Viviana Normando

Ecco il primo premio non italiano di “Una vita per la vita”

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Esempio di Carità efficiente e pratica. E’ il primo non italiano ad essere insignito del Premio e della targa “Una Vita per la Vita”, alla sua quinta edizione. E’ , sacerdote africano, fondatore di numerose opere in Nigeria a difesa, promozione ed educazione della vita. Introducendo l’evento, il Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, P. Pedro Barrajon, L.C., ha affermato: «ho l’alto onore di consegnare il premio “Una Vita per la Vita” a un uomo di Dio, il Rev. P. Emmanuel Edeh, operatore di pace e difensore del valore della vita umana. L’amore quando è vero – ha aggiunto il Rettore – è creativo e prolifico come le numerosissime opere realizzate dal Rev. Edeh per una società più giusta e buona. Il mondo ha bisogno di persone come lui, di persone che hanno il coraggio di donarsi e di spendere la loro vita la servizio degli altri uomini. La nostra vecchia Europa ha bisogno di questi uomini santi, e di un continente come l’Africa che dà tanto alla Chiesa in termini di testimonianza, solidarietà e carità cristiana».

«E’ grazie a questa sua vita di operatore per la vita e per la pace -  ha aggiunto il prof. Aberto Garcia, docente di Bioetica e Direttore della Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti Umani- grazie a questa figura straordinaria di uomo e sacerdote che posso affermare come adesso la Nigeria sia più vicina e più unità a tutti noi nella comune convergenza e cooperazione educativa alla vita». Prendendo in considerazione un’altra opera di collegamento con la Nigeria, quale la Steadfast Foundation Onlus, che lì ha iniziato la sua mission di cooperazione, il prof. Garcia ha affermato: «ringrazio il lavoro di “ambasciatore della vita e della pace” svolta dall’amico e collega Emmanuele Di Leo, membro della Facoltà di Bioetica, e Presidente della Steadfast, che più di tutti ha creduto in questo progetto di collegamento con le opere e le azioni di P. Edeh e le sue Università. Queste sono  ben evidenziate dalla mostra fotografica commissionata dalla stessa Steadfast al bravo fotografo Pierpalo Cioeta che, in diciannove meravigliosi scatti, ha illustrato la vita e le opere di un uomo umile e pieno di Gesù».

Prendendo la parola, il prof. Edmund Agbo, Direttore dell’Istituto di Bioetica della “Madonna University” e Presidente dell’”International Bio-research Institute”, ha illustrato la vita di P. Emmanuel Edeh, «la vita – ha detto – di un uomo semplice e davvero eccezionale. Nato ad Akpugo il 20 maggio 1947, in un giorno di eclissi di sole – presagio che gli anziani del villaggio interpretarono come un dono all’umanità -, dopo gli studi di filosofia e un dottorato compiuto a Chicago, rientrato in patria P. Edeh decise di stanziarsi nella città simbolo della sua nazione, Elele, città teatro della sanguinosa guerra civile scoppiata nel 1967. A Elele costruì i primi centri di aiuto alla vita e soprattutto il primo centro denominato “per la Pace, Giustizia e Riconciliazione” che si calcola, abbia portato a risoluzione positiva oltre 14 milioni di cause. Sempre ad Elele padre Edeh fonda numerose case di accoglienza per i senza tetto e i senza lavoro, fonda la Casa di Formazione Saviourite e infine la “Madonna University”, odierno polo di eccellenza e di formazione universitaria per migliaia di studenti nigeriani. Fondatore anche di quattro congregazioni, padre Edeh, è considerato anche il “primo” filosofo africano per la sua teoria della “carità efficiente e pratica” che vede nell’uomo fatto a immagine di Dio un portatore continuo di “bene” per il suo prossimo».

Dopo la consegna del premio, padre Edeh ha ringraziato gli organizzatori e con forza ha ribadito che in verità l’autore di tutte le opere da lui realizzate è Gesù Salvatore: la conferma questa della straordinaria umiltà che ha animato la “carità efficiente” di Padre Emmanuel Edeh.

 

 Viviana Normando