Viviana Normando

Papa Francesco: “Il nostro Dio è un papà”

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Udienza Generale del Santo Padre, Piazza San Pietro 10 aprile 2013. Sua Santità è arrivato a bordo della jeep, dove ha iniziato il consueto giro tra la folla, prima dell’udienza generale. Durante i saluti in piazza, Bergoglio ha placato le urla di un bebè col ciuccio e una carezza.

Durante il lungo giro in jeep bianca in piazza San Pietro, Papa Francesco ha salutato con la mano i fedeli che affollano il colonnato berniniano. Come è consuetudine, la jeep si è fermato di tanto in tanto e i gendarmi hanno passato alcuni bambini al Papa che li ha baciati e accarezzati.

Più complessa l’operazione con un bebè che, spaventato dallo spostamento, continuava a piangere e urlare. Il Papa gli ha infilato in bocca il ciuccio e lo ha accarezzato.

Il Dio cristiano è padre, “è un papà, il nostro Dio è un papà”. Lo ha detto Papa Francesco, parlando a braccio durante il suo discorso in udienza generale, e dalla piazza si è levato un lungo applauso.

“Lo spirito che abbiamo ricevuto nel battesimo ci spinge a dire a Dio che è un padre. Meglio: ‘abba’ vuole dire papà. Così è il nostro Dio: è un papà per noi, ci tratta da figli, ci comprende, ci perdona, ci abbraccia, ci ama anche quando sbagliamo”.

“E se anche una madre si dimenticasse del figlio, Dio – ha spiegato il Pontefice nella sua catechesi – non si dimentica di noi in nessun momento, e questo è bello: noi possiamo vivere da figli, questa è la nostra dignità”.

“Noi – ha ripetuto – abbiamo dignità di figli”. E dobbiamo dunque “comportarci come veri figli, questo vuole dire che ogni giorno dobbliamo lasciare che Cristo ci trasformi, cercare di seguirlo anche se vediamo i nostri limiti e le nostre debolezze, la tentazione sempre alle porte, il peccato che ferisce la nostra vita cristiana. Per questo non dobbiamo lasciarci scoraggiare”.

Secondo Bergoglio, “tuttavia, questa relazione filiale con Dio non è come un tesoro che conserviamo in un angolo della nostra vita, ma deve crescere, dev’essere alimentata ogni giorno con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, specialmente della Penitenza e dell’Eucaristia, e la carità”.

“Noi – ha esclamato – possiamo vivere da figli! E dobbiamo avere il coraggio della fede, non lasciarci condurre dalla mentalità che ci dice: ‘Dio non serve, non è importante per te’. E’ vero proprio il contrario: solo comportandoci da figli di Dio, senza scoraggiarci per le nostre cadute, sentendoci amati da Lui, la nostra vita sarà nuova, animata dalla serenità e dalla gioia. Dio è la nostra forza! Dio è la nostra speranza!”.

“Cari fratelli e sorelle, a chi ci chiede ragione della speranza che è in noi, indichiamo il Cristo Risorto. Indichiamolo con l`annuncio della Parola, ma soprattutto con la nostra vita di risorti”.

“Mostriamo la gioia di essere figli di Dio, la libertà che ci dona il vivere in Cristo, che è la vera libertà, quella dalla schiavitù del male, del peccato, della morte! Guardiamo alla patria celeste, avremo una nuova luce e forza anche nel nostro impegno e nelle nostre fatiche quotidiane. E` un servizio prezioso che dobbiamo dare a questo nostro mondo, che spesso non riesce più a sollevare lo sguardo verso l`alto, verso Dio”.

“Essere cristiani – ha spiegato infatti il Pontefice ai circa 60 mila fedeli presenti – non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi dalle tenebre del male e del peccato”.

