Viviana Normando

Mons. Renzo Giuliano – Bellezza e Bontà geniale binomio di un cambiamento indispensabile

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NEWS ore 19.00 – Nella serata dedicata all’inaugurazione della statua di Giuseppe Ducrot innanzi alle autorità vaticane e statali per il progetto di collaborazione tra Stato e Chiesa che la statua e l’arte rappresentano per il tramite del Rettore mons. Renzo Giuliano erano presenti tra le autorità ecclesiastiche: S. Em. Card. Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato Stato Città del Vaticano, S. Ecc. mons. Giuseppe Sciacca, Segretario del Governatorato SCV, mons. Americo Ciani, canonico Vaticano ed esperto d’arte, mons. Guillermo Karcher e mons. Franco Camaldo cerimonieri pontifici, mons. Guido Mazzotta decano della facoltà di Filosofia Pontificia Università Urbaniana, mons. Giuseppe Blanda vice Rettore Basilica S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma e primicerio di S. Maria Odigitria dei Siciliani Roma. Tra le autorità dello Stato presente il già Ministro della Repubblica Italiana e imprenditore Willer Bordon, in prima fila l’artista Giuseppe Ducrot autore della statua San Giovanni Battista,  Marco Tonelli critico d’arte, il Direttore Responsabile del Gruppo Editoriale di Rete Comunicare Italia della Fondazione Paolo di Tarso Viviana Normando, l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma Dino Gasperini, il Conte Thun e il suo staff, la dirigenza della Fondaco di Venezia e di Roma, sponsor dell’evento, il Presidente dell’Associazione Brutium Calabresi nel mondo Gemma Gesualdi, il prof. Arch. Dario Del Bufalo il più autorevole esperto di marmi antichi ed esperto d’arte già capo della segreteria di Vittorio Sgarbi Sottosegretario ai Beni Culturali, il Presidente della Maison des artistes ing. Vittorio Barba Giovanni con i membri del consiglio direttivo, il Presidente dell’Associazione Giampiero Arci Società Civile Prof.ssa Enrichetta Arci, la rappresentanza di Serra International Italia, l’artista Paolo Pezzato che espone in questi giorni tra i grandi artisti nella Basilica l’opera “il mio Giovanni Paolo II” e che ha donato la sua opera più grande “Crocifissione” alla Fondazione Paolo di Tarso.

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Discorso di Mons. Renzo Giuliano a tutti gli ospiti prima della benedizione della statua e del suo svelamento, clicca qui per aprire il pdf.

NEWS: ore 13,00: ecco le prime immagini in esclusiva realizzata da ComunicareITALIA e IL VATICANESE.IT che ritraggono Mons. Renzo Giuliano insieme al Ministro Lorenzo Ornaghi e altre Istituzioni di settore che posano ai piedi del San Giovanni Battista realizzata da Giuseppe Ducrot.

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Bellezza e Bontà sono le chiavi che per oltre un 20ennio hanno aperto le porte della michelangiolesca Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, ai cittadini e fedeli del mondo.
Milioni di cittadini che visitando Roma e tornando negli anni nella Basilica che sorge sui ruderi delle prestigiose Terme di Diocleziano, divenuta Chiesa grazie all’ultimo capolavoro del genio di Michelangeloda, hanno visto mutare il buio della chiesa nota per i funerali di Stato, in Luce dell’Arte, della Fede e della Scienza, Città della Pace.
Ogni vuoto proveniente dalla storia nella Basilica di Piazza della Repubblica è stato riempito di Arte, così come il vuoto di una Basilica Parrocchiale che oggi ha poche decine di fedeli essendo cuore delle attività ministeriali e di uffici, è stato riempito dalla presenza di giovani turisti e studenti universitari, da scienziati, da donne e uomini del mondo della Cultura e da laici tenaci e difensori della fede cristiana. Come la Fondazione “Paolo di Tarso”,  creatura del Parroco e di un gruppo di qualificatissimi storici, giornalisti ed esperti in connettività, che brilla nel mondo della Rete con l’appellativo di “Sentinella di Cristo”, dopo avere posto in Rete ben 7 Testate Giornalistiche, osservatorio per la tutela e promozione della fede.
A poche settimane dal suo passaggio da Santa Maria degli Angeli e dei Martiri alla Parrocchia “Stella Matutina”, Mons. Renzo Giuliano, compie un ultimo grande gesto di “Bontà e Bellezza” riuscendo a collocare nell’atrio della meravigliosa Basilica una nuova grande opera d’arte che raffigura San Giovanni Battista. Un nuovo evento della storia di quell’arte che rende ancora vivibile questo mondo asfissiato da ingiustizie di ogni ordine e grado.
Un evento che, giustamente, è festeggiato con la testimonianza del Ministro ai Beni Culturali della Repubblica Italiana. Se ognuno di noi facesse ciò che ha fatto con il lavoro quotidiano “un semplice sacerdote” – come ama definirsi Mons Renzo Giuliano, non saremmo costretti a cercare con la lanterna un segno di maturità umana.
Oggi,  Giovedì 21 giugno 2012, alle ore 19.00, nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma – Chiesa di Stato, alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi e di numerose autorità, viene svelata la statua di San Giovanni Battista, la cui opera in marmo del maestro Giuseppe Ducrot sostituisce il gesso di  Jean Antoine Hudon distruttosi nel 1894. La statua, realizzata per i 450 anni della Basilica e fortemente voluta dal Rettore mons. Renzo Giuliano, torna dopo 118 anni nella versione contemporanea  nella nicchia davanti a San Bruno nel passaggio voltato verso la crociera.

