Cardinale Angelo Bagnasco: Paese al suicidio demografico

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“Il nostro Paese vive un preoccupante calo delle nascite, che mi ha spinto a parlare di ‘suicidio demografico’: è il suicidio di una Nazione che non guarda avanti perché ha paura del futuro”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, parlando ai parlamentari. Il Paese, ha sottolineato Bagnasco, “vede aumentare rapidamente l’età media dei suoi cittadini, creando problemi di ordine economico e sociale a medio e lungo termine. Un diverso approccio alla questione demografica richiede che la famiglia, che è il luogo dove i figli sono naturalmente generati, accolti ed educati, sia promossa, difesa e sostenuta. Le politiche familiari dovranno rispondere a questa problematica, assicurando ai genitori un appoggio concreto, a partire dalla presenza più consistente di strutture e servizi che li sostengano nella crescita dei figli”.

I “frutti” dell’individualismo si vedono nella “piaga dell’evasione fiscale e nell’impiego a fini personali di beni pubblici; nella corruzione e nell’indifferenza verso i poveri. L’individualismo genera solitudine”.

PAPA RICONFERMA BAGNASCO A PRESIDENZA VESCOVI

Benedetto XVI, secondo ogni previsione e a cinque anni esatti dalla nomina, ha riconfermato il cardinale Angelo Bagnasco alla presidenza della Conferenza episcopale italiana, l’unica al mondo il cui presidente sia designato dal papa. L’arcivescovo di Genova in una nota ha manifestato la sua “profonda emozione” per la riconferma, ha assicurato il proprio impegno perché la Chiesa italiana “si metta in cammino per ricondurre gli uomini fuori dal deserto” e ha rivolto un pensiero a tutti i vescovi, “ringraziando ciascuno per la collaborazione fin qui sperimentata e auspicando di poter insieme continuare a servire la Chiesa che è in Italia, così capillarmente diffusa in ogni città e contrada”.

Questa collaborazione, in “comunione con il Papa”, ha commentato il presidente della Cei, può rafforzare la testimonianza cristiana “in una società che, per quanto segnata da una profonda crisi culturale ed economica, non cessa di sperare in un futuro migliore”. Il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, nell’assicurare la collaborazione della segreteria a Bagnasco, ha sottolineato “lo stile rigoroso e l’autorevolezza crescente della presidenza del card. Bagnasco, in anni nei quali le nostre Chiese – ha ricordato mons. Crociata – hanno affrontato sfide impegnative e condiviso la fatica del Paese, segnato da una profonda crisi economica e valoriale”. La riconferma alla presidenza della Cei ha fruttato a Bagnasco una serie di messaggi di congratulazione, da associazioni e singoli, politici e personalità.

L’arcivescovo di Genova era stato nominato presidente dei vescovi italiani il 7 marzo 2007 dopo i 21 anni di “governo” di Camillo Ruini (prima come segretario e per 16 anni da presidente), e accompagnato da una precisazione, il 25 marzo, del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che con una lettera al neopresidente della Cei avocava al suo ufficio i rapporti con il mondo politico italiano. Sessantotto anni, figlio di un pasticcere e una casalinga, Bagnasco ha studiato nel seminario di Genova ed è stato ordinato prete da Giuseppe Siri nel ’66. Laureato in filosofia, docente di Metafisica e ateismo contemporaneo presso la Facolta’ teologica dell’Italia settentrionale, è stato per 25 anni vicino agli scout e per 15 assistente della Fuci. Dal ’95 al ’98 ha diretto il seminario di Genova, è stato poi promosso vescovo di Pesaro, nel 2003 ordinario militare, fino alla nomina a Genova, successore di Tarcisio Bertone, dove si è insediato nel settembre 2004. Tra gli attuali incarichi di Bagnasco: presidente del Consiglio per gli affari economici della Cei, presidente della Conferenza episcopale ligure, membro della Congregazione per le Chiese orientali, membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, membro della Congregazione per i vescovi.

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