Viviana Normando

Papa Francesco: la vera pace, quella profonda, viene dal fare esperienza della misericordia di Dio

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In questa domenica di Pasqua o della Divina Misericordia, come venne definita da Giovanni Paolo II, Papa Francesco in piazza San Pietro, nel suo discorso Regina Coeli, parla del coraggio di essere cristiani lanciando un messaggio forte e chiaro: “Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani!”. Ma molto si sofferma sulla misericordia, fonte della vera pace.

Il discorso precede l’intronizzazione delle ore 17.30 di Papa Francesco nella Arcibasilica di S. Giovanni in Laterano e la presa di possesso della Cattedra di Vescovo di Roma. Ricordiamo che alle 17.00, proprio a ridosso dell’ottava vigilia della dipartita del Beato Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005, il Vescovo di Roma scopre la targa della Piazza S. Giovanni in Laterano che non avrà più questo appellativo ma “Largo Giovanni Paolo II”.

Di seguito riportiamo il Regina Coeli di Papa Francesco:

“Cari fratelli e sorelle! Buon giorno!
In questa domenica che conclude l’Ottava di Pasqua, rinnovo a tutti l’augurio pasquale con le parole stesse di Gesù Risorto: ‘Pace a voi!’ (Gv 20,19.21.26). Non è un saluto, e nemmeno un semplice augurio: è un dono, anzi, il dono prezioso che Cristo offre ai suoi discepoli dopo essere passato attraverso la morte e gli inferi. Dona la pace, come aveva promesso: ‘Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi’ (Gv 14,27). Questa pace è il frutto della vittoria dell’amore di Dio sul male, è il frutto del perdono. Ed è proprio così: la vera pace, quella profonda, viene dal fare esperienza della misericordia di Dio. Oggi è la Domenica della Divina Misericordia, per volontà del beato Giovanni Paolo II, che chiuse gli occhi a questo mondo proprio alla vigilia di questa ricorrenza.

Il Vangelo di Giovanni ci riferisce che Gesù apparve due volte agli Apostoli chiusi nel Cenacolo: la prima, la sera stessa della Risurrezione, e quella volta non c’era Tommaso, il quale disse: se io non vedo e non tocco, non credo. La seconda volta, otto giorni dopo, c’era anche Tommaso. E Gesù si rivolse proprio a lui, lo invitò a guardare le ferite, a toccarle; e Tommaso esclamò: ‘Mio Signore e mio Dio!’ (Gv 20,28). Gesù allora disse: ‘Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!’ (v. 29). E chi erano questi che avevano creduto senza vedere? Altri discepoli, altri uomini e donne di Gerusalemme che, pur non avendo incontrato Gesù risorto, credettero sulla testimonianza degli Apostoli e delle donne. Questa è una parola molto importante sulla fede, possiamo chiamarla la beatitudine della fede. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto: questa è la beatitudine della fede!

In ogni tempo e in ogni luogo sono beati coloro che, attraverso la Parola di Dio, proclamata nella Chiesa e testimoniata dai cristiani, credono che Gesù Cristo è l’amore di Dio incarnato, la Misericordia incarnata. E questo vale per ciascuno di noi!

Agli Apostoli Gesù donò, insieme con la sua pace, lo Spirito Santo, perché potessero diffondere nel mondo il perdono dei peccati, quel perdono che solo Dio può dare, e che è costato il Sangue del Figlio (cfr Gv 20,21-23). La Chiesa è mandata da Cristo risorto a trasmettere agli uomini la remissione dei peccati, e così far crescere il Regno dell’amore, seminare la pace nei cuori, perché si affermi anche nelle relazioni, nelle società, nelle istituzioni. E lo Spirito di Cristo Risorto scaccia la paura dal cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire dal Cenacolo per portare il Vangelo. Abbiamo anche noi più coraggio di testimoniare la fede nel Cristo Risorto! Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani! Noi dobbiamo avere questo coraggio, di andare e annunciare Cristo Risorto, perché Lui è la nostra pace, Lui ha fatto la pace, con il suo amore, con il suo perdono, con il suo sangue, con la sua misericordia.

Cari amici, oggi pomeriggio celebrerò l’Eucaristia nella Basilica di San Giovanni in Laterano, che è la Cattedrale del Vescovo di Roma. Preghiamo insieme la Vergine Maria, perché ci aiuti, Vescovo e Popolo, a camminare nella fede e nella carità, fiduciosi sempre nella misericordia del Signore: Lui sempre ci aspetta, ci ama, ci ha perdonato con il suo sangue e ci perdona ogni volta che andiamo da Lui a chiedere il perdono. Abbiamo fiducia nella sua misericordia!”.

Per approfondimenti: www.vatican.va.