Viviana Normando

Punto, Confraternite: in centomila con Papa Francesco. Intervista al Presidente Antonetti

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Insieme a Papa Francesco e al Vaticanese.it. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il servizio a cura di Antonello Cavallotto. Intervista a Francesco Antonetti, Presidente della Confederazione delle Confraternite d’Italia, per fare un bilancio sulla portata dell’evento che ha visto incontrare Papa Francesco con tutte le Confraternite del mondo, evidenziando con riconoscenza il ruolo fondamentale che le Confraternite hanno ad esempio nella tutela della memoria della fede cristiana e della pietà popolare. Il raduno mondiale è stata un’invasione pacifica di Gonfaloni e mozzette, di una realtà che solo in Italia conta più di un milione di iscritti ed in primis una missione speciale: tenere vivo il rapporto tra fede e culture particolari.

 

1.Presidente Antonetti, alle spalle abbiamo le tre giornate (3-5 maggio 2013) dedicate alle Confraternite. Un evento all’interno dell’Annus  Fidei, unico eccezionale. Le chiediamo un bilancio e un suo commento su un evento che vi ha visto impegnati, penso, sia sul piano organizzativo m anche su quello spirituale. Ma cosa sono le confraternite e soprattutto chi è il confratello, qual è il suo carisma?

Il bilancio è sicuramente positivo. Vedere la Piazza San Pietro e almeno metà di Via della Conciliazione gremita di Confratelli e simpatizzanti (stimati in oltre 100.000) racconta il grande successo di questo evento al quale la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, attraverso i suoi membri direttivi, i coordinamenti regionali e altri collaboratori , ha dato grande attenzione e risorse. La riposta dei confratelli italiani è stata immediata e vorrei dire che tutte le diocesi che vantano presenze di confraternite erano presenti. Le confraternite hanno sempre dimostrato di essere accanto ai propri pastori e quando chiamano sanno rispondere con la fedeltà che le Contraddistingue. Non potevano mancare all’incontro nell’anno della Fede con il primo pastore, il Santo Padre, Papa Francesco. Il carisma del confratello è quello di essere una persona dei nostri tempi che fonda le proprie radici sulla fede vissuta nel culto, nella pietà popolare e nell’esercizio della carità e solidarietà.

2.Un passo indietro. Sabato mattina presso la Chiesa di S. Giovanni  Battista de’ Fiorentini lei ha tenuto una relazione per l’Assemblea Generale dei delegati italiani delle confraternite.  Ci può dire in poche parole gli ambiti e gli impegni delineati ?

I primi impegni sono sempre quelli del rispetto del mandato assegnatoci dallo statuto approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana. In questo ambito desideriamo continuare i nostri cammini, sia nazionali che regionali. Stiamo valutando la possibilità di fare il cammino nazionale del 2014 in una città del centro Italia e nel 2015 a Torino. Abbiamo programmato poi il cammino regionale del Lazio e Umbria il 20 e 21 settembre del 2014 a Orvieto e Bolsena in occasione degli anni giubilari indetti per i 750 anni del miracolo eucaristico di Bolsena e dell’istituzione della festa del Corpus Domini. Desideriamo invitare a questo evento tutte le confraternite dedicate al SS Sacramento. Una ulteriore iniziativa sarà quello di organizzare un convegno nazionale sui beni culturali e archivistici delle confraternite.

 

3.Era presente all’Assemblea anche il vostro Assistente spirituale della Confederazione delle Confraternite, S.E. mons. Mauro Parmeggiani. Quali i passaggi del suo messaggio che più l’hanno colpita?

Dalla sua relazione il nostro Assistente Ecclesiastico ci ha ancora spronato a proseguire il cammino intrapreso rimanendo fedeli alla Chiesa, ai pastori, ma soprattutto dare attenzione alla formazione. Nel suo messaggio abbiamo ascoltato la Sua vicinanza e la volontà di dedicarsi alle nostre istituzioni. Il Vescovo ha già iniziato a contattare tutti i delegati diocesani delle confraternite e la sua intenzione sarà quello di riunirli per studiare insieme le migliori forme per la formazione continua del confratello.

