Redazione Il Vaticanese

Fabio Gallo: sostegno illimitato al Papa e alla Chiesa

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Fabio Gallo - Direttore Editoriale del Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA

Fabio Gallo - Direttore Editoriale del Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA

Fabio Gallo ha recentemente deciso di inviare un suo messaggio a tutti i suoi amici. E’ giunto anche a noi della Redazione e abbiamo pensato di pubblicarlo, sperando di non procurargli dispiacere e di non turbare quel perfetto equilibrio di “eremita tra la gente”.
Non potevamo fare il contrario perché siamo stati abituati a condividere, a vivere la fede tra la gente. Fabio Gallo ci offre un messaggio speciale come speciale è stata la sua vita costellata da grandi battaglie, per i suoi diritti prima e quelli dell’Uomo in generale poi, così come di grandi gioie e soddisfazioni ma, più di tutto, da una fede semplice e luminosa nei confronti di Gesù e Maria che ha fortemente segnato la sua vita “sanando ferite insanabili e colmando vuoti incolmabili da essere vivente”. 

Buona lettura.

“Cari amici, qualcosa o qualcuno vorrebbe impedirci di rivolgere le nostre pupille verso l’orizzonte comune indicato da Cristo” . E’ dunque fondamentale iniziare a valutare le cose non più solo grazie alle sollecitazioni che ci giungono dai media e dagli insegnamenti di una politica spregiudicata, egoista e senza meta, ma dal nostro cuore. Dal profondo del nostro cuore, cantiere di continuo discernimento, prediletta abitazione del Padre Nostro, della Vergine Maria e delle anime a noi care. A volte, infatti, la verità delle cose è molto lontana da noi poiché essa risiede al centro del nostro cuore, che poco ascoltiamo attratti come siamo dall’istinto.

Per alcuni istanti, cari amici, vorrei focalizzare la vostra attenzione sulla debolezza del mondo della politica che, in fase di ottenimento del consenso elettorale, con proclami, azioni e attività di ogni tipo, ci ha indicato le stelle e l’intero firmamento per poi, come essa stessa ha testimoniato, non riuscire neanche a vedere il suo stesso dito che le stelle, presumeva di indicare.

In questo giorno della nostra esistenza possiamo dire di poter collocare questa gente tra tanti eventi della storia che non lasceranno traccia. Abbiamo, invece, recentemente avuto la possibilità di ascoltare Giovanni Paolo II chiedere “perdono” alla storia perché essa potesse riconciliarsi con tutti noi e considerarci un grande cantiere di Pace. Ma, non ci è sfuggito, che nessun politico del mondo abbia mai compiuto lo stesso gesto per tutto quanto, di certo, la politica ha commesso nel corso dei secoli e dell’esercizio dei governi.

La grandezza della Chiesa che nella storia è unica a farsi carico del Perdono e di rendere l’Essere Umano incubatore di Carità, è stata, sotto i nostri occhi, quella di chiedere a sua volta, di essere perdonata. A nostra volta, cari amici, perdoniamoci e perdoniamo noi stessi perché è da noi che parte l’incapacità di  sentire in noi la Vita che scorre, il rispetto che ad essa dobbiamo. Lo stesso Rispetto che, probabilmente, potrà richiedere a molti di noi di entrare in gioco in prima persona. 

Recentemente abbiamo tutti seguito la storia dei “corvi” ma, giustamente, siamo stati maggiormente attratti da quella degli “sciacalli” che stanno divorando il futuro di tutti, continuando a guadagnare cifre esorbitanti, indifferenti allo stridore dei denti di padri e madri che non sanno più cosa dare da mangiare ai propri figli. Tutto si potrebbe risolvere affermando che la storia ha sempre avuto ricchi e tanta povera gente. Ma oggi l’anima della nostra società moderna spinta nel futuro dalle innovazioni tecnologiche, sembra essere macchiata da gente che ha tutto e che vuole anche tutto ciò che altri non potranno mai avere.

Siamo una società continuamente violata nella quale ha preso vita una stratificata e ben ingegnerizzata guerra il cui scopo è quello di generare sofferenze e insofferenze: di deprimere, di porci in attesa, del nulla. Una guerra alta e intelligente che si basa sulla gestione della conoscenza, in tutti gli ambiti che producono economia e formazione delle coscienze. Per questo, anche la fede che forma coscienze, non può sottrarsi ad essa divenendo nuovamente martire nel mondo.

Cosa sta cambiando? dove ci stiamo, nostro malgrado, lasciando trascinare? Dov’è finito il nostro grande amore per Gesù Cristo? E’ giunto il momento di non esporlo solo sulle pareti ma nel profondo del nostro cuore. A lui dobbiamo offrire il nostro cuore se vogliamo che illumini la nostra mente.

Dieci anni addietro era solito discutersi l’eccessivo costo dei libri per le famiglie, oggi anche quello del cibo. Nei supermercati, solo due anni addietro, si colmavano i grandi carrelli e in molti oggi, appena riempiono i cestini. Il cibo di seconda scelta e i cibi spazzatura sono l’unica opportunità, il delitto nel delitto. Ecco prendere vita le nuove sacche di povertà che non appaiono colmabili anche a causa della totale assenza di una politica del lavoro, unica medicina per guarire la nostra società.

Il mio cuore oggi, mi suggerisce di essere promotori di sostegno illimitato al Santo Padre e alla Santa Madre Chiesa Cattolica e Apostolica, le vere pupille del nostro cuore. Ve lo dice non un santo ma un buon diavolo.

Dunque, amici miei, diamoci da fare e facciamolo ognuno operando dal proprio posto ma, da oggi, con coscienza particolarmente accorta agli eventi. Preghiamo incessantemente per il Papa, per Benedetto XVI, per i Cardinali e i Vescovi che conoscono il mondo e possono orientarci. Ma agiamo! 

Desidero ricordarvi che Benedetto XVI è la prosecuzione di Giovanni Paolo II che l’umanità vuole santo e che ci chiese profeticamente di essere “Sentinelle del Mattino” . Tutti, quel giorno, ci siamo chiesti cosa significasse quella frase che ci fece sentire utili a noi stessi e al mondo. Il tempo, come sempre, ci ha fornito la risposta: Siamo Sentinelle della Chiesa. Lei è nostra Madre”.