Redazione Il Vaticanese

Fabio Gallo: aiutiamo insieme il piccolo Alessio Emanuele. Ha urgente bisogno del nostro aiuto

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Aiutiamo insieme il piccolo Alessio Emanuele

Aiutiamo insieme il piccolo Alessio Emanuele

Cari amici, ringrazio il Gruppo ComunicareITALIA per avere deciso di sostenere questa campagna di sensibilizzazione in rete a favore della vita del piccolo Alessio Manuele.

UNA CONSIDERAZIONE PERSONALE
Penso che anche voi come me vi siate resi conto di quanto l’Italia sia profondamente divisa tra gente operosa e onesta e gente passiva e disonesta che sta demolendo la nostra amatissima Nazione, per puro egoismo, per avidità, per pura follia. Una piccolissima parte della società italiana ha divorato il presente e il futuro di tutti, corrompendo il futuro di oltre 50 milioni di italiani e di tanti, tanti giovani che oggi debbono sentirsi chiamare, dopo avere studiato una vita, cittadini di una nazione di terzo, quarto livello. Ma “loro”, hanno una colpa ancora più grande: quella di renderci tutti diffidenti e refrattari a quanto accade a chi ci sta accanto.

FABIO GALLO: AIUTIAMO I GENITORI DI ALESSIO EMANUELE 
In questo clima di sfiducia chi paga sono i bambini, mamme e papà onesti che non sanno come reagire se rimangono da soli, come sta capitando a Loredana e Vito, giovanissimi genitori del piccolo Alessio Manuele, affetto da una gravissima malattia che sta letteralmente straziando il corpicino del loro figlioletto di appena 5 anni. Noi non possiamo permettere che ciò avvenga.

Tanti anelli di una catena di solidarietà si sta unendo a dimostrazione che non siamo tutti uguali, che c’è ancora chi sa amare. Personalmente sono stato sensibilizzato da un’amica che, con il suo Studio Legale sta seguendo la vicenda del piccolo Alessio Emanuele, probabilmente vittima di una cattiva assistenza medica. Non potevo che rendermi subito disponibile, con le mie possibilità, per dare vita ad un passa parola che potrebbe salvare una creatura.

IL PAPA’ E LA MAMMA DI ALESSIO EMANUELE HANNO BISOGNO DI FONDI
Uno studio legale composto da tanti giovani che stanno seguendo la vicenda. Si tratta dello Studio Legale Cecere, Falvo, Gentile, Santelli del Foro di Cosenza che ci invia queste parole: “la malattia definita “microcefalia”, ossia, una malformazione neurologica, consistente nel fatto che la circonferenza del cranio è notevolmente più piccola della media, quindi ha continuo bisogno di assistenza e cure. La sua, come dice il papà nella lettera, è una situazione veramente disperata, non si nutre, non riesce a mangiare da solo, ed è arrivato ad avere quattordici crisi epilettiche al giorno. Ha bisogno di cure molto costose all’estero, precisamente a Cuba, e la famiglia, padre pescatore e madre casalinga non possono sostenere”. 

IL CONTO CORRENTE 
Anche un Euro a testa, se saremo tanti, può aiutare un papà e una mamma. Questo è il numero di conto corrente della Famiglia che non vorrebbe disturbare nessuno, tanta è la dignità, ma non può esimersi dal farlo, tanto è l’amore per la loro creatura:
Codice IBAN: IT82E0889280691000000393858

Vi ringrazio per tutto quanto potrete fare e chiedo alla Redazione di volere pubblicare la lettera del papà di Alessio Emanuele.
La Vergine degli Angeli e dei Martiri vi benedica e custodisca Alessio Emanuele.
La madre di Cristo non è un quadro attaccato al muro o una medaglia appesa alla nostra catenina. Credetemi.
Fabio Gallo

LA LETTERA DEL PAPA’ DI ALESSIO EMANUELE
“E’ difficile ed anche imbarazzante per me, scrivere questa lettera, essendo la mia, una condizione familiare particolarmente delicata e triste, ma devo riuscire a trovare il coraggio ed anche le parole giuste, lo devo fare per mio figlio, il mio piccolo Alessio Emanuele, che ha avuto la sfortuna di essere nato malformato, a causa di una malattia definita “microcefalia”, ossia, una malformazione neurologica, consistente nel fatto che la circonferenza del cranio è notevolmente più piccola della media, con la conseguenza che mio figlio, ha continuo bisogno di assistenza e cure. La sua è una situazione veramente disperata, non si nutre, non riesce a mangiare da solo, ed è arrivato ad avere quattordici crisi epilettiche al giorno, ho paura che possa morire, ed ogni giorno ringrazio sempre Dio per far sì che sia ancora mio figlio. Non è semplice per me chiedere un aiuto economico, ma lo faccio appellandomi alla generosità di tanti genitori come me. Ne ho bisogno per portare il piccolo Emanuele a Cuba, dove sarà sottoposto a determinate e particolari cure che potrebbero aiutarlo a migliorare le sue condizioni di salute, comunque a far si che possa almeno reggersi in piedi visto che non riesce a farlo; chi  scrive è un padre addolorato ma fiducioso nel credere che esistano ancora persone disposte ad aiutare il prossimo. Vi prego, non di aiutare me, ma di aiutare un bambino di quasi 5 anni, che non ha colpe, ma che ha subito le colpe di medici negligenti, io non ho la possibilità economica di aiutare mio figlio, perché sono un semplice pescatore, e credetemi sono inerme davanti al suo dolore e a quello di mia moglie, ma so che non devo e non posso arrendermi, che devo lottare con coraggio pur sapendo che mio figlio, non potrà mai essere un bambino”normale, ma è mio obbligo di padre, cercare almeno di dargli una vita più dignitosa di quella che ha ora, consapevolmente però che  oltre al mio grande amore non posso dargli nulla, e per questo, mi sento impotente nel vederlo soffrire. I bambini sono creature innocenti e non meritano di star male. È così difficile il mestiere di genitore, ancora di più, lo è nel mio caso. Provo ad impegnare la mia mente ogni giorno, mi dispero, su come poterlo aiutare, ma poi mi devo arrendere. Io credo che nella vita non si scelga di essere padre, ma qualora ci si diventi, bisogna portare a termine quella che è una missione, amare e rendere felici i nostri figli. Chi è padre o genitore come me, sono certo potrà capire il mio bisogno ed il mio dolore, per questo vi chiedo di realizzare un piccolo sogno, aiutate il piccolo  Alessio…. aiutate chi ha bisogno e chi ha soltanto la colpa di essere nato forse sotto una cattiva stella, in fondo nella vita c’è sempre una piccola speranza alla quale aggrapparsi, la nostra speranza ora può essere ognuno di voi…”