Redazione Il Vaticanese

Ecco come hanno giurato i Cardinali elettori all’ingresso della Cappella Sistina

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Cardinali di Santa Romana Chiesa in Vaticano

Cardinali di Santa Romana Chiesa in Vaticano

A cura di Avvenire.it

Il primo atto che i cardinali elettori hanno compiuto all’ingresso della Cappella Sistina è stato il solenne giuramento di rispetto del segreto, momento grave e solenne che precede la fatidica frase Extra Omnes, il “fuori tutti”. La costituzione apostolica Universi Dominici Gregis prevede che sia il cardinale decano a pronunciare il lungo giuramento: essendo il cardinale Angelo Sodano ultraottantenne, e pertanto non elettore, toccherà al «cardinale primo per ordine e anzianità», il cardinale Giovanni Battista Re. Alla fine della lettura del giuramento, ciascun porporato, toccando il Vangelo posto al centro della cappella Sistina leggerà e pronuncerà una breve formula personale.
Ecco il testo del giuramento: «Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonchè la libertà della Santa Sede.Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l’elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell’elezione concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l’elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice”. 
Dopo la lettura del testo, i singoli cardinali elettori, secondo l’ordine di precedenza, presteranno giuramento con la seguente formula: “Ed io … cardinale … prometto, mi obbligo e giuro” e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungeranno: “Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano”. 
A questo punto il cardinale maltese Prosper Grech, ultraottantenne e non elettore, terrà la seconda meditazione prevista dalla costituzione apostolica: una volta terminata, uscirà dalla Cappella Sistina insieme con il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, monsignor Guido Marini. Poi inizieranno i riti veri e propri del conclave, con la possibilità del primo scrutinio.