Benedetto XVI a Milano con le Famiglie: 1.000.000 di fedeli e trionfo delle fede

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Sua Santità Benedetto XVI
Sua Santità Benedetto XVI

MILANO – a cura de IL VATICANESE.IT – Intendiamo fare i nostri auguri a tutti i delegati, ai giovani e alle famiglie presenti in Milano e uniti nella fede cristiana intorno al Sommo Pontefice Benedetto XVI. Abbiamo partecipato in modo vivo a questo importante raduno nel corso del quale abbiamo potuto raccogliere importanti messaggi provenienti dal mondo, e lo abbiamo fatto affidando ad uno di noi una riflessione che, nei suoi buoni auspici, possa rappresentare un piccolo messaggio della nostra Redazione. Oggi tocca al nostro Direttore Editoriale Fabio Gallo.

“Nella tre giorni delle Famiglie ha trionfato la Fede. Vedrete, Benedetto XVI sarà il santo delle Famiglie! E’ l’unico messaggio, il suo, a favore del nucleo santo della nostra società moderna, sempre più multiculturalista e multietnica, sempre più globale, sempre più alla ricerca nella fede di una forte motivazione per giustificare l’ingiustizia politica e sociale. La tre giorni di Milano ha testimoniato con le voci e i volti delle Famiglie del mondo come siamo tutti simili innanzi agli errori della politica, ancora troppo immatura e poco rispettosa dei diritti fondamentali dell’Uomo.
“Se il mondo e le Nazioni venissero amministrate come una famiglia – ha detto una mamma di 4 bambini nel corso delle seconda giornata di Milano, tutto sarebbe risolto”. Il corrispondere a questa riflessione del
 boato procurato dal consenso dei presenti, ci ha fatto capire di essere uniti e che i nostri sguardi sono diretti verso un solo orizzonte: sappiamo dove andare!

Abbiamo capito che il mondo sta andando dove Benedetto XVI ha nuovamente incontrato il cuore delle Famiglie e dei Giovani. Ora dobbiamo imparare a praticare la via ,a percorrerla non pensando che sia facile, ma che sul monte, alla fine del cammino, troveremo la nostra casa: una società matura e perfetta, consapevole e benevola.
A Milano, insisto,  siamo stati tutti molto fortunati perché le nostre pupille hanno visto il Santo Padre forte, alla guida del nostro cammino. 

Onorato di essere stato scelto dal mio Direttore quale messaggero, non posso esimermi da una riflessione sul particolare momento che tutti stiamo attraversando.
La Famiglia è il cuore della Società di ieri, di oggi, di domani. Per questo riteniamo che debba mutare repentinamente il modo di rapportarsi con essa, da parte della politica. Per la Famiglia si chiede un’organizzazione seria e strutturata che mostri il vero volto di un cambiamento di rotta, come ha detto il Cardinale Angelo Scola nel suo breve intervento in collegamento con il programma Porta a Porta condotto da Bruno Vespa.

La Famiglia è profondamente minata non solo dagli stenti e dai sacrifici ma dalla politica che sino ad oggi, ha utilizzato il suo corpo quale bacino dal quale prelevare danaro sudato, ancor prima che esso possa essere speso, per risolvere i mortificanti problemi di una totale mancanza di lungimiranza e concretezza politica. 
Sino ad oggi è stata la Famiglia a pagare caro e amaro il prezzo della voracità di tutti gli irresponsabili, della loro irrefrenabile voglia di fagocitare danaro. Oggi, purtroppo, sullo stesso pianerottolo di un condominio, si apre una porta per posare la busta della spazzatura e di fronte, una volta chiusa la prima, se ne apre un’altra per prenderla. Un’immagine che ho visto con i miei occhi e alla quale non avrei mai potuto credere e che potrebbe trovare lo sdegno solo di chi non vede rovistare sempre con maggiore frequenza nei rifiuti non più solo i senza tetto.
Ancor più drammatico il fatto che tutto ciò abbia procurato un’assuefazione nella stessa società civile che, flagellata dallo scudiscio di un’economia farneticante e priva di regole vere, è ormai incapace di reagire perché completamente inginocchiata e disorientata.

Siamo stati a Milano anche per dire alla politica che siamo testimoni di un cambiamento. Noi edificheremo sulle parole del Santo Padre il nostro futuro.  
Al Governo intendiamo dire che continuare a depredare le famiglie sarebbe non più fare politica per salvare un Paese a qualsiasi costo, ma un sacrilegio innanzi agli occhi Dio Padre. E, se non facciamo finta di credere, Dio c’è per davvero e la sua Misericordia potrebbe non contemplare il perdono per chi flagella l’umanità. Voi non sentite le urla dei cuori delle madri e lo stridore dei denti dei padri. Noi non vogliamo ascoltarle più e opereremo, anche con gli strumenti della Rete, per operare il cambiamento in chi dovrà dare la sua preferenza politica. Accadrà, vedrete che questo miracolo accadrà.
Anche l’informazione, e va dato il nostro plauso a chi lo sta già facendo, deve dare spazio a chi lavora e produce, a chi fa bene e aiuta a crescere gli altri, ai giovani che muovono i loro primi passi nel mondo del lavoro imprenditoriale. Basta parlare solo degli effetti del male. Diamo spazio al Bene, alla vita, a chi, nonostante tutto costruisce e riscostruisce, se il caso, senza fermarsi mai, dall’aurora al tramonto! Come vorremo ricostruire le case dei nostri fratelli, delle nostre sorelle terremotati? con le parole? con la politica delle accise? No! attivando il mondo del lavoro, facendo sorgere il sole nel cuore dei giovani e delle Famiglie creando regole grazie alle quali la Giustizia Sociale non debba essere mai più invocata ma solo vissuta.

Stessa cosa diciamo alle TV: lo Stato, il Governo, la Politica, i politici, non possono più fare finta di non vedere la televisione solo perchè sono sempre in televisione. Non esiste più un programma televisivo che non abbia politici a ceste. La TV di Stato, sostenuta pesantemente dai contribuenti, deve dare spazio al Paese che cresce e produce. Centinaia e centinaia di ore nei palinsesti mensili investite in diatribe tra politici che hanno ridotto l’Italia a ciò che è oggi e che, in ogni caso, non hanno fatto nulla per gridare a tutti noi la fine che avrebbe fatto. Decine di migliaia di Aziende chiuse….che peccato…che vergogna dovere sperare che qualcuno, dalla Cina o da qualsiasi parte del mondo, venga a compraci. Immaginiamo per un attimo quanto frutterebbero queste ore dei palinsesti televisivi se almeno un decimo di esse venissero dedicate alla straordinaria bellezza dell’Italia che vuole vivere, sorridere e lavorare. Sarebbe impressionante la quantità di lavoro ed economia che ne scaturirebbe. Ora, pensate alla televisione di oggi solo per un momento. E’ vero? la pensiamo allo stesso modo, vero? bene, allora siamo stati a Milano per morire al vecchio modo di fare e rinascere nel nuovo, a partire da noi stessi. Evviva Milano, Evviva Benedetto XVI!

Fabio Gallo

 

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