Redazione Il Vaticanese

Roberto Ormanni insignito della “Carta della Pace”

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Il Giornalista Roberto Ormanni - "Carta della Pace" per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell'Uomo dell'Ambiente

Il Giornalista Roberto Ormanni - "Carta della Pace" per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell'Uomo dell'Ambiente

Roberto Ormanni è stato insignito della “Carta della Pace” per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente giunta alla terza Biennale e promossa dalla Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”  (www.paoloditarso.it). La motivazione sgorga da una lunga vessazione subita dal noto Giornalista di Cronaca Giudiziaria dal procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini conclusasi con una storica sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha difeso le ragioni di Roberto Ormanni condannando l’Italia per la violazione dell’Art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La prima volta nella storia della Repubblica italiana.

ROBERTO ORMANNI INSIGNITO DELLA CARTA DELLA PACE
La Commissione per la “Carta della Pace” per la tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente, ha valorizzato di Roberto Ormanni i suoi lineamenti di un “eroe moderno”. Il Giornalista, infatti, una volta ricevute numerose querele dal Procuratore Alfredo Serafini che si ritenne offeso dal suo articolo, coscientemente e con altissimi rischi personali che mettevano a repentaglio la sua stessa libertà personale, non abbandono la possibilità di rappresentare la Verità nelle sedi di Giustizia, a tutela del Diritto di Cronaca, della stessa Giustizia e dei Diritti delle persone coinvolte nella vicenda giudiziaria. Fino alla vittoria più alta giunta dopo 12 anni il 17 Luglio 2007.

LA CARTA DELLA PACE di ROBERTO ORMANNI
Sul documento si legge:

Con la” Carta della Pace”
“Riconosciamo a Donne e Uomini di Buona Volontà il nostro plauso
e proponiamo la testimonianza della loro esistenza
quale esempio educativo per le nuove generazioni
alle quali sono affidate le sorti del Pianeta  e del  Genere Umano
chiedendo ad esse di compromettersi per la Pace”.

LA MOTIVAZIONE:
“Attento al grido dei giusti, ha liberato il Giornalismo, con la sua coscienza di illuminato cronista  giudiziario, dal rischio di non potere rappresentare la Verità e i Diritti della Persona, si è battuto per la Libertà della Collettività e del Cittadino, ottenendo una storica vittoria presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, isolando così la buona dalla cattiva giustizia in Italia. 

 

I Giudici della Corte di Giustizia Europea

I Giudici della Corte di Giustizia Europea

LA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA
La Corte di giustizia interpreta il diritto dell’UE perchè esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell’UE. Si occupa inoltre di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell’UE. Anche i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all’attenzione della Corte se ritengono che un’istituzione dell’UE abbia leso i loro diritti.

IL COMUNICATO DELL’ANSA DEL 17 LUGLIO 2007 ORE 14,50
“Soddisfazione” per una sentenza che “al di la’ del caso singolo rende giustizia a quei colleghi condannati per i cosiddetti ‘accostamenti suggestivi’”, e’ stata espressa da Roberto Ormanni  in merito alla decisione della Corte dei diritti dell’uomo di ritenere l’Italia colpevole di violazione della liberta’ di espressione.  “In Italia   sostiene Ormanni  vige la strana usanza di considerare il giornalista una specie di semplice registratore: se oltre a raccontare i fatti accaduti si mettono in evidenza collegamenti e relazioni, questo per i giudici e’ diffamazione.
Soprattutto   aggiunge – quando a querelare sono altri magistrati”.
Per il giornalista la sentenza della Corte europea “per la prima volta ha chiarito che quando i fatti narrati sono veri i collegamenti tra essi sono legittimi, a patto che siano coerenti e logici. Spetta ai lettori – ha specificato -trarne opinioni e considerazioni e il giornalista non puo’ avere colpa se queste opinioni possono essere sgradite a qualcuno. In particolare, come nell’articolo all’origine di questa vicenda – ha concluso – quando si tratta di analisiNriguardanti il modo di amministrare la giustizia”.(ANSA).

