Viviana Normando

A Marta (Vt): la storia della Grotta delle Apparizioni di Maria

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In ogni luogo e in ogni dove, per il tramite in particolare della preghiera e della recita del Santo Rosario, è possibile stare vicini a Maria e sentire quanto generosamente si è ricambiati. Si toccano con mano quei privilegi che Maria Madre di Cristo, Madre della Chiesa, Madre di tutte le vocazioni, di progetti di vita e di vita in Cristo, elargisce. La storia insegna che fatti miracolosi e inspiegabili, segreti svelati, che possono trovare fondamento nella reciprocità tra scienza e fede, le due ali che conducono l’animo umano ad innalzarsi alla contemplazione della Verità, sono accaduti e sono stati rivelati a Fatima, Lourdes, Medjugore, e non da ultimo a Civitavecchia con la lacrimazione ematica di una piccola statua della Vergine.

MARTA A POCHI PASSI DAL MIRACOLO DEL CORPUS DOMINI

Marta è un piccolo comune a pochi kilometri da Viterbo, subito dopo Montefiascone, conosciuto dai più per il suo noto vino rosso la Cannaiola. E’ sito sulle rive del lago di Bolsena, il lago più grande d’Europa, dove vi è “La Grotta delle apparizioni”, proprio a ridosso della cittadina di Bolsena dove nella Cattedrale di Santa Cristina è avvenuto il miracolo del Corpus Domini, oggi celebrato a giugno in tutto il mondo, quest’anno il 2 giugno 2013.

LA GROTTA DELLE APPARIZIONI: LA STORIA

“La Grotta delle Apparizioni” è anche il titolo di un libricino di sole 63 pagine scritte da un architetto, Gaetano Benedetti.

Le pagine partono dal racconto di come e quanto la Vergine Santissima si sia manifestata in questa piccola grotta, scavata sotto un castello e procedono a narrare con linguaggio semplice e documentazione certificata, alcuni degli episodi soprannaturali, circa 330 fatti, accaduti dove era una cantina.

La storia delle apparizioni nella Grotta di Marta ha inizio il 19 maggio 1948, quando tre bimbe, Ivana, Brunilde e Maria Antonietta, di otto-nove anni, all’uscita da scuola, decisero di andare a cogliere i fiori per la processione del Corpus Domini, la cui celebrazione, pochi sanno, parte nel mondo da questa zona, dalla vicina Chiesa di S. Cristina a Bolsena, dove l’ostia cominciò a trasudare sangue per poi essere riconosciuta ovunque fino al Giubileo avvalorato di recente da Benedetto XVI. Queste bimbe, per il Corpus Domini, che era sentito qui in maniera particolare, colsero i fiori per l’infiorata in onore del Corpo di Cristo e si accorsero, guidate da una delle loro mamme, che l’infiorata sarebbe avvenuta la settimana successiva. Deposero quindi la cesta con i fiori in una cantina perchè si conservassero. Nel mentre posavano il cesto videro una luce fortissima e sul muro un quadro con Maria in braccio Gesù Bambino. Corsero a dirlo alle loro mamme, a tutti a tal punto che il giorno dopo ci volle l’ordine pubblico per “arginare” le visite, gli episodi miracolosi accaduti subito a innumerevoli persone, circa 300.