“Cari fratelli e sorelle – ha poi suggerito – a chi ci chiede ragione della speranza che è in noi, indichiamo il Cristo Risorto. Indichiamolo con l’annuncio della Parola, ma soprattutto con la nostra vita di risorti. Mostriamo la gioia di essere figli di Dio, la libertà che ci dona il vivere in Cristo, che è la vera libertà, quella dalla schiavitù del male, del peccato, della morte! Guardiamo alla Patria celeste, avremo una nuova luce e forza anche nel nostro impegno e nelle nostre fatiche quotidiane”. “E’ questo – ha concluso – un servizio prezioso che dobbiamo dare a questo nostro mondo, che spesso non riesce più a sollevare lo sguardo verso l’alto, verso Dio”.

“Quante volte nella nostra vita le speranze svaniscono, quante volte le attese che portiamo nel cuore non si realizzano. La speranza di noi cristiani – invece – è forte, sicura, solida in questa Terra, dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all’eternità, perché fondata su Dio, che è sempre fedele”.

“Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede, per un’eredità che non si corrompe, ci porti a cercare maggiormente – ha auspicato – le cose di Dio, a pensare di più a Lui, a pregarlo di più”.

Per la prima volta nel suo pontificato Papa Francesco si è rivolto ai fedeli in spagnolo, al momento dei saluti finali dell’udienza generale in piazza San Pietro. Dal 13 marzo, giorno dell’elezione, Jorge Mario Bergoglio ha parlato solo in italiano, salvo una breve benedizione silenziosa in spagnolo nel corso di un’udienza ai giornalisti. Oggi, per la prima volta, il Papa argentino ha riassunto in spagnolo la catechesti settimanale e ha salutato i fedeli spagnoli e latino-americani in spagnolo.

Salutando i pellegrini latinoamericani, il Papa ha citato anche la squadra di calcio di San Lorenzo de Almagro. Il saluto è stato accolto da un applauso festoso e il Papa ha aggiunto, in spagnolo: ‘’questo è molto importante’’. Il cardinale Bergoglio era tifoso del San Lorenzo e aveva anche la tessera.

SALUTO AI DIPENDENTI IDI – “Saluto i dipendenti dell’Idi e auspico che quanto prima si possa trovare una soluzione in una situazione così difficile”. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale.

PREGO PER LE VITTIME DEL TERREMOTO IRAN – “Ho appreso la notizia del forte terremoto che ha colpito il sud dell’Iran e che ha causato morti, numerosi feriti e gravi danni. Prego per le vittime ed esprimo la mia vicinanza alle popolazioni copite da questa calamità”. Così Papa Francesco al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro. “Preghiamo per tutti questi fratelli e sorelle dell’Iran”.

Il Papa saluta Michele Vietti – Il Papa ha salutato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, che ha assistito all’udienza generale di Bergoglio in piazza San Pietro.

La Cancellieri a Santa Maria – Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha partecipato con i suoi familiari alla Messa di questa mattina celebrata da Papa Francesco a Santa Marta. Lo riferisce Radio Vaticana.

Il Papa parla a lungo con la scrittrice disabile Rita Coruzzi – Al termine dell’Udienza Generale Papa Francesco ha salutato la scrittrice Rita Coruzzi, che era sulla sua carrozzella, fermandosi a parlare a lungo con lei. “Se il Signore bussasse alla mia porta e mi offrisse di camminare, ma dovessi in cambio rinunciare a quanto ho imparato stando in carrozzina, allora rifiuterei lo scambio, sentendomi grata che Lui abbia scelto me”, ha dichiarato la giovane scrittrice affetta da tetraparesi, in conseguenza di un intervento chirurgico andato male, dall’età di dieci anni. Nata 26 anni fa a Reggio Emilia, laureata in giornalismo, ha pubblicato: “Un volo di farfalla”, “Come la fede mi ha ridato il sorriso”, “Il mio amico Karol” ed è coautrice di “Grazie alla vita”.

 

Fonte: Quotidiano.net.