 

4.A conclusione dei lavori, siete andati poi in processione  alla Tomba di Pietro e di corsa alla concelebrazione eucaristica per le confraternite di lingua italiana nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, concelebrazione presieduta dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Nella catechesi introduttiva S.E. mons. Fisichella ha detto che le confraternite sono parte importante della nuova evangelizzazione.  In che senso ?

Nel senso che i confratelli vivono la società di tutti i giorni. Una società che rischia di scristianizzarsi. Si parla sempre più spesso solo di calcio, di politica, di economia, di vacanze, di estetica e così via. Difficile parlare di vangelo, di vita cristiana, di catechismo di spiritualità. La solidarietà ci si limita ad osservarla dall’esterno , magari inviando qualche soldo con gli sms o facendo adozioni a distanza, una distanza a volte troppo…distante. Il confratello quando formato può rompere questi schemi e essere protagonista per una ri-evangelizzazione e dell’esercizio della carità verso le nuove povertà. Ricordiamo che Papa Francesco ci ha anche chiesto di essere Missionari.

 

5.Veniamo alla Messa papale. Centomila confratri presenti. Una degna conclusione e un buon viatico. Possiamo dire che siete stati coraggiosi a venire anche con la pioggia? Il Papa vi ha accolto con bonarietà e vi ha detto che vi vuole bene e di non accontentarvi di una vita cristiana mediocre. Vi ha indicato tre concetti chiave: evangelicità, ecclesialità, missionarietà. Ripartirete da questi ?

E’ anche opportuno ricordare che Papa Benedetto XVI ci aveva già indicato questi concetti e con gioia li abbiamo ancora una volta ricevuti dal nuovo Papa. Questa continuità non può altro che renderci felici a testimonianza che la Chiesa ci riconosce come suo membro vivo e ci ama.

 

6.Ancora due domande Antonetti. Dopo l’Ite Missa est, il baciamano con Francesco.  Emozionato ? E cosa le ha detto Sua Santità?  

Non le parole, ma il suo sguardo soprattutto mi ha comunicato il suo apprezzamento ed il suo affetto.

 

7.Soddisfatto di come i media hanno riportato il raduno?

Purtroppo no. Nonostante che le confraternite riunite formano il movimento associazionistico cattolico più grande in Italia (si stimano tra un milione e un milione mezzo i confratelli italiani) non siamo appetibili per i media. I confratelli non vantano pubblicamente i propri ruoli sociali e non vantano” opinion leader “nel mondo cattolico. I media si interessano ai nostri colori o alle nostre processioni, soprattutto se legate a  fenomeni “scandalistici”. Qualche volta ci fanno apparire come residui del passato, ma non sanno sottolineare il valore delle tradizioni. Dobbiamo ricordare che tradizione è anche Radice. Deriva dal latino Tradere che significa tradurre, trasportare gli antichi valori e saperli rendere attuali nella vita presente e presentarli al futuro. A conclusione di questa vostra intervista desidero ringraziare attraverso Il Vaticanese, che so essere letta e molto apprezzata il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ed il suo Presidente SER Mons. Rino Fisichella, il nostro Assistente Ecclesiastico SER Mons. Mauro Parmeggiani motore del Comitato Organizzatore, tutti i membri dirigenti e i coordinamenti regionali della Confederazione, i confratelli che hanno collaborato con la Presidenza della Confederazione e i confratelli romani che hanno accolto i confratelli in pellegrinaggio. Un ricordo particolare infine vorrei inviarlo in cileova al nostro primo Assistente Ecclesiastico, SER Mons. Armando Brambilla che ha ispirato la realizzazione della giornata mondiale delle confraternite e della Pietà Popolare.

Foto, raduno mondiale Confraternite di Enzo Lo Jacono.