E’ stato il Papa Benedetto XVI in una visita nella Basilica ad apprezzarne fattezze ed esecuzione, citandone l’attuazione negli auguri formulati già nel febbraio 2011 per il 450° anniversario della Basilica. “Occasione anniversario quattrocentocinquanta anni costruzione Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri at Roma et realizzazione statua raffigurante San Giovanni Battista Sommo Pontefice rivolge beneaugurante saluto et mentre esorta a collaborare e at sentirsi pietra viva della Chiesa chiamata nel tempo e nella storia at rendere presente Gesù Signore invoca effusione celesti favori et di cuore imparte at lei fedeli et quanti prenderanno parte significativo evento implorata benedizione apostolica”.

“Mons. Renzo Giuliano – dichiara Viviana Normando Direttore de Il Gruppo Comunicare Italia, storico dell’arte, allieva di Vittorio Sgarbi e Maurizio Calvesi – avocando a sé la collaborazione dei grandi intellettuali ed artisti del nostro tempo, ha consentito in questo luogo, l’ultimo capolavoro architettonico del genio di Michelangelo, che si realizzassero opere contemporanee tali da risolvere il problema di connubio tra antico e moderno e da costituire un modello in tal senso, attuando una sinergia con contenuti di elevato profilo, nel costante ed ineccepibile rispetto e valorizzazione della Basilica in quanto luogo sacro.

La statua di Ducrot è solo uno dei casi tra cui citiamo il lucernario di Narcissus Quagliata, i portali della facciata della Basilica su piazza della Repubblica, intervento difficilissimo da conciliare con il contesto, nell’intervento di Igor Mitoraj che qui ha posto anche la testa di Giovanni Battista, l’Angelo di Ernesto Lamagna che accoglie i cittadini di Roma e del mondo e così via. Le opere da scelte da mons. Giuliano si incastonano perfettamente tra le mura antiche delle Terme di Diocleziano, voltate da Michelangelo e poi rivisitate dal Vanvitelli. L’arte e la cultura, con l’operato di questo Rettore, hanno sigillato progetti importanti di collaborazione tra Stato e Chiesa nonchè una progettualità di pace in eventi e fatti, promossi dalla Fondazione paolo di Tarso, tra stati e nazioni, come ad esempio Italia-Cina, nel dono della statua Galileo Divin Uomo, in quegli avvenimenti che hanno restituito dall’oblio a Galileo l’appellativo di uomo di fede, Italia-Russia, nella collaborazione per la costruzione, nel dono delle reliquie, della Chiesa Ortodossa russa a Roma, nei “grandi eventi” del tricentenario della meridiana Bianchini. La sua attività al servizio della Chiesa lo ha reso testimone, e noi con lui, di un percorso esemplare fin dai “grandi eventi” del Giubileo del 2000 condivisi nella realizzazione dall’Ufficio Cultura della Basilica diretto da Fabio Gallo, la cui esperienza è in grande parte confluita nella Fondazione Paolo di Tarso, proprietaria del Gruppo editoriale di Rete ComunicareITALIA volto a promuovere la Bellezza dell’Italia, i valori della fede cristiana, a sostegno laico della Chiesa e del Santo Padre e titolare di progetti turistici e del settore agroalimentare ispirati dalle parole di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