L’EPISODIO CHE HA FATTO SCATURIRE LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA
L’episodio che fece scaturire il ricorso di Roberto Ormanni alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo risale al 1994 quando, per avere esercitato il suo lavoro di Giornalista di cronaca giudiziaria nel corso della nota e oscura vicenda giudiziaria che vide imputato il noto Coreografo di RAIUNO Fabio Gallo, il Giornalista si vide denunciato più volte per diffamazione a mezzo stampa dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini, da suo cognato e da una estetista che gestiva una scuola di danza nella Città di Cosenza, che si ritennero gravemente lesi e diffamati dalle notizie apparse nell’articolo a su cura. Notizie, quelle offerte da Roberto Ormanni alla cronaca, che, invece, negli anni, non solo furono tutte confermate dai fatti e dalle prove, ma procurarono, laddove vi fu la lacuna della Giustizia italiana, la sentenza della Corte Suprema dei Diritti dell’Uomo che, dando ragione al Giornalista, Roberto Ormanni, condannava l’Italia per avere violato l’Art.10 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo.

La Sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo che ha riconosciuto a Roberto Ormanni il diritto di Cronaca e cioè il Diritto del Giornalista di riportare sulla stampa la verità dei fatti da lui riscontrati ed espressa sul caso Gallo.
Fabio Gallo ebbe a confermare insieme ai suoi familiari che all’epoca dei fatti molti giornalisti di Cosenza, inclusa una nota e brava redattrice della più nota emittente locale che si era offerta come Ufficio Stampa di Fabio Gallo, furono minacciati di mobbing e dovettero abbandonare alla solitudine il noto coreografo.

LA TESTIMONIANZA DELLA FAMIGLIA GALLO
“Il coraggio del Giornalista Roberto Ormanni - ha dichiarato recentemente Fabio Gallo - non ebbe pari. Fui, fummo abbandonati da tutti coloro i quali avrebbero dovuto rappresentare la Giustizia. A me e alla mia famiglia facevano di tutto e nessuno interveniva. Così ai testimoni a discarico che, in un clima pauroso e torbido, avevano trovato il coraggio civico di offrire la loro testimonianza alla Giustizia. Ma presto dovemmo prendere atto che la testa della Giustizia cosentina aveva un interesse personale nella vicenda che fu svelato solo grazie ai Giudici del Tribunale dei Milano. Nessuno indagò mai per le denunce inoltrate alla procura di Cosenza affinchè si tutelassero le nostre persone e dei nostri diritti. 

Roberto Ormanni è un vero eroe del Giornalismo italiano e l’Italia è una grande Nazione perché solo una grande Nazione riesce a motivare sentimenti così nobili nell’individuo. Io, personalmente, so che ha rischiato di essere linciato, se malauguratamente, il Procuratore di Cosenza avesse trovato colleghi compiacenti. Ormanni, ha rischiato molto, molto di più. In un momento buio per la Giustizia italiana ha salvato la mia vita dalla morte certa, non solo sociale. Vorrei estendere il mio plauso ai Giudici giudicanti e alla Magistratura di Milano. Essi sono stati capaci di guardare in modo razionale le prove, di indagarle e di farle diventare strumento di Giustizia. A Milano ho vissuto una delle pagine più alte di Giustizia italiana ove i Magistrati non hanno difeso il Magistrato collega ma la Verità. Se all’epoca - conclude Fabio Gallo - avessi avuto accanto la competenza e il disinteresse personale della Procura della Repubblica di Milano, li avrebbero arrestati tutti. Non sarei stato costretto a vedere mia madre, nobilissima e bellissima creatura di Dio, sfiorire anzitempo innanzi alle mie pupille. Dio benedica Roberto Ormanni: l’ateo in cui si è riconosciuto Dio”. 

 

Info:
Palais de la Cour de Justice
Boulevard Konrad Adenauer
Kirchberg
L-2925 Luxembourg
Luxembourg
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Fax: +352 4303 2600