I MIRACOLI DELLA GROTTA

Come si scrive nell’inchiesta fatta per raccontare la presenza di Maria nella Grotta di Marta “C’era chi vedeva una luce, chi la Vergine Maria, chi S. Giuseppe, chi anime di trapassati”, da parte di persone giunte anche dai paesi limitrofi. Molti andarono in estasi, per primo Orlando Maurizi, al quale la Madonna disse che il giorno seguente sarebbero accaduti due miracoli: una bambina guarì da un male incurabile e il sole cominciò a roteare divenendo di mille colori, quando soprattutto si disse che non era vero nulla poichè era stato fatto un solo miracolo e nessuno aveva avuto visioni. L’episodio confutò subito tutto e mise tutti, circa quaranta mila fedeli accorsi, davanti all’evidenza e all’assoluto privilegio di avere visto e di credere. Vennero istituite anche commissioni d’inchiesta con l’allora parroco don Liberato Tarquini ma ci voleva poco per capire che persone lontane venivano misteriosamente avocate in questo luogo, esaudendo loro grazie, per prima la luce nell’anima. Nella storia mariana non e’ mai accaduto che vi fossero apparizioni e miracoli per tre giorni di seguito. Da quel giorno la Madonna, rappresentata da una bellissima statua bianca e azzurra, non ha mai smesso di elargire grazie, per il tramite della preghiera all’immagine. La grotta, sempre aperta, di giorno e di notte, alla cittadinanza, ai turisti, ai pellegrini viene custodita fedelmente da Mario Prugnoli, oggi di 97 anni, che con aspetto e forza giovanile ogni giorno alle 15.00 recita il Santo Rosario a Maria. L’architetto Gaetano Benedetti e’ tra coloro che sono stati condotti da una forza misteriosa, nel suo caso alle 20 da Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, in una giornata invernale fredda e piovosa, burrascosa, senza sapere il perchè. E’ cosi che conobbe la Grotta di Marta e che fu da subito incentivato, sia pure in uno stato di sgomento per ciò che aveva devastato all’improvviso e con forza le sue abitudini, il 22 novembre 1988. Mario Prugnoli gli disse allora che lo stava aspettando per divulgare ciò che accadeva nella grotta e Benedetti, incredulo cominciò a narrarlo dopo avere raccolto diverse testimonianze e a dare voce a Mario, che ha lasciato finanche il suo mestiere di pescatore per occuparsi della Grotta. E noi amplifichiamo la loro voce. Il diario della Grotta delle apparizioni di Marta cita ad esempio: episodi di veggenti Gabriele Paoletti, steso in fondo alla grotta con la faccia contro il suolo e braccia e mani aperte che non si distoglieva dalla sua estasi neppure pestando il suo corpo come e’ accaduto a tanti qui. Apparizioni tra cui quella a due fidanzati per caso a Marta il 14 novembre 1992. Ad Andrea Sborchia fu affidato il compito di recarsi a piedi e scalzo alla tenuta di San Savino a quindici chilometri tra rovi e sentieri tortuosi di cui nei suoi piedi non restavano alla fine traccia. Ai miscredenti e’ riservato un trattamento speciale: a chi ha pensato fosse una buffonata e una bella trovata quella della Grotta di Marta, come l’autista di un bus che andava nel vicino Valentano, e’ stato riservato un accentuato nervosismo sedato solo con il recarsi alla grotta e chiedendo perdono a Maria per avere dubitato. E quando accadde che chi venne invitato ad allontanarsi dalla grotta, come Elsa Bertuetti venne accolto subito da Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Elena Russo nata a Viterbo nel 1987, fu guarita dall’artrite reumatoide, malattia agli esordi, che gli impediva il funzionamento di un ginocchio e che sparì, nonostante il parere di malattia permanente dei vari specialisti cui i genitori l’avevano fatta visitare. Ed ancora sono stati graziati tra i tanti Guerrino Dolci di Marta che guarì da un’embolia nella regione oculare, Vincenzina Canonico di Napoli da un esaurimento nervoso, Moreno De Grossi di Marta che in un incidente stradale ebbe i timpani perforati e che tornò ad udire perfettamente dopo avere messo nelle orecchie un batuffolo di ovatta precedentemente posto nelle mani della Madonna; Angela che ponendo una corona di rosario tenuta nelle mani della statua della Vergine riuscì a guarire il marito da una grave forma di cervicale; Mario Prugnoli stesso, salvato da un male al fegato, a 97 anni non ha un dolore, che forse sarebbe naturale per età o anche solo per lo stare nella grotta umida tutti i giorni. Fino, poi, ad esempio ancora grazie certificate a Giovanni Dolci e la moglie che si videro salvo un figlio da un incidente stradale; a Lorenzo il bambino guarito dalle lunghe otiti; Ilde Sassara di Torino e la sua nipotina salvatesi da una scarpata a seguito di incidente automobilistico; una mamma che riuscì ad avere un figlio dopo molti anni dopo l’invocazione a Maria; Maria Angeloni che si salvò a seguito di un incidente domestico da un trauma cranico e conseguente operazione ove i medici non vedevano guarigione; la signora a cui venne salvata la mamma di sessanta anni da aneurisma celebrale, in coma, poi miracolosamente divenuta operabile, quindi tornata a casa senza alcuna ripercussione.

CONTINUANO LE GRAZIE DI MARIA

Storie incredibili che si rinnovano nella fedeltà a Maria. In numerosissimi, ordinatamente, si recano nella grotta di giorno e di notte, pregano, mettono un fiore, una foto per grazia ricevuta, pongono fazzoletti nelle mani della statua di Maria, collocata dove un tempo apparvero Maria e Gesù, che poi guariscono parti malate, di loro stessi e dei propri cari. Bimbi malati o irrequieti che dormono sogni tranquilli con il fazzoletto sotto al cuscino dapprima riscaldato dalle mani di Maria a Marta, dove in una semplice grotta, come del resto Gesù era nato in una grotta, Maria si manifesta e prova di essere sempre presente mostrandosi, come e’ accaduto con queste parole “Io sono l’Immacolata Concezione, la madre di Gesù di Nazareth”, scritta che troneggia in azzurro in fondo alla grotta e sulla statua della Madonna.

In questa piccola grotta, dove all’ingresso vi e’ per segnalazione una statua di travertino della Madonna e un crocifisso illuminato eseguiti e procurati da Gaetano Benedetti, si ritrova quel timore devozionale e reverenziale autentico nei confronti di Maria, quel rigore, sostegno e guida nella vita. Ogni testimonianza vale per sostenere l’operato di quanti vi credono e sono desiderosi di migliorare o di ricevere grazie. La bellezza della semplicità della grotta, quella stessa essenzialità o povertà cui oggi ci invita Papa Francesco, si ritrovano e si sposano.

APPELLO: IL SINDACO DI MARTA TOLGA I RIFIUTI DALL’INGRESSO

Affinchè questa Bellezza non sia dispersa e non trovi dicotomie, invitiamo vivamente il Sindaco di Marta d.ssa Lucia Catanesi, indipendentemente da quale corrente politica o credo appartenga, a sgomberare l’area antistante la grotta da una moltitudine di cassonetti.

Non solo ogni giorno Mario Prugnoli recita il Rosario alle ore 15.00 in punto, circondato da fedeli e non, ma la grotta, essendo aperta costantemente h24, è perenne oggetto di sosta.

In molti, vicini e lontani, monitorano la tutela e la salvaguardia di questo luogo benedetto che avoca rispetto.

Maria contrasta le brutture del mondo, attira turisti, visitatori, fedeli, curiosi, credenti e non, compresi giovani che portano avanti nel suo nome progetti per la collettività e non può che meritare altrettanta Bellezza, in compostezza e devozione filiale, anziché rifiuti.

Viviana Normando