San Giovanni Battista di Ducrot è un’opera coeva che si lega alla storia della grande Certosa di Roma, nella rappresentazione di S. Giovanni Battista, Patrono dell’Ordine certosini. Si tratta di un’opera di assoluto prestigio, portata a compimento nel caso specifico grazie al finanziamento di Thun S.p.A e Fondaco S.r.l., che affianca la grandezza delle altre poste in questi anni di responsabilità di mons. Giuliano in S. Maria degli Angeli a Roma.

Thun S.p.A., ditta di Bolzano, ha consentito con la sua politica “Lavoriamo per arrecare gioia a noi e agli altri” e il suo nobilissimo gesto di sostenere il recupero di una parte importante della nostra storia, pur realizzando oggetti d’arte avviati come artigianali ed eseguiti a mano, oramai di evidente produzione industriale, a tutti noti e da molti ricercati per doni.

“La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri – è proprio il Rettore mons. Renzo Giuliano a raccontare, insignito di recente anche del premio internazionale medaglia d’oro Maison des Artistes – fin dalla sua riconversione in Chiesa nel 1561 ad opera di Michelangelo, fu affidata ai Padri Certosini, antico e rigoroso Ordine monastico fondato da San Bruno di Colonia, divenendo la grande Certosa di Roma. Due secoli dopo, sul finire del 1764, giunse a Roma il giovanissimo scultore francese Jean Antoine Hudon al quale il Procuratore generale dei Padri Certosini affidò l’incarico di realizzare, nel nuovo passaggio vanvitelliano ornato di due nicchie speculari, le due statue significative per lo stesso Ordine, il fondatore San Bruno e il patrono San Giovanni Battista. Hudon realizzò subito la grande statua in marmo del Fondatore, ottenendo da tutta la critica di allora e posteriore, grande plauso. L’artista si preparò a modellare la statua del Patrono che realizzò in gesso; essa fu posta nella nicchia in attesa della finale statua in marmo, che però non fu mai eseguita. Nella notte tra il 3 e 4 giugno 1894 il modello fu ritrovato spezzato in più frammenti perché, forse corroso dal sostegno interno metallico, cadde dalla nicchia. Da allora quella nicchia rimase vuota, anelando al desiderio di poter vedere realizzato il sogno della  iniziale idea. Guardando al modello, in piccole dimensioni, presente alla Galleria Borghese in Roma, dal 2004 si è riacuita la volontà di dare corpo al progetto originario così da offrire il visivo orientamento di complementarietà tra San Bruno e San Giovanni Battista, presenti ambedue allo sguardo del fedele che ricerca il messaggio e la testimonianza più vive di una singolare esperienza di fede. Con l’opera del Maestro Giuseppe Ducrot tutto questo si realizza ed oggi, anno 2012, noi contemporanei possiamo contemplare felicemente l’attuata originaria idea attraverso un capolavoro di arte marmorea, fortemente legato all’espressività più classica del personaggio biblico rappresentato, il profeta San Giovanni Battista”.

Il 21 giugno, alle ore 12.00, ha luogo la conferenza stampa nella Sala dei Certosini.

La statua di San Giovanni Battista. Ricordiamo che Giuseppe Ducrot, artista romano votato all’arte sacra, con interpretazione personale ha eseguito la statua di San Giovanni Battista, costruita sulla base della copia in possesso del Museo di Villa Borghese Di Ducrot ricordiamo il Busto reliquiario in bronzo per la Croce di San Filippo Neri, nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma; l’Altare, l’Ambone, il Trono e la Statua di San Benedetto per la Cattedrale di San Benedetto a Norcia; la Statua di Sant’Annibale Maria di Francia per la Basilica di San Pietro in Città del Vaticano, e l’Altare Centrale, Ambone e Crocifisso per la Cattedrale di San Nicola a Noto, Siracusa. Ducrot modella il San Giovanni Battista con il volto del Santo rivolto di tre quarti verso l’osservatore, il corpo semicoperto dalla pelle di capra di ispirazione barocca, la chioma, la barba fluenti, la mano tesa ad indicare l’altare centrale simbolo del Cristo.