Viviana Normando

Si alla vita, no all’aborto: un sentiero tortuoso che diviene dritto

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Marcia della vita 2013. Sarà presente Il Vaticanese.it. Cinque domande a Virginia Coda Nunziante portavoce e leader della terza marcia per la vita, prima della Marcia, che si svolge a Roma domenica 12 maggio 2013. L’intervista realizzata da Antonello Cavallotto per Il Vaticanese.it mette in risalto il valore della vita in movimento. Non si può cambiare il numero delle vite non nate camminando ma si può far notare quante sono le persone che camminano innanzi a coloro che sono fermi, quanti quelli che favoriscono la morte, avallandola o compiacendola nel silenzio o non aiutando la vita anche solo perché risulta essere la strada più difficile. Invece si tratta della strada dei valori in Cristo, un percorso in una luce che non delude mai, dove tante cose possono accadere, perché quando si perseguono sentieri tortuosi anziché strade dritte spesso si ha molto di più, non solo in dignità ma in doni, in questo caso, in carne e ossa, e non solo. Di seguito l’intervista a Virginia Coda Nunziante.

1. Virginia,  fra poco meno di quindici giorni a Roma si svolgerà la III Marcia per la Vita.  Un appuntamento per i pro-life importante.  Una provocazione per chi pensa che l’ aborto sia ormai un diritto di seconda e terza generazione.  

Una provocazione e una sfida a chi pensa che l’aborto sia un “diritto” e per di più acquisito, su cui non si può discutere. La nostra Marcia sta a dimostrare esattamente il contrario. C’è anche in Italia un popolo pro-life che non si arrende agli attacchi contro la vita e non si rassegna di fronte a una legge criminale come la 194, tanto da lottare per la sua completa abrogazione. Anzi, di fronte al torpore di tanti, troppi italiani, anche cattolici, chi scenderà in piazza a Roma il 12 maggio vuole riportare al centro dell’attenzione i valori non negoziabili, primo fra tutti il diritto alla vita e denunciare l’omicidio di 5 milioni di bambini innocenti a causa proprio della legge 194.

2. Rispetto alla manifestazione e al successo inaspettato dello scorso anno,- si parlò di 15 mila persone – il numero dei partecipanti e dei gruppi è aumentato?  Avete avuto adesioni anche di gruppi ed associazioni pro-life europei o americani ?

Quest’anno saremo senz’altro di più. Partiranno molti più pullman da ogni parte d’Italia e soprattutto avremo numerose delegazioni estere, europee e statunitensi. Verranno rappresentanti del mondo pro-life americano, francese, tedesco, belga, polacco e così via. Addirittura sfilerà con noi anche la Presidente della March for Life di Washington, che per tutti rappresenta l’evento modello che ha ispirato marce simili in tutto il mondo. Insomma, la Marcia per la Vita attira sempre di più e non potrà venire ignorata.

3.Qualcuno pensa che manifestare  la vita sia rimasta solo una forma nostalgica di protesta insomma che scendere e gridare non incida più di tanto sui decisori politici. Figuriamoci per  una cancellazione totale della legge 194 in ambito parlamentare. Tu pensi sempre che scendere in piazza valga ancora la pena ?  Nell’era della Rete non credi che si possa incorrere nel rischio che già lunedì 13 o martedì 14 la tua Marcia sia stata già ingoiata e masticata e risputata dai nativi digitali dell’info-sfera ? 

Certamente ora come ora può sembrare irrealistico pensare ad una totale abrogazione della 194. Questo però deve continuare ad essere ed è il nostro obiettivo. Mobilitazioni come la Marcia servono proprio a risvegliare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Vogliamo crescere in numero sempre di più, in modo tale da poter diventare una voce quantomeno ascoltata nelle sedi istituzionali. Per quanto riguarda il problema della facilità con cui oggi si dimenticano le notizie, non abbiamo alcuna paura. Il nostro popolo è fatto di tanti giovani volenterosi che sanno usare benissimo i social network e che proprio grazie a facebook o twitter parlano della Marcia ai loro amici, raggiungendo davvero numerosissimi interlocutori. La Marcia stessa, tra l’altro, ha un sito internet (www.marciaperlavita.it), in costante aggiornamento, e si trova sui già citati social network. Come Comitato organizzatore, poi, posso rassicurare sul fatto che organizziamo incontri e conferenze sul tema specifico durante tutto l’anno. E non manca infine il ricorso alla sempre cara ed utile carta stampata. Certo, si può fare e si farà sempre di più, magari con una struttura dotata di maggior robustezza e stabilità. Ma il pericolo che la Marcia passi inosservata e non raggiunga ogni parte d’Italia non c’è.

4. I francesi continuano a manifestare contro Hollande  e a favore della famiglia naturale. Obama ha lanciato la parola d’ordine: fratelli e sorelle gay. In tutto il mondo cosiddetto occidentale l’assalto più che alla vita sembra essere portato alla famiglia e alla natura  sessuata e differente dell’uomo e della donna. Perché ostinarsi a mettere al centro solo la vita, il valore vita quando essa è fra l’altro sotto attacco da nuove forme di selezione eugenetica di procreazione ?  Non pensi insomma che insistere sulla stessa parola aborto evochi e richiami scenari e contrapposizione ideologiche divisi francamente da evitare ?     

La Marcia per la Vita nasce principalmente per combattere l’aborto e per dire il nostro fermo no, senza se e senza ma, senza compromessi né tatticismi, alla legge 194. Tuttavia, chi viene a Roma lotta pure contro ogni forma di eutanasia e dichiara la propria contrarietà ad ogni manipolazione degli embrioni, a partire dalla fecondazione assistita. C’è poi anche il tema della famiglia. L’associazione di cui faccio parte, e che insieme al Movimento europeo di difesa della vita ha ideato la Marcia, si chiama Famiglia Domani e stampa anche una rivistina trimestrale, Famiglia Domani Flash. Pertanto la difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio di un uomo e una donna è garantita e i nostri scritti e le nostre battaglie lo testimoniano. Attualmente, però, in Italia non ci sono ancora, grazie a Dio, i matrimoni o le unioni omosessuali. C’è invece una legge abortista e allora è su quel tema che bisogna insistere. Parlare di aborto divide? Sicuramente. Ma anche le parole di Gesù e della Chiesa (il Vaticano II definisce l’aborto un “abominevole delitto”) lo fanno. Non si può tacere la verità. Anzi, ciò che tende a dividere induce a riflettere ed è di questo che abbiamo bisogno.

5.Come portavoce desideri fare un appello ? E se potessi esprimere un desiderio, chi vorresti vedere scendere in piazza con te il 12 maggio ?

Come portavoce della Marcia per la Vita mi sento di invitare quante più persone possibili a venire a Roma per passare una bella domenica, speriamo assolata, tra il Colosseo e Castel Sant’Angelo, in mezzo a tanti altri amici che condividono la stessa battaglia e gli stessi ideali. Conoscersi, condividere esperienze, scambiarsi contatti, aiuta a sentirsi un’unica famiglia e questa unione fa la forza. Il pericolo della solitudine è lo scoraggiamento e l’apatia. Sapere invece che in un’altra città, magari lontana dalla mia, vi sono persone che la pensano come me, aiuta ad essere più tenaci, militanti e coraggiosi. Quindi partecipare alla Marcia del 12 maggio è una testimonianza ma anche un’occasione per stare insieme. Mi piacerebbe vedere in piazza gli intellettuali e i politici abortisti: significherebbe che hanno cambiato idea! E poi sarebbe bello un saluto di papa Francesco in piazza san Pietro, al Regina coeli.

Antonello Cavallotto