Redazione Il Vaticanese

A Leonardo Kola la Carta della Pace

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Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma

Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma

La Commissione che valuta l’Assegnazione della “Carta della Pace” – per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente, ha pronunciato il nome del prossimo protagonista dell’assegnazione della celebre onorificenza promossa dalla Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” di Roma.
Si tratta di Leonardo Kola, Albanese, che nell’Anno 2000 ha vissuto a Roma alla ricerca di un centro ospedaliero che potesse consentirgli il recupero, anche parziale, di un arto inferiore che gli rendeva impossibile deambulare se non attraverso complessi strumenti di sostegno.

Visuale di Piazza della Repubblica dai tetti della Basilica

Visuale di Piazza della Repubblica dai tetti della Basilica

Nel corso della lunga attesa protrattasi per mesi e mesi, Leonardo Kola, ormai pellegrino anche in difficoltà economiche estreme, mentre si recava nella Basilica di Piazza della Repubblica per le sue preghiere quotidiane, incontrava Fabio Gallo, Direttore dell’Ufficio Cultura della Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma (Parroco Mons. Renzo Giuliano, Pontefice Giovanni Paolo II), che, insieme al parroco lo accoglieva in Basilica.

La Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma vista da Piazza della Repubblica

La Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma vista da Piazza della Repubblica

Leonardo Kolaha dichiarato Fabio Gallo – è stato per tutti noi che vivevamo le grandi emozioni del Grande Giubileo dell’Anno 2000, un esempio di pietà cristiana. Vedere Leonardo da solo, immergere la sua mano nella fonte dell’acqua santa, segnarsi con il segno della Croce e bagnarsi l’arto infermo, è stato come vivere il Vangelo. Un gesto riperpetuato per mesi, in silenzio, nella solitudine di un ragazzo che si affida interamente a Dio Padre e alla vergine degli Angeli perché, li a Roma, erano tutto ciò che aveva. Leonardo Kola con la sua grave malattia che lo aveva colpito sin dall’infanzia è stato un modello di comportamento umano e cristiano grazie al quale, nell’Anno Giubilare indimenticabile per le continue emozioni, è stato lo strumento che Dio ha inteso utilizzare per rivelarci il vero significato della Vita. Due anni dopo, grazie alla lungimiranza del Parroco dell’epoca, lungimirante e fortemente intuitivo, mi fu consentito di promuovere l’istituzione della “Carta della Pace”. Con grande onore oggi che la società ha bisogno di grandi esempi di santità, considero un onore poter dire a tutta l’Albania che un suo figlio è “Carta della Pace” per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente di questa bella e importante Nazione”.