Viviana Normando

Il sangue di Cristo sulla maratona di Boston

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Nel primo complimese del soglio pontificio di Papa Francesco, prima della visita del Vescovo di Roma alle Nazioni Unite, mentre in Italia si è in procinto di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, l’America viene scossa da un attentato e vive nuovamente nel terrore. Momenti di paura, buio della morte provocata dal male, giovani vite che si spezzano, tra cui una vita di soli otto anni. Morti, in prima battuta, da tre a 12 e centinaia di feriti.

Ciò che colpisce è questa nuvola bianca che si alza nel cielo azzurro di Boston, tra i colori vivi delle bandiere dei diversi Paesi, dove i partecipanti alla maratona sono almeno venti mila provenienti da tutto il mondo.

Una doppia esplosione al traguardo di una corsa che si ferma e che fa tremare il mondo, anche l’Italia, solidale con l’America.

Ci fa impressione anche perché poco tempo fa a Roma si è svolta la celebre maratona della Capitale che è coincisa con uno dei primi momenti del Pontificato del Papa della gioia Francesco, dove vi erano americani, italiani, russi, cinesi e tanti tanti altri, a ridosso di Piazza S. Pietro.

Ci viene in mente una delle opere di Art for Peace 2001 di DigItalia Bank della Fondazione Paolo di Tarso, raffigurante il corpo di Cristo, tra le braccia di Maria, deposto sulla bandiera americana. Un’immagine realizzata da Fabio Gallo in seguito all’attentato alle torri gemelle di New York, innanzi alla quale le persone che entravano nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma pregavano.

Il sangue di Cristo sulla maratona di Boston, dove ancora una volta Cristo è stato crocifisso.

V.N.

 

 

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