Viviana Normando

Il Santo Padre salva un ragazzo in San Pietro con la Sua Paterna Benedizione

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Proprio nel giorno della Pentecoste, dopo la Santa Messa in Piazza S. Pietro, non è affatto passato inosservato il gesto d’amore compiuto da Papa Francesco verso un ragazzo malato, nei pressi dell’Arco delle Campane. Il video che ritrae il giovane, su di una sedia a rotelle e il Santo Padre porre le sue mani su di lui, tra stupore, polemiche, verità e tante parole, è veicolato nella rete alla velocità della luce. Non è la prima volta che il Pontefice si dedica ad un ragazzo malato, ad un disabile che con sofferenza viene ad assistere alla Messa da Lui officiata, tanto sia in prima fila quanto sia tra la folla, tanto sia bimbo, giovane o adulto. Egli indica di condurlo a sé, lo abbraccia e lo bacia. Egli tocca i più deboli, i più sofferenti, prega per loro e dice a tutti coloro che incontra ‘pregate per me’. Papa Francesco senza dubbio con grande fermezza ed immediatezza abbraccia in ogni gesto i suoi fedeli e tutta la Chiesa. E raccomanda che la centralità, persino innanzi a Lui, che è proprio il Vicario di Cristo, sia Cristo. Anche per questo ha conquistato i cuori di molti, nell’essere uno di noi, che ci invita a non farci rubare la speranza, a pregare lo Spirito Santo, tutti insieme, nell’unità in Cristo.

 

Il Santo Padre Pastore

 

Prima di lui ha pronunciato preghiere, parole ai sofferenti, Giovanni Paolo II e ancora il suo più recente predecessore Benedetto XVI, il Papa Emerito. Prima di lui, successori di Pietro, da Pastori, hanno guarito pecore del loro gregge.

Ed è così che nella luce di Cristo quando il Papa si avvicina ai malati, con il suo approccio, con le sue mani, le tenebre possono svanire e la sofferenza lenirsi, con una Benedizione particolare. Questo è anche il compito del Pastore, di colui che rappresenta Cristo sulla terra. Se Papa Francesco si comporta come un Pastore, come un papà, resta sempre il Santo Padre, in tutti quei segni che riesce a dare a molti nella quotidianità, tra la gente, non da un trono e non certamente come un esorcista. La sua umiltà, manifestata anche dal cercare lo sguardo dell’altro, non deve far travisare né il fortissimo senso di essere Papa né il significato profondo di essere Pastore. Nella umiltà in Cristo, nel dire ‘io ci sono, sono qui’, non l’uno senza l’altro. Il Papa nelle pagine dei media non può essere diventato un esorcista. E’ il Papa e noi Lo ringraziamo della sua opera costante a favore del Bene della Chiesa e del mondo, nel riportare le cose sulla retta via, sulla strada della Verità, e come Lui dice a noi, gli vogliamo bene.

 

Il pensiero del noto esorcista Padre Amorth: cos’è un esorcismo

 

Come tutti i personaggi Santi, come Santo Padre, è il Vicario di Cristo ed è normale che sia protagonista della eterna battaglia del Bene contro il Male. Qual è “il mistero”? E può questo alimentare divisioni anziché unioni?

 

Circa “la battaglia di Papa Francesco contro il Diavolo e le sue seduzioni”, in due mesi di omelie anche nella Santa Messa mattutina nella Chiesa di Santa Marta in Vaticano, il Pontefice argentino ha più volte messo in guardia dalle insidie di Satana. Secondo il Codice di diritto canonico, nessuno può legittimamente proferire esorcismi sugli ossessi, se non ha ottenuto dal suo vescovo ‘peculiare ed espressa licenza’. Su questo tema è intervenuto Padre Gabriele Amorth, noto esorcista, che ha ribadito: “Un’autorizzazione, nel procedere nell’esorcismo che viene concessa soltanto ‘al Sarcerdote ornato di pietà, di scienza, di prudenza e di integrità”. E prosegue a raccontare: “Nel corso del suo lungo pontificato Giovanni Paolo II ha lottato diverse volte contro Satana. E la sua battaglia continua anche oggi che è morto. Infatti Wojtyla è presente ancora oggi durante molti esorcismi”. Aggiunge Amorth nel suo libro ‘L’ultimo esorcista’: “Una volta una posseduta mi ha detto: ‘Mentre mi esorcizzavi ho visto di fianco a te Giovanni Paolo II. Tu non te ne sei accorto ma mi stava esorcizzando assieme a te’. Dalle affermazioni di diversi esorcisti emerge che l’invocazione a Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo”. “Quando si nomina Wojtyla durante un esorcismo il posseduto schiuma letteralmente rabbia- precisa Amorth -. Il demonio ha lottato parecchio contro la beatificazione di Giovanni Paolo II e ancor più lotterà per la sua canonizzazione. Ma non riuscirà a impedirla perché Satana è il grande perdente mentre Dio vince sempre”.

“In Sudamerica – conclude Amorth – la spiritualità carismatica e l’attenzione agli esorcismi sono predominanti. Bergoglio appare proiettato sulla scia pastorale di Wojtyla anche in quella lotta al Maligno che invece Ratzinger ha condotto salvaguardando l’ortodossia della dottrina da pericolose deviazioni. ‘Tutto il Pontificato di Benedetto è stato un esorcismo’, spiega Amorth.

 

Come cristiani e nel nostro mestiere di comunicatori siamo semplicemente vicini al Santo Padre e a sostegno della Madre Chiesa, “sentinelle della rete”, nella Sua lotta del Bene contro il Male.

 

Viviana Normando

Fonte: per le dichiarazioni di Padre Amorth, La Stampa.it, Giacomo Galeazzi.