Redazione Il Vaticanese

Quale famiglia stiamo coltivando?

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Pierpaolo Donati

Pierpaolo Donati

Vi proponiamo l’intervista a Pierpaolo Donati a cura de Il Messaggero di Sant’Antonio – La famiglia è una risorsa per la società se non ci si allontana dal modello della coppia uomo-donna con i loro figli. Lo afferma il professor Pierpaolo Donati, già presidente dell’Associazione italiana di sociologia e tra i principali studiosi italiani della famiglia, intervistato dal giornalista Alberto Friso per il «Messagggero di sant’Antonio» (rivista diffusa in quasi 160 Paesi del mondo, 520 mila copie soltanto in Italia). L’occasione è il prossimo Incontro mondiale delle famiglie, che si terrà a Milano dal 30 maggio prossimo, dove il professore presenterà la sua ultima ricerca dal titolo: «Famiglia risorsa della società», realizzata per conto del Pontificio Consiglio per la famiglia su un campione di 3.500 persone, rappresentativo della popolazione italiana.

Donati – ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna e direttore dell’Osservatorio nazionale della famiglia – ha anticipato al «Messaggero di sant’Antonio» alcuni esiti del suo lavoro: «L’intento della ricerca è stato quello di andare a vedere quale forma di famiglia sia più capace di dare un contributo di solidarietà, fiducia e partecipazione attiva alla società. Lo abbiamo fatto perché oggi sembra prevalere nell’opinione pubblica l’idea che tutte le forme di famiglia siano più o meno equivalenti e tutte positive, purché ci sia affetto».

Quali gli esiti? «Abbiamo verificato – spiega il sociologo – che la famiglia “normo-costituita”, composta cioè da una coppia uomo-donna e dai loro figli, è la forma che costituisce la maggior risorsa per la società. Quanto più la famiglia è ampia e stabile, tanto più essa è percepita come soddisfacente dalle persone, che sentono di esserne arricchite dal punto di vista umano. In queste famiglie esiste un circuito virtuoso: quanto più la coppia è impegnata su un comune progetto di vita, tanto più ha figli, i quali poi hanno più successo nella vita, sono cioè giovani che si impegnano maggiormente, sia sul piano dello studio sia su quello professionale, hanno condizioni di salute migliori, hanno comportamenti pro-sociali».

Le altre forme familiari, spiega Donati, sono più deboli e precarie, bisognose di assistenza e di aiuto, quindi non sono risorsa per la società, o comunque lo sono di meno. Purtroppo le famiglia “risorsa”, rileva il sociologo, sono una minoranza, circa un terzo delle famiglie italiane. «Se uno dovesse fare il bollettino dello stato di salute della famiglia italiana dovrebbe dire che essa in generale non gode di ottima salute, perché l’area delle famiglie “normali” si va riducendo anche per via del calo della natalità».

C’è poi la tendenza a rimandare il matrimonio o a vivere insieme senza sposarsi, per motivi di ordine materiale o psicologico. La mancanza del lavoro e della casa incide all’incirca per il 40 per cento. Molto più incisivi – per il 60 per cento – i fattori psicologici e culturali, ovvero la paura del futuro, il senso del rischio, dell’incertezza, il non sentirsi all’altezza di educare dei figli in un mondo sempre più difficile.

Nell’intervista viene messo in evidenza anche il trend in crescita, e cioè quello della convivenza. Ma bisogna distinguere: ci sono coppie che si sentono «costrette» alla convivenza perché non riescono a mettere su famiglia, perché il futuro è incerto, per il lavoro precario e la casa che non c’è. Altre, invece, scelgono la convivenza come stile di vita, decidendo di non sposarsi.

Cosa fare, allora, nel concreto per invertire questa tendenza? Secondo Donati, la vera ricchezza della famiglia è fatta di relazioni sociali. Occorrono politiche di sostegno alla relazioni familiari.  «A livello europeo, finora, si è spinto per politiche che garantiscano pari opportunità. È il momento di fare un passo in più, congegnando interventi  politici che promuovano la solidarietà e la stabilità familiare, la fecondità, la capacità di allevare i figli. In definitiva: se è vero che la famiglia “normo-costituita” è risorsa per la società, allora è il caso che la politica promuova quel tipo di famiglia, fatta salva ovviamente la libertà delle persone di vivere in un altro modo, ma come scelta privata che la politica non ha l’obbligo di favorire».

Pierpaolo Donati è tra i principali studiosi italiani sulla Famiglia.

Già presidente dell’Associazione italiana di sociologia, Donati interverrà all’Incontro mondiale delle famiglie a Milano, sul tema «La famiglia come risorsa della società».

Vi suggeriamo di visitare il sito ufficiale www.santantonio.org