noi, gli uomini e le donne, noi abbiamo questo compito».

Sottolineando che non dobbiamo abituarci al superfluo e allo spreco di cibo, Francesco ha detto anche «se muore una persona non è notizia, se tanti bambini non hanno da mangiare non è notizia, sembra normale: non può essere così».

Dopo le critiche al fatto che fanno notizia gli indici di Borsa e non le persone e i bambini che muoiono di fame, e dopo la condanna della cultura dello spreco, parlando davanti a oltre 70mila persone il Pontefice ha fatto riferimento al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: avanzano 12 ceste, «non ci sono scarti, il 12 rappresenta simbolicamente le tribù di Israele, cioè tutto il popolo, e questo ci dice che quando il cibo viene condiviso niente va perduto, ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme».

Con le sue parole, il pontefice ha anche detto di volersi soffermare «sulla questione dell’ambiente, come ho avuto già modo di fare in diverse occasioni: me lo suggerisce anche la odierna Giornata mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite, che lancia un forte richiamo a eliminare gli sprechi e la distruzione degli alimenti».

Papa Francesco ha quindi ricordato «le prime pagine della bibbia», in cui si dice che Dio ha affidato la creazione all’uomo e alla donna «perché la coltivassero e la custodissero», ma «cosa vuole dire “coltivare e custodire”? Stiamo veramente coltivando custodendo il creato, oppure lo stiamo sfruttando e trascurando?». L’agricoltore cura la terra, ha spiegato Bergoglio, «perché dia frutto e perché questo frutto sia condiviso: è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi, è parte del suo progetto, vuole dire fare crescere il mondo con responsabilità, farlo crescere perché sia un giardino abitabile per tutti»

Fonte Il Secolo XIX

Foto: Corriere